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In primo piano

Dalla Festa del Cinema di Roma

con Guido Lombardi e Filippo Meneghetti

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Roma #5 - "The Irishman", "Deux" e "Il ladro di giorni"

In diretta dalla Festa del Cinema di Roma. Con Enrico Magrelli e Dario Zonta

con Fanny Ardant, Daniele Gonciaruk, Emanuela Rossi, Denise Tantucci

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Roma #4 - Fanny Ardant, "Downtown Abbey", Turi Ferro e "Buio"

In diretta dalla Festa del Cinema di Roma. Con Steve Della Casa e Enrico Magrelli

con Roberto Andò, Ivano Marescotti e Giulio Base

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Roma #3 - Ron Howard, Roberto Andò e "Bar Giuseppe"

In diretta dalla Festa del cinema di Roma. Con Steve Della Casa e Enrico Magrelli

Podcast: Come un concerto rock

Come un concerto rock | Da Ginsberg a Zeichen, la poesia sulla spiaggia di Castelporziano.

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Consigli per i podcast

Come un concerto rock | Da Ginsberg a Zeichen, la poesia sulla spiaggia di Castelporziano.

del Collettivo Stanza 7105 con Lidia Riviello | "Sulla spiaggia. Non in una piazza, non in un teatro, ma in un luogo libero e aperto come la spiaggia, una specie di visione, un sogno così bello, sulla spiaggia tutti i poeti che stanno lì 3 giorni".

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Senza le prescritte autorizzazioni. Castelporziano 1979

del Collettivo Stanza 7105 con Lidia Riviello | "Sulla spiaggia. Non in una piazza, non in un teatro, ma in un luogo libero e aperto come la spiaggia, una specie di visione, un sogno così bello, sulla spiaggia tutti i poeti che stanno lì 3 giorni".

Il 7 ottobre 1955, a San Francisco, Allen Ginsberg legge per la prima volta in pubblico il poema Urlo. Con Sara Antonelli.

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L'Urlo di Ginsberg

Il 7 ottobre 1955, a San Francisco, Allen Ginsberg legge per la prima volta in pubblico il poema Urlo. Con Sara Antonelli.

Di Lidia Riviello e Diego Marras.

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Valentino Zeichen. Il poeta della scherma

Di Lidia Riviello e Diego Marras.

Solo sul web

Classicaradio di questa settimana: C. Wieck, Variazioni su un tema di Schumann; W. A. Mozart, Tre arie d'opera.

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Donne di carattere

Classicaradio di questa settimana: C. Wieck, Variazioni su un tema di Schumann; W. A. Mozart, Tre arie d'opera.

Nel 1898 lo scrittore denunciò i persecutori di Alfred Dreyfus (1859-1935) con la lettera aperta "J'accuse". Memoradio omaggia lo scrittore francese con brani tratti dall'archivio Rai.

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Émile Zola e il caso Dreyfus

Nel 1898 lo scrittore denunciò i persecutori di Alfred Dreyfus (1859-1935) con la lettera aperta "J'accuse". Memoradio omaggia lo scrittore francese con brani tratti dall'archivio Rai.

Piccolaradio invita grandi e piccini ad ascoltare le favole di ottobre: Pietrin Pietrè e il Babborco, Il cacciatore e il serpente, Baffi di rame, Il terribile drago delle sette teste, La iena e le zucche.

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Le favole di ottobre

Piccolaradio invita grandi e piccini ad ascoltare le favole di ottobre: Pietrin Pietrè e il Babborco, Il cacciatore e il serpente, Baffi di rame, Il terribile drago delle sette teste, La iena e le zucche.
Il fondo della bottiglia

"Il fondo della bottiglia" di Georges Simenon letto da Paolo Pierobon; in 15 puntate | Accade molto di rado che Simenon segnali che i personaggi e gli eventi da lui narrati sono «puramente immaginari e privi di qualsiasi riferimento a persone viventi o defunte». Per capire come mai in questo caso ne abbia sentito il bisogno occorre tornare al 1945, quando al fratello Christian, condannato a morte in contumacia per aver coadiuvato le SS in una spedizione punitiva che aveva fatto ventisette vittime, Georges aveva consigliato di arruolarsi nella Legione straniera: un modo per scomparire, certo, e per riscattarsi – ma anche, cambiando cognome, per non compromettere lo scrittore ormai celebre con una parentela imbarazzante. «È colpa tua! Lo hai ucciso tu!» si sentì rinfacciare dalla madre allorché, ai primi di gennaio del 1948, lo stesso Georges le comunicò la morte, nel Tonchino, del figlio preferito. Nei mesi immediatamente successivi, quasi volesse espellere i propri fantasmi, Simenon scrisse due dei suoi romanzi più neri e potenti: La neve era sporca e Il fondo della bottiglia. In quest'ultimo, uno stimabile avvocato, che è riuscito, partendo dal basso, a conquistarsi un posto nella ristretta comunità dei notabili di Nogales, al confine tra gli Stati Uniti e il Messico, vede vacillare tutte le sue certezze quando gli compare davanti, evaso dal carcere in cui scontava una condanna per il tentato omicidio di un poliziotto, il fratello minore – quello debole, irresponsabile, sfortunato, eppure dotato di un inquietante potere di seduzione –, che gli chiede di aiutarlo a passare la frontiera. Nel piccolo mondo costituito dai ricchi proprietari dei ranch l'arrivo dell'estraneo scatena una sorta di psicodramma, che culminerà in una vera e propria caccia all'uomo, mentre, fra odio e amore, rancori e sensi di colpa, sbronze e scazzottate, si consuma la resa dei conti tra i due fratelli.

Rai Radio 3 - Ad Alta Voce

Il fondo della bottiglia

di Georges Simenon letto da Paolo Pierobon
Bruno, storia di una custodia cautelare

Ascolta "Bruno, storia di una custodia cautelare" di Francesca Berardi | Quando ho conosciuto Bruno non sapevo perché fosse finito in carcere, non sapevo neppure quale fosse il suo vero nome. L'unica cosa di cui ero al corrente è che aveva trascorso quasi un anno in custodia cautelare nel carcere romano di Regina Coeli, per poi, cinque anni dopo, essere riconosciuto innocente. Bruno è stato ingiustamente incarcerato come sospetto membro di una banda criminale inesistente, in una caso che i media hanno raccontato con toni da gangster story. La voce di Bruno potrebbe essere quella di migliaia di persone che ogni anno in Italia vengono trattenute in carcere in attesa di un giudizio. Secondo i dati pubblicati dall'organizzazione Antigone alla fine del 2018 in Italia i detenuti in custodia cautelare erano 19.565, il 32,8% della popolazione carceraria. Un numero superiore alla media europea, che colloca l'Italia al quinto posto tra i paesi dell'UE per tasso di presunti innocenti in prigione. A finire in carcere in attesa di una sentenza sono per lo più persone economicamente o socialmente svantaggiate. Persone che una volta tornate in libertà, si trovano a dover affrontare una condizione che Bruno definisce "una prigione permanente". Questa storia fa parte di una serie di radio documentari sul tema "colpa e perdono" realizzati da autori di diverse nazionalità europee, resa possibile grazie al sostegno di Reporters in the Field, un programma della Robert Bosch Foundation. La serie sarà interamente pubblicata online nel febbraio 2020, nelle lingue originali con traduzione inglese.

Rai Radio 3 - Tre Soldi

Bruno, storia di una custodia cautelare

di Francesca Berardi
Mi chiamo fuori

"Mi chiamo fuori - Il fenomeno Hikikomori e il ritiro sociale tra gli adolescenti", testi di Davide Tosco e Fabio Mancini, regia di Davide Tosco, musiche originali di Mario Conte | Mi chiamo fuori affronta il tema del ritiro sociale, fenomeno conosciuto anche come "hikikomori". Si tratta di adolescenti e giovani adulti che sviluppano una fobia nei confronti della scuola e a poco a poco smettono di frequentarla, rifiutando ogni altro contatto sociale, per ritirarsi nella propria stanza. In costante aumento in Italia, questa condizione coinvolge, secondo stime recenti, tra i 60.000 e i 100.000 casi. Spesso la reclusione domestica si accompagna all'utilizzo eccessivo di Internet e al tentativo di rifugiarsi nel mondo virtuale della rete, ma questa non è la causa semmai una conseguenza della volontà consapevole di rifiutare una società che non li rappresenta e da cui non si sentono accettati. Mi Chiamo Fuori racconta questo mondo dall'interno entrando nelle vite di giovani che vivono in completo isolamento per comprendere una realtà complessa, radicata nelle criticità del nostro tempo. Con un approccio non tipicamente giornalistico indaghiamo le dimensioni umane raccogliendo - grazie alla collaborazione dell'Associazione Hikikomori Italia, Fondazione Minotauro e l'Ospedale Regina Margherita di Torino - i diari di un gruppo di giovani hikikomori italiani. Sono loro a raccontarci la condizione del ritiro sociale, ragazzi che si chiamano fuori per scelta. Questo racconto corale alterna le singole storie personali con il parere di esperti (neuropsichiatri, sociologi, psicologi) e le esperienze dei genitori che vivono questa realtà quotidianamente cercando, spesso senza un supporto adeguato, di arginare una condizione che non sono in grado di comprendere e tanto meno di gestire. Mi chiamo Fuori è anche un documentario televisivo che sarà trasmesso da Rai 3 (all'interno del programma Doc 3) il 10 ottobre 2019 e accessibile su Rai Play con il titolo di Afraid of Failing.

Rai Radio 3 - Tre Soldi

Mi chiamo fuori

di Davide Tosco

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