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2019

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Yorkshire Sculpture Park

10/06/2019

Lo Yorkshire Sculpture Park (YSP) è il principale centro internazionale per la scultura moderna e contemporanea che si trova nella tenuta risalente al 18° secolo di Bretton Hall, nello Yorkshire occidentale (Inghilterra settentrionale). Nel 2014, lo Yorkshire Sculpture Park ha vinto il principale premio artistico del Regno Unito e si è aggiudicato il titolo di Art Fund Museum of the Year. Fondato nel 1977 dal Direttore esecutivo Peter Murray, lo Yorkshire Sculpture Park è il primo parco di sculture del Regno Unito ed è il più grande del suo genere in Europa. Esso è l'unico luogo al mondo dove è possibile ammirare The Family of Man di Barbara Hepworthin nella sua totalità, oltre ad un'importante collezione di altre sculture, tra cui bronzi di Henry Moore, lavori realizzati appositamente per il parco di Andy Goldsworthy, David Nash e James Turrell e sculture open-air realizzate da Magdalena Abakanowicz, Anthony Caro, Elisabeth Frink, Dennis Oppenheim e Niki de Saint Phalle. YSP presenta anche un programma di mostre temporanee di livello mondiale e per l'intero anno che comprende progetti di alcuni dei maggiori artisti mondiali, esposti in cinque gallerie sia interne che all'aperto. Le opere più recenti esposte comprendono lavori di Fiona Banner, Ai Weiwei, Ursula von Rydingsvard, Amar Kanwar, Yinka Shonibare MBE, Joan Miró e Jaume Plensa.

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Ascolta A lezione dai Maestri di John Mauceri

A lezione dai Maestri di John Mauceri

09/06/2019

Dalla reale esperienza e dalla viva voce di uno dei grandi Maestri della scena internazionale, un compendio di tutto quello che c'è da dire e da sapere sul mestiere del direttore d'orchestra: quali studi deve fare, come si prepara, come prepara i suoi materiali, come si connette all'orchestra, quale tipo di vita effettivamente conduce, quali sono le grandi scelte, come funziona la tecnica del gesto, come si conducono le prove e moltissimo altro. Il tutto con un tono preciso, molto onesto, divertente e vagamente pettegolo (gli aneddoti sui colleghi del passato e del presente si sprecano).Un libro affascinante e utile per qualsiasi appassionato, e uno strumento di studio e di confronto prezioso per i futuri professionisti della musica

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Ascolta Bisanzio e l'Occidente medievale di Giorgio Ravegnani

Bisanzio e l'Occidente medievale di Giorgio Ravegnani

08/06/2019

La millenaria storia dell'impero di Bisanzio ha avuto continui punti di contatto con quella dell'Occidente, basti pensare alla presenza dei bizantini in Italia, dove restarono come dominatori dal VI all'XI secolo. I rapporti si fecero poi conflittuali fino a giungere nel 1204 alla quarta crociata, allorché veneziani e crociati si impossessarono di Costantinopoli. Nel Trecento l'atteggiamento dell'Occidente, e soprattutto di Venezia, fu più accondiscendente nei confronti di Bisanzio, considerata un avamposto della cristianità contro la montante marea dei Turchi ottomani. Vennero di conseguenza forniti aiuti militari, ma le discordie fra gli stati europei e la potenza dei Turchi condussero fatalmente alla fine dell'impero nel 1453.

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Noi, L'Europa di Laurent Gaudé

07/06/2019

«Da un po' di tempo l'Europa sembra aver dimenticato di essere figlia dell'epopea e dell'utopia. Ormai inaridita, non riesce a ricordarlo ai suoi cittadini, è troppo lontana, disincarnata, spesso suscita soltanto una noia disillusa. Eppure la sua storia è un ribollìo permanente. Tanto fuoco e morte, ma anche tante invenzioni e arte. La letteratura, forse, è in grado di ricordarci che il racconto europeo è una storia di muscoli, di verve, di fervore, collera e gioie. Le parole della letteratura, forse, possono riportare al cuore del racconto la convinzione e l'impeto senza i quali non si fa niente».

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Gli usi di Leopardi di Massimiliano Biscuso

06/06/2019

Perché tanti filosofi italiani, pur assai diversi tra loro, si sono rivolti a Leopardi? Che cosa hanno creduto di ritrovare nella ricerca teorica e nella poesia del Recanatese? Ripercorrere le letture – veri e propri usi liberi, più che interpretazioni – che da Rensi, Croce e Vossler, passando per Giusso, Amelotti, Gentile, Tilgher, Luporini, Timpanaro, per finire con Toni Negri e Severino, sono state date di Leopardi, significa ricostruire una possibile storia della filosofia italiana del Novecento. Una storia che si confronta col tema della crisi, da cui la civiltà europea si è sentita investita in più di un'occasione nel corso del secolo breve. Ricorrere a Leopardi ha significato rivolgersi al pensiero più potente che la nostra tradizione culturale recente offriva a chi volesse pensare la crisi senza ridurla a un negativo che si facesse strumento del positivo e senza sognare alcun ritorno a edeniche condizioni originarie; a chi volesse cercare il riscatto mobilitando insieme alla ragione anche l'immaginazione e il sentimento, in una rinnovata alleanza tra filosofia e poesia. In questo modo la filosofia italiana conferma quella vocazione civile che l'ha sempre caratterizzata.

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Ascolta Luogo e Segni a Punta della Dogana

Luogo e Segni a Punta della Dogana

05/06/2019

"Luogo e Segni", che prende il nome dall'opera di Carol Rama presente in mostra, riunisce 36 artisti le cui opere intrattengono un rapporto particolare con il loro contesto urbano, sociale, politico, storico, intellettuale. Le opere di questi artisti dialogano con alcuni dei lavori che hanno fatto la storia delle esposizioni a Punta della Dogana lungo i dieci anni dalla sua apertura nel 2009. Sono 17 gli artisti presenti per la prima volta nell'ambito delle esposizioni della Pinault Collection a Venezia, tra i quali Berenice Abbot, Liz Deschenes, Trisha Donnelly, R. H. Quaytman... Tra loro anche tre artisti che hanno partecipato al programma di residenza d'artista promossa dalla Pinault Collection a Lens: Lucas Arruda, Hicham Berrada e Edith Dekyndt. L'esposizione sarà accompagnata da un ampio programma di eventi, performance e incontri aperti al pubblico che avranno luogo a Punta della Dogana e al Teatrino di Palazzo Grassi.

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Ascolta Pechino 1989 di Ilaria Maria Sala

Pechino 1989 di Ilaria Maria Sala

04/06/2019

Nel racconto e nelle straordinarie foto inedite di queste pagine la grande rivolta non violenta degli studenti di Pechino che osarono sognare il cambiamento; di quella lotta che, giorno dopo giorno diventava più popolare e che fu repressa nel sangue, Ilaria Maria Sala fu testimone diretta.

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Ascolta Sul Fienile torna nello Studio di Giuseppe Pellizza

Sul Fienile torna nello Studio di Giuseppe Pellizza

03/06/2019

Volpedo, paese natale di Giuseppe Pellizza, in provincia di Alessandria, è teatro di un'operazione culturale dal grande significato storico e artistico. Dal 2 al 30 giugno 2019 nello studio del pittore, viene esposto Sul fienile, uno dei più importanti capolavori divisionisti in collezione privata di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907). La tela di importanti dimensioni (133×243,5 cm) torna nel luogo dove fu concepita e dipinta, riportata al suo originale splendore grazie a un attento intervento di restauro e inserita nella sua cornice originale, assente nell'ultima delle rare esposizioni dell'opera (Torino, Gam 1999- 2000) e rimontata in occasione della mostra. Il paese natale del pittore, in molti dei suoi scorci e nelle aperture sulla campagna, permette al visitatore di conoscere meglio lo sviluppo della vita artistica di Giuseppe Pellizza, che sempre rimase legato a Volpedo e alla natura circostante, punto di partenza per l'elaborazione della maggior parte delle sue opere. Un ulteriore spunto di riflessione deriva dalla possibilità del confronto diretto tra il Fienile del suo celebre dipinto e il luogo fisico, ovvero il fienile di casa, ancora esistente a pochi passi dallo studio.

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Ascolta Rattalino, Il Galempio ovvero Fauna e flora del teatro lirico

Rattalino, Il Galempio ovvero Fauna e flora del teatro lirico

02/06/2019

Il termine "galempio", che non esiste nella lingua italiana, nasce da una errata lettura di un "colga l'empio" che si trova nel grande concertato finale del primo atto del Macbeth di Verdi. I coristi prendono il fiato dopo col e quindi cantano "col galempio". Questo è uno degli innumerevoli casi di patenti assurdità in cui incappano i direttori artistici ai quali i dipendenti più coscienziosi chiedono lumi. La vita del teatro musicale è fatta di una infinità di questioni che risultano incomprensibili per chi non è del mestiere, o anche semplicemente per chi, ragionando con il comune buon senso, di fronte a cose insensate prova un rifiuto, una repulsione di principio. Chi fa invece di mestiere il dirigente in un teatro lirico deve prendere pazientemente in carico anche le assurdità, che sono però controbilanciate dalla possibilità di sviluppare nel lavoro, malgrado tutte le trappole, una forte creatività. Il libro tocca gli aspetti bizzarri della vita del teatro lirico, ma non è una raccolta di aneddoti curiosi. È invece una riflessione su come la musica colta, lirica e concertistica, è stata gestita nel mezzo secolo abbondante che è trascorso dalla promulgazione della Legge n. 800 del 1967, che in Italia per la prima volta affrontò il problema di dare alle attività musicali una disciplina gestionale, una saldezza economica, una finalità sociale. Il bilancio, purtroppo, si chiude in perdita e la politica non è stata finora in grado, pur con tutti i ritocchi che la Legge n. 800 ha avuto, di raddrizzare la barra. Si naviga ancora a vista, e fra gli scogli, e i passeggeri non fanno a gara nell'accedere alla crociera. Urgerebbe una riforma, e soprattutto urgerebbe un cambio di mentalità. Aspettiamo di vedere se avverrà.

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Ascolta Le bionde di Hitchcock

Le bionde di Hitchcock

01/06/2019

Con i suoi più di cinquanta film, Alfred Hitchcock (1899-1980) non ha soltanto segnato stilisticamente le successive generazioni di registi cinematografici, ma ha anche inventato un nuovo tipo di protagonista femminile che, a sua volta, ha fatto scuola: donne giovani e forti con un sex appeal distaccato, imprigionate in una rete di logoranti macchinazioni, ordite perlopiù dagli uomini. Vestite elegantemente dalla costumista Edith Head, queste donne, dalla bellezza moderna e senza tempo, sono diventate raffinate icone della suspense. E quasi tutte sono bionde, compresa la mora Karin Dor che Hitchcock - a cui la risposta non mancava mai - definì «blonde inside». Grace Kelly, Tippi Hedren, Kim Novak e Ingrid Bergman, solo per citare le più celebri, sono figure indimenticabili della storia del cinema, e le loro interpretazioni in "La finestra sul cortile", "Gli uccelli", "La donna che visse due volte" o "Notorious - L'amante perduta" stregano ancora oggi gli spettatori. Lo scrittore ed esperto cinematografico Thilo Wydra descrive in questo volume l'enigmatico carisma di queste figure femminili lanciate da Hitchcock, oltre a ricostruire la genesi di numerosi classici del grande schermo. Gli scatti pubblicitari e le foto di scena tratti dai film interpretati dalle più spettacolari «bionde hitchcockiane» - espressione ormai diffusa tra gli intenditori - forniscono l'inconfutabile dimostrazione di questo fenomeno e di tutte le sue sfumature.

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Ascolta L'invenzione del vento di Lorenzo Pavolini

L'invenzione del vento di Lorenzo Pavolini

31/05/2019

Giovanni è un ragazzo di buona famiglia, ossessionato dalle tavole da surf come certi adolescenti dal sesso; disegna tavole con palme e arcobaleni, onde alte come palazzi. Pietro è il figlio del benzinaio di corso Francia, a Roma. I due sono amici e frequentano il liceo Farnese, costruito per far fronte all'espansione della borghesia lavoratrice: una scuola che non c'era per una classe sociale che non c'era. Così, alla fine degli anni Settanta, nella capitale del settimo stato più industrializzato al mondo, in piena esplosione del debito pubblico, due ragazzi vivono il sogno del loro "mercoledì da leoni", ma con il windsurf, la tavola con la vela che a entrambi permetterà prima di scivolare sull'acqua e poi, pian piano, come per attitudine, sulla vita. Giovanni rientrerà nel percorso da bravo borghese che gli toccava, e Pietro rincorrerà le onde fino all'oceano, ciascuno dei due pensando all'altro come all'amico che è riuscito a realizzarsi. Perché Pietro ha sì seguito il suo sogno da windsurfer ma ha finito per imbarcarsi in affari poco chiari che gli impediscono di rientrare in Italia, e Giovanni ha abbandonato il sogno di essere un campione senza che il sogno abbia abbandonato lui.

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Ascolta Quando le immagini prendono posizione

Quando le immagini prendono posizione

30/05/2019

A partire dall'analisi delle opere L'Abicì della guerra e Diario di lavoro, Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso originale che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla Seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico.

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