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L'Istat fotografa il divario Nord-Sud

Il divario tra Nord e Sud si allarga sempre più. A dirlo è l'Istat, con il primo rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), che attraverso vari indicatori ha analizzato la situazione economica complessiva nelle 110 province e città metropolitane italiane.

Stipendi
Secondo il rapporto "al Nord, nel 2016 il reddito medio di un lavoratore dipendente è stato di circa 24.400 euro contro i 16.100 euro di un lavoratore del Mezzogiorno". Una differenza di oltre 8mila euro annui, che secondo i dati a disposizione dell'Istituto Nazionale di Statistica sarebbe cresciuta vertiginosamente negli ultimi anni, visto che "il divario iniziale nel 2009 misurava 6.300 euro a vantaggio del Nord sul Mezzogiorno".
Spaccatura fotografata in pieno dal fatto che le prime 22 province in termini di reddito siano tutte al Nord (ad eccezione di Roma, terza in Italia con 23.300 euro circa), e dal confronto tra Milano e Vibo Valentia, rispettivamente in cima e in fondo alla classifica: con i salari del capoluogo lombardo (29.600 euro) che risultano essere circa due volte e mezzo quello della provincia calabrese (12.100 euro).

Tasso di occupazione
Divario enorme anche per quanto riguarda il tasso di occupazione, che al nord si attesta al 70,6% (con Bolzano che spicca su tutte le altre città con il 78,2% di occupati), contro il 47% del Mezzogiorno. Forbice ampia anche tra gli inoccupati, ovvero coloro che non studiano né lavorano, che al sud (34,2%) sono quasi il triplo rispetto alle regione settentrionali, con punte che a Palermo e Catania superano il 40% del totale.

Speranza di vita
Infine il capitolo speranza di vita. Nel 2016 è in media di 82,8 anni a livello nazionale con una differenza di un anno tra Nord e Sud che "si amplifica fino a 3,4 anni tra la provincia di Caserta (80,7) e il territorio della città metropolitana di Firenze (84,1)". La geografia della speranza di vita appare dunque più complicata di un semplice divario nord-sud: emblematico il caso delle regioni del Nord-ovest con Lombardia e Liguria che si attestano su livelli medio-alti, mentre dall'altra parte molte province di Piemonte e Valle d'Aosta "si collocano nella coda della distribuzione nazionale insieme a quelle più svantaggiate del Mezzogiorno".
 
Le Tavole ISTAT al link: https://www.istat.it/it/archivio/217099  
 

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