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Gli Speciali

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Sud e magia

Negli anni ‘50 la Lucania divenne il luogo prescelto di varie spedizioni antropologiche interdisciplinari organizzate dall’antropologo Ernesto De martino, che si portava al suo seguito un'équipe con un etnomusicologo, Diego Carpitella, un giovane psicanalista, Giovanni Jervis , registi ed alcuni fotografi Franco Pinna, Arturo Zavattini, Ando Girardi, Andrè Martin, per documentare in tutte le sfaccettature la vita i valori e le tradizioni della Lucania, simbolo del Sud Italia. Ma il primo fotografo ad arrivare in Lucania fu Mario Carbone al seguito di Carlo Levi e del suo Cristo si è fermato ad Eboli. Mario Carbone all’epoca uno dei più importanti fotografi di inchiesta sociale, in quel viaggio scattò 400 foto realizzate percorrendo con Carlo Levi quella sua Basilicata che qualche anno prima lo aveva accolto a Matera, Grassano e Aliano. Carbone restituì visivamente i ricordi di Levi e quel corpus denso di significati, confluì in due volumi dello stesso Mario Carbone, Viaggio in Lucania con Levi (1980) e nel documentario Omaggio a Levi (1983).

Anche l’Occhio del secolo, Henry Cartier Bresson, fu attratto dalla Lucania come soggetto fotografico. Negli archivi fotografici del Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra’’ sono raccolte anche le immagini che lui scattò giungendo in Lucania su invito dell’ UNRRA-CASAS (l’organizzazione internazionale costituita nel 1943 dalle Nazioni Unite per l’assistenza economica e civile alle popolazioni danneggiate dalla guerra), che, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica, presieduto da Adriano Olivetti, aveva istituito la Commissione per lo studio della città e dell’agro di Matera, sul finire del 1952.

’L’interesse di Cartier-Bresson spaziò subito dall’ambito urbanistico a quello artistico e sociologico. La sua macchina fotografica fu subito “catturata” dalle misere condizioni di vita dei contadini lucani, che vivevano in uno stato di indigenza, di degrado e di analfabetismo, con un elevato tasso di mortalità infantile. Nella speranza di sensibilizzare il pubblico sulla condizione dei contadini e sulla questione meridionale, le sue immagini, espressione fedele della realtà, si caricarono di una profonda umanità e sensibilità. Al primo viaggio, compiuto nel 1951-52, ne seguì un secondo, nel 1973, con una nuova raccolta di scatti. Questa volta l’obiettivo dell’artista fu quello di mettere in luce i grandi progressi compiuti in Lucania, a distanza di venti anni, per effetto delle opere di bonifica delle aree paludose, dell’assegnazione delle terre ai contadini, del risanamento dei Sassi di Matera dopo la costruzione del borgo La martella e dell’avvio di importanti opere come il ponte Musmeci a Potenza e gli impianti industriali in Val Basento. Alle immagini dei braccianti si sono sostituite, quindi, quelle degli operai, mentre i nuovi insediamenti industriali hanno preso il posto dei miseri latifondi’’ Francesca Grassano (in Giorna Levi La Lucania di Cartier-Bresson in mostra a Tricarico, 2017)

 

A cura di Francesca Vitale

 

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