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Pantheon

Galileo Galileo

Vi presento Galileo

15/02/2014

dal Museo Galileo di Firenze. Rossella Panarese con Paolo Galluzzi. I due telescopi superstiti, il compasso geometrico militare che lo faceva guadagnare, le reliquie da scienziato santo: di tutto questo parliamo con Paolo Galluzzi, presentando e raccontando il "caleidoscopio Galileo". Libri citati: John L. Heilbron, Galileo. Scienziato e umanista. Einaudi, 2014

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Cambio di prospettiva

14/07/2018

Rossella Panarese con Carlo Rovelli. Il luogo da cui partiamo è uno tra i luoghi galileiani per antonomasia. La grande casa di Padova dove lo scienziato pisano nel 1609 alza verso il cielo il suo più potente telescopio e vede ciò che fino allora nessun umano aveva mai visto. Le montagne della Luna, i satelliti di Giove, le fasi di Venere. Il mondo e l'universo da allora non saranno più gli stessi. Carlo Rovelli fisico teorico racconta il cambio di prospettiva che fonda la scienza moderna. E che apre ai continui cambi di prospettiva della scienza contemporanea. Libri di cui si parla nella puntata: Galileo, Sidereus Nuncius, 1610; Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare, Cortina 2014 John Heilbron, Galileo, Einaudi; Stefano Catucci, Imparare dalla Luna, Quodlibet edizioni

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L'arte del dubitare delle apparenze

08/03/2014

Pietro Del Soldà incontra Marco Paolini,autore dello spettacolo ITIS Galileo. Il luogo da cui inizia idealmente la conversazione è il Laboratorio dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso. E' il laboratorio sotterraneo (si trova sotto 1400 metri di rocce) più grande del mondo. Ed è qui che Paolini ha portato in scena il suo spettacolo galileiano insieme a un pubblico di scienziati e scienziate. Paolini racconta un Galileo "meccanico", concreto, da istituto tecnico, che allo stesso tempo è anche un grande scrittore, un umanista rinascimentale carico di passioni e di ambizioni che all'umanità ha insegnato l'arte del dubitare delle apparenze

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Galilei e la conquista della libertà

29/03/2014

In questa nuova puntata Alessandra Tarquini incontra Michele Ciliberto, docente di storia della filosofia moderna e contemporanea nella Scuola Normale Superiore di Pisa e presidente dell'Istituto Nazionale di studi sul Rinascimento. Anche oggi vogliamo iniziare con un luogo simbolico, decisivo nella vita del grande scienziato pisano. Partendo dalla Sala capitolare del convento di Santa Maria Sopra Minerva a Roma, dove si svolse il processo contro Galilei. Michele Ciliberto ha ricordato le linee essenziali del suo pensiero, i rapporti con la filosofia del suo tempo e con Giordano Bruno e, ancora il conflitto che maturò con vertici ecclesiastici. Ciliberto ha ricordato che Galileo non volle e non fu mai un pensatore anticrisitano: restò cattolico pagando il prezzo della sua autonomia ed essendo condannato all'abiura. Una riflessione sulla filosofia e sulla scienza, ma anche e soprattutto sul nostro tempo.
La musica della puntata è "Across the Universe", The Beatles

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La comune degli scienziati

05/04/2014

La nascita e il primo sviluppo della comunità scientifica è l'oggetto della conversazione di oggi tra Marco Motta e Antonio Clericuzio. Il percorso inizia nel 1603, dalla casa del diciottenne Federico Cesi, che ospita la prima accademia scientifica della storia, l'Accademia dei Lincei, che oggi ha sede a Palazzo Corsini, ai piedi del Gianicolo. Una volta giunto a Roma, Galileo viene subito cooptato tra i Lincei, che pubblicheranno due suoi testi, tra cui Il Saggiatore. Nasce così l'idea di comunità scientifica, che fiorirà poi grazie alla Royal Society a Londra, all'Academie Royale de Sciences a Parigi, ma anche all'Accademia del Cimento in Italia. Con lo storico della scienza Antonio Clericuzio, docente all'università di Roma Tre, esploriamo i bisogni e gli intenti che nutrirono il desiderio dei primi scienziati di riunirsi, mentre l'etologo Enrico Alleva, accademico dei Lincei, spiega cosa significa oggi appartenere a un'istituzione con tanto passato alle spalle.

Musica:
Avion Travel, "L'Astronauta"

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Il metodo della scienza moderna

12/04/2014

Rossella Panarese a colloquio con il fisico Guido Tonelli. Il luogo elettivo di questa puntata è stato pensato e realizzato 310 anni dopo la morte di Galileo. Era il 1954 quando questo luogo diventa il simbolo della big science, della grande fisica, ma anche un simbolo di collaborazione tra scienziati e scienziate provenienti da tutto il mondo. Stiamo parlando del Cern di Ginevra. Non sarà prenderla troppo alla lontana? Partire dal Cern per parlare di Galileo?
Ascoltate cosa ci ha risposto il nostro ospite.

Musica della puntata: Pink Floyd, The great gig in the sky

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Quando naque la Civiltà delle Macchine

19/04/2014

Pietro Del Soldà incontra il filosofo Remo Bodei. Il luogo da cui inizia idealmente la conversazione sul Galileo "meccanico", padre della tecnologia moderna, è il cortile del Palazzo della Sapienza di Pisa, dove il giovane Galileo insegnò matematica e dove fece ritorno da Padova, nel 1610, come rinomato autore del Sidereus Nuncius.

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Più liberi e più moderni

26/04/2014

Alessandra Tarquini ha intervistato Piergiorgio Odifreddi. Il loro dialogo comincia nel 1581 a Pisa, nella cattedrale di Santa Maria Assunta, dove Galileo guardando un lampadario che oscillava scoprì la legge del pendolo. Conoscere e misurare, parlare e scrivere, immaginare la lingua dell'universo ma anche un dialogo fra gli uomini che combattono perché il pensiero sia libero e autonomo dal potere. Con Odifreddi raccontiamo la scienza moderna quella per cui Galilei fu costretto ad abiurare pagando in prima persona il prezzo della libertà. Il brano musicale di questa puntata è: "Space Oddity" di David Bowie

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Pensare diversamente: una svolta europea

03/05/2014

Pietro Del Soldà incontra il filosofo Giulio Giorello partendo idealmente dal Collegio Romano, la scuola istituita dalla Compagnia di Gesù nel centro di Roma, dove Galileo, chiamato dalla Chiesa a spiegare e poi a rinnegare le proprie tesi, intrattenne vivaci discussioni con illustri docenti e scienziati. L'insistenza di Galileo nel sostenere le proprie scoperte anche dopo l'abiura del 1633 rappresentano una svolta epocale per tutta l'Europa: il suo nome diviene un simbolo di libertà della conoscenza. Il brano musicale di questa puntata è "Cosmogony" di Bjork

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Galileo e Keplero: vite parallele

10/05/2014

Furono entrambi copernicani, ma con vedute ed impostazioni molto differenti. Galileo e Keplero non si conobbero mai personalmente. Poche le lettere che si scambiarono. Il loro primo contatto fu una missiva di Galileo del 1597 che da Padova arrivò a Graz, dove Keplero soggiornò dal 1594 al 1600. A ricordarcelo è il Kepler Memorial ubicato nel parco cittadino della città austriaca. È questo il luogo dal quale partiamo per raccontare il difficile rapporto tra i due grandi scienziati. A guidarci in questa puntata, condotta da Paolo Conte, è lo storico della scienza Massimo Bucciantini, dell'Università di Siena, autore del saggio Galileo e Keplero. Filosofia, cosmologia e teologia nell'età della Controrifroma (Einaudi 2007), e coautore, insieme a Michele Camerota e Franco Giudice, del libro Il telescopio di Galileo. Una storia europea (Einaudi 2012). Il brano di questa puntata "Galileo Galilei- The magic Pendulum" Vienna Art/Orchestra

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Credere per vedere

17/05/2014

La puntata di oggi prende le mosse da Palazzo Caprara-Montpensier, nel cuore di Bologna. Qui la sera del 25 aprile del 1610 Galileo portò il suo telescopio per mostrare ad un gruppo di eruditi le novità celesti descritte nel Sidereus Nuncius. Fu un fallimento: ci fu chi non vide nulla, chi disse che le scoperte galileiane erano solo illusioni prodotte dalle lenti. Fu solo per ostinazione e malafede che molti assunsero questo atteggiamento? O il problema è molto più complesso e riguarda il rapporto tra osservazione e modelli culturali? In che misura l'adesione al geocentrismo permise a Galileo di "vedere" nel telescopio cose che gli anticopernicani non riuscirono a riconoscere nemmeno percettivamente? E che cosa rende possibile un'interpretazione differente degli stessi dati osservativi? Rossella Panarese ne parla con l'astronoma Nicoletta Lanciano, dell'Università la Sapienza di Roma, e con Franco Giudice, storico della scienza all'università di Bergamo, autore, con M. Bucciantini e M. Camerota, del libro Il telescopio di Galileo. Una storia europea (Einaudi 2012). il brano musicale di oggi è "Through hollow lands" di Brian Eno

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Galileo, l'artista toscano

31/05/2014

Partiamo dalla Basilica di San Marco a Venezia, per questa puntata in una dimensione meno conosciuta del pioniere della scienza moderna, Galileo Galilei. Questa dimensione è quella artistica. Galileo l'ha attraversata tutta. È stato un grande scrittore. Uno dei più grandi nella storia della letteratura italiana, secondo Giacomo Leopardi. Il più grande in assoluto, secondo Italo Calvino. È stato anche un poeta. Non eccezionale, ma neppure banale. Ha inventato un nuove genere letterario, che si è imposto nella comunicazione della scienza. È stato un grande disegnatore: prova ne è la Luna che ha disegnato per il suo Sidereus Nuncius, un libro, per dirla con Ernst Cassirer, che ha diviso le epoche. E non solo per i suoi contenuti scientifici. Ma anche per la sua forma letteraria. E per l'intima coerenza tra testo e immagini. È stato, per dirla con Erwin Panofsky, un critico d'arte. Che sapeva di pittura e di scultura. Tanto da fingere da punto di riferimento teorico per pittori di gran vaglia, come Ludovico Cardi detto il Cigoli. Ed è stato, infine, un buon musicista. Nella pratica: suonava molto bene il liuto. Ma soprattutto nella teoria: ha contribuito a modificare il modo dell'uomo di considerare la musica. Non più come dimensione matematica dell'armonia cosmica; ma come fenomeno fisico e fisiologico. Perché partiamo dalla Basilica di San Marco. Perché lì suonava Gioseffo Zarlino, un teorico della musica contro di cui il padre di Galileo, Vincentio Galilei, è stato prima allievo e poi oppositore. È per corroborare le idee innovative del padre che Galileo ha compiuto i suoi primi esperimenti scientifici. Tanto che uno dei grandi biografi di Galileo, Stillman Drake, sostiene che è con il padre e con la musica che lo scienziato nato a Pisa ha ricevuto il suo imprinting epistemologico. Galileo, il pioniere della scienza moderna è, dunque, stato un uomo d'arte così completo da poter essere considerato come l'ultimo grande intellettuale del Rinascimento. Pochi hanno raggi

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