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Pantheon

Hannah Arendt tra passato e futuro

Hannah Arendt tra passato e futuro con Stefano Catucci di Federica Barozzi, Benedetta Caldarulo, Diego Marras e Lorenzo Pavolini dal 10 aprile il sabato alle 18.00 in 11 puntate L'11 aprile di 60 anni fa, Hannah Arendt assisteva a Gerusalemme all'avvio del processo ad Adolf Eichmann, vero e proprio sovrintendente delle operazioni di deportazione degli ebrei verso i campi di sterminio. I resoconti della Arendt, dapprima pubblicati sulla rivista «The New Yorker», divennero poi un libro che reca nel titolo la folgorante intuizione da lei avuta mentre seguiva le udienze del processo: che si fa il male non solo per odio, o per fanatismo, ma perché si smette di pensare, rifugiandosi nel gergo della burocrazia, e che perciò il male non ha profondità, proprio perché porta con sé l'assenza di pensiero. La banalità del male, la formula scelta in quell'occasione da Hannah Arendt, sarà il punto di partenza di un ciclo di 11 puntate che Pantheon dedicherà alla figura e all'opera della grande filosofa. I suoi libri sono stati fra i più importanti del Novecento, le sue riflessioni fra le più originali, il suo contributo alla ridefinizione dei concetti basilari dell'etica e della politica è stato fondamentale, come pure lo stimolo da lei dato alla nascita di un pensiero della differenza femminile. A fare da guida in questo racconto della vita e dell'opera di Hannah Arendt sarà Stefano Catucci, docente di Estetica alla "Sapienza" Università di Roma e collaboratore assiduo di Rai Radio 3.

Hannah Arendt tra passato e futuro

11 puntate
Diritti umani 1948-2018

"Diritti Umani 1948-2018" conduce Marino Sinibaldi, con Marcello Flores e Anna Maria Giordano. Pantheon è un programma di Federica Barozzi, Diego Marras e Lorenzo Pavolini. Esattamente settanta anni fa, il 10 dicembre 1948, a Parigi l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo: 30 articoli che concentrano il cammino dell'umanità attraverso secoli di sofferenze e di discussioni filosofiche, di persecuzioni e di lotte; ma che tentano anche di elaborare il lutto e il trauma di due guerre mondiali, degli stermini e dei totalitarismi. Fu un'impresa straordinaria, anche tenendo conto della Cortina di Ferro che frattanto calava in Europa e della Guerra Fredda che divideva il mondo in due blocchi. E fu un'impresa incompiuta, che ha indicato un obiettivo difficile e una sfida ancora aperta. Ma il testo della Dichiarazione è uno dei più alti che l'umanità abbia mai generato. Riconosce i diritti civili e politici - di parola, di religione, di organizzazione -, ma anche quelli economico-sociali. Stabilisce che accanto alla libertà di espressione l'umanità ha diritto alla libertà dal bisogno e dalla paura. E soprattutto riconosce tutti questi diritti a ciascun essere umano, quale che sia la sua nazione e il suo governo. Il nuovo ciclo di Pantheon si propone anzitutto di far conoscere questo testo, la storia che ha alle spalle, il contesto che lo ha reso possibile ma soprattutto i valori che incarna e l'eredità che ci affida. Puntata dopo puntata, articolo dopo articolo, emergerà la trama di influenze culturali diverse che confluiscono della Dichiarazione. Con la collaborazione fondamentale dello storico Marcello Flores, che ai diritti umani ha dedicato studi importanti e sarà ospite in tutte le nove puntate, e di Annamaria Giordano, voce di Radio3 Mondo, che contribuirà ad attualizzare la Dichiarazione di 70 anni fa con uno sguardo ai conflitti del presente.

Diritti umani 1948-2018

9 puntate
Il mio Simenon

"Il mio Simenon" in 11 puntate | Son passati trent'anni dalla morte dell'autore belga e i lettori continuano a scoprirne i romanzi, sempre più convinti dalla sua nonchalance ed efficacia narrativa, ormai lontani dall'idea che sia "soltanto" l'inventore di Maigret, ma uno scrittore che ha attraversato il secolo scorso lasciando una impronta indelebile. Mai come adesso è acquisito che Georges Simenon sia un grande romanziere tout court, quindi un reporter, un giallista, un collezionista di umanità e un artista grande impresario di se stesso come gli unici due autori francesi più tradotti di lui nel mondo e suoi impliciti modelli (Verne e Dumas padre). Come davanti alla carta degli infiniti arcipelaghi del mediterraneo, il catalogo sconfinato dei titoli di Simenon provoca nei lettori l'istinto di aggrapparsi a una storia, a un personaggio, di scegliere quale per lui sia più emblematico e rappresenti meglio l'atmosfera Simenon, in quale inchiesta Maigret sia più vicino al suo autore, quale dei romanzi-romanzi sia il più grande in una serie di capolavori. Così Pantheon avvia il suo nuovo ciclo in diretta da Pordenonelegge, il 22 settembre 2019, con gli ospiti del festival e con la speciale conduzione di Loredana Lipperini, per poi avventurarsi per altre 10 puntate insieme a Lorenzo Pavolini nell'interminabile viaggio tra le pagine, i luoghi e la vita del grande scrittore. Pantheon è un programma di Federica Barozzi, Diego Marras e Lorenzo Pavolini.

Il mio Simenon

11 puntate
L'invenzione del sottosuolo, 200 anni di Dostoevskij

"L'invenzione del sottosuolo, 200 anni di Dostoevskij" un ciclo in 8 puntate curato da Federica Barozzi, Clementina Palladini e Lorenzo Pavolini - "Io solo ho svelato tutto l'orrore del sottosuolo umano, che consiste in sofferenze, autopunizioni, nella coscienza del bene e nell'impossibilità di raggiungerlo. Di me le dirò che sono figlio del mio secolo, figlio della miscredenza e del dubbio, e non solo fino ad oggi, ma tale resterò (lo so con certezza) fino alla tomba." (Fëdor Dostoevskij). I cattivi maestri, la ludopatia, il femminicidio, la pedofilia, il delitto, il carcere, la manipolazione della parola di Cristo, la missione di un popolo… i personaggi di Fëdor Dostoevskij si muovono tra le contraddizioni che scuotono ancora e sempre le fondamenta del presente, l'invenzione della dimensione del sottosuolo umano nella quale penetrano di romanzo in romanzo ce li fa ancor più vicini e stranamente familiari, come ci parlassero al di fuori dalla storia in cui furono creati, o da un secolo che abbia facoltà di raddoppiare la sua durata. Nel bicentenario dalla nascita (Mosca, 11 novembre 1821) ci prepariamo - non senza un certo sgomento - ad accoglierlo nel Pantheon di Radio3 per la manutenzione ordinaria del suo monumento letterario certo, ma soprattutto per misurare la permanenza dei suoi personaggi e la forza ancora dirompente della loro prospettiva di negazione e distruzione delle abitudini sociali. A guidarci Fausto Malcovati, slavista e traduttore tra i maggiori conoscitori della cultura russa, che ha curato e introdotto spesso Dostoevskij, e gli ha dedicato libri, sempre ribadendo come sia uno di quegli scrittori che non hanno bisogno di introduzioni, ma le cui opere vanno lette a proprio rischio personale.

L'invenzione del sottosuolo, 200 anni di Dostoevskij

8 puntate

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