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Jack Folla, un dj nel braccio della morte

Jack Folla, un dj nel braccio della morte

Scritto e diretto da Diego Cugia. Musiche originali di Luciano Francisci. Torna dopo vent'anni il leggendario Jack Folla, un dj italo-americano rinchiuso nel braccio della morte del carcere di Terre Haute, nell'Indiana (Usa) in attesa dell'iniezione letale. Questo dj dal destino segnato gode di un grande privilegio: dalla sua cella sottoterra, tra porte d'acciaio e mura di cemento armato, dice tutto quello che pensa, tra una canzone e l'altra. Parole crude, poco tempo e niente da perdere. I suoi ascoltatori lo venerano, il potere lo detesta.

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La statua mancante sul Gianicolo

03/12/2021

Erano i Metallica, e a noi le statue di metallo (bronzo o ferro) di gesso o di marmo, ci ha preso la smania di gettarle giù, se quel pezzo di storia non ci piace. Intendiamoci, qualcuna se lo merita. A giugno 2020, a Bristol, per esempio, i manifestanti hanno scaraventato giù la statua di Edward Colston, un commerciante di schiavi del 17° secolo. Le statue dei tiranni e dei despoti stanno meglio in discarica, ma se ce ne stanno parecchie da abbattere, ce ne sarebbe qualcun'altra da erigere. Dopo ve ne propongo una, in Italia, al Gianicolo o al Pincio, che proprio manca, ed è scandaloso, ma adesso due parole sulle statue di Londra. Vi sembra possibile che in tutta Londra ci siano più statue di animali che di donne? Di 1500 monumenti londinesi, la stragrande maggioranza sono dedicati a personaggi storici maschili, e solo il 4%, una miseria, alle donne. Fra le quali, di recente, la statua di Diana, principessa del Galles, a Kensington Palace. Soltanto l'1% è dedicato a persone di colore e, attenzione, il numero delle sculture che rappresentano animali, quasi 100, è il doppio delle statue dedicate a personaggi femminili. Tanto che il sindaco di Londra ha annunciato un fondo di 1 milione di sterline da destinare agli scultori che con le loro opera difendano la diversità negli spazi pubblici della capitale. Ed è proprio su questo che marmoreamente mi volevo soffermare riguardo all'Italia. (Dove, lo dico fra parentesi, le statue dedicate alle donne sono in tutto la miseria di 148). Tanto per cominciare, proprio di fronte allo stadio Olimpico, c'è un fetentissimo obelisco con la scritta MUSSOLINI DUX a caratteri monumentali. Mentre invece sarebbe ora di erigere una bella statua, ma pure un obelisco se vi piacciono tanto, ad Andrés Agujar che una volta si studiava pure a scuola, poi credo l'abbiano sbianchettato anche dai libri di testo.

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Ascolta Sfigati vincenti

Sfigati vincenti

02/12/2021

Molti di voi, in questo istante, mi ascoltano solo per distrarsi. Si sentono sfigatissimi e magari, purtroppo, è anche vero. Non avere un euro in tasca ed essere pieni di debiti è una condizione abbastanza diffusa, pochi sanno, però, che quando le cose vanno maledettamente storte, il colpo di fortuna è dietro l'angolo. Un grande sfortunato della storia fu Winston Churchill, che nonostante avesse contribuito in prima fila a dare scacco matto a Hitler e a salvare l'Europa dal nazismo, fu incredibilmente trombato alle elezioni del 26 luglio 1945, quando i laburisti soffiarono il potere ai conservatori, il suo partito. Così Churchill se ne andò con la moglie a fare i bagni di mare al lido di Venezia. Nel suo stesso albergo, l'Excelsior, alloggiava un altro personaggio formidabile: Orson Welles, anche lui momentaneamente sfigatissimo. Nessuno voleva produrgli "Lo Straniero". Orson Welles entra nel ristorante dell'Excelsior con un magnate russo che non ne vuole sapere di finanziare il suo film. L'attore e regista l'ha invitato a pranzo, sa che è la sua ultima chance. Entrano in sala e casualmente passano davanti al tavolo di Churchill e signora. Orson Welles fa un cenno di rispetto come si fa a un monumento nazionale, e l'uomo col sigaro, inaspettatamente, gli risponde. Il russo, stupefatto, chiede: "Orson, ma lei è amico di Churchill?". –Ovviamente!- coglie la palla al balzo il regista di un film che sembra nato morto. E tra l'antipasto e il primo, il milionario russo gli stacca un assegno con molti zeri. Nel pomeriggio, quasi in stato di estasi, Orson Welles va a farsi il bagno al Lido e chi ti rivede sotto l'ombrellone? La fortuna in persona col sigaro, che legge il giornale sulla sdraio. Lo importuna con devota reverenza: "Mr. Churchill, non sa che favore mi ha fatto col suo piccolo cenno! Quel signore che era a pranzo con me ha finanziato il mio film". Churchill sorride sornione e continuò a leggere.

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Ascolta La vigliaccata

La vigliaccata

01/12/2021

Non vi parlo mai di politica, quella di tutti i giorni, a differenza di quel che facevo in radio tanti anni fa. È stata una scelta mia, in Italia non si parla d'altro, le opinioni si scontrano a mezzo metro da terra e il "tu di qua, io di là" non mi entusiasma, anzi, mi avvilisce. Oggi faccio un'eccezione, 40 giorni dopo e passa le elezioni amministrative e i ballottaggi che hanno premiato tanti sindaci di centrosinistra. Non sono mai stato di destra, né di centro destra. Fino a una ventina di anni fa mi consideravo uno di sinistra, anche se non sono mai stato comunista, tranne una volta che votai Berlinguer perché mi fidavo di lui, di quella faccia lì (non amo le chiese, bianche, rosse o nere) poi, nell'Italia che buttava a destra, chi era di sinistra è diventato rosé, impallidendo ogni anno di più, come uno che prende spavento, finché gli antichi valori si sono del tutto sbiaditi pur di avere "visibilità", di potere stare al potere. Ma è solo la mia opinione e conta come il 2 di picche. Vi interessa? Zero, giustamente. Ma la sera del 19 ottobre scorso, collegandomi da questa cella col pc (non il partito, il computer) alla tv italiana, per le uniche due ore della mia vita sono diventato di destra. La cosa mi ha scombussolato non poco, quindi me ne sono andato 40 giorni nel deserto, quello interiore, come fece il Nazareno tentato dal diavolo, che mi pare saggio, ritirarsi a pane e acqua per capire che diavolo, appunto, ti ha preso, se improvvisamente ti stanno simpatici il Salvini e la Meloni che, quel 19 ottobre sera, in tv manco c'erano. Ora vi spiego.

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Ascolta Un eterno bambino con la tromba

Un eterno bambino con la tromba

30/11/2021

Un tempo New Orleans era un grande bordello, una Babilonia di duecento postriboli soltanto a Storyville, il quartiere malfamato. Lì accaddero tanti di quei casini da indurre il capitano della guarnigione a ordinare la chiusura di tutti i locali e a espellere dalla città tremila prostitute e i loro papponi. I musicisti dei postriboli si trovarono disoccupati e costretti a emigrare al nord degli States. Erano dilettanti, spesso analfabeti, suonavano per arrotondare le paghe di barbiere, di meccanico, di muratore. Louis Armstrong era "quasi" uno di quelli. "Quasi" perché ai tempi era un ragazzetto. Ma era già il riassunto del grande Satchmo, nato e cresciuto a Storyville. Sua madre, abbandonata dal marito, manteneva lui e sua sorella Beatrice, facendo la lavandaia e la prostituta. Louis è un allegrone un po' incazzatiello, con tutti quei patrigni e finti zii che gli girano per casa. Per allegria, la notte di capodanno del 1913, spara alcuni colpi in aria con una vecchia pistola. Lo internano al riformatorio per un anno. Ve la faccio breve: un suo maestro (il classico angelo custode travestito da prof) gli insegna a suonare la cornetta. Impara bene… Voi che dite? Scarica carbone per campare, gioca d'azzardo per guadagnare. Suona per gridare al mondo la sua gioia di vivere. A diciotto anni comincia la carriera di musicista e tra sfide di bande rivali e chiassate in piazza, Armstrong si fa notare dalle grandi orchestre come "soffiatore d'eccezione". Simpatico e con una voce niente male. Nel giro di qualche anno finalmente un'insegna tutta per lui: sull'insegna stava scritto -LOUIS ARMSTRONG Il più grande trombettista della terra!-.

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