Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Prima pagina

Tutti gli statali in ufficio da metà ottobre. Ma lo smart working sopravvivrà

Tutti gli statali in ufficio da metà ottobre. Ma lo smart working sopravvivrà
Ascolta l'audio
Con Angela Azzaro
Draghi firma: il lavoro in presenza sarà il nuovo standard. I singoli enti poi dovranno organizzare il lavoro agile

“Dal 15 ottobre ci sarà il ritorno in presenza di tutta la pubblica amministrazione”. È arrivata nel pomeriggio la firma da parte del premier Draghi al Dpcm. La modalità ordinaria di lavoro all’interno delle P.A torna dunque ad essere quella in presenza. Nel decreto si specifica anche che sarà cura delle diverse amministrazioni garantire il rientro in ufficio in sicurezza. Lo smart working comunque non scomparirà del tutto perché comunque le singole amministrazioni sono obbligate entro fine gennaio a presentare i piani per il lavoro agile: così lo strumento verrà regolato, sia nelle modalità che nell’estensione. Fermo restando che il principio generale da metà ottobre sarà il lavoro in presenza.

Continua a concretizzarsi così il cambio di prospettiva del governo sul lavoro. L’obiettivo del nuovo Dpcm è infatti far rientrare in ufficio la stragrande  maggioranza dei dipendenti pubblici entro il 2022. I dipendenti statali che sono ancora in smart working sono attualmente intorno a un milione, poco meno di un terzo del totale. A questo numero ci si arriva per sottrazione: i lavoratori delle amministrazioni pubbliche sono 3,2 milioni; bisogna però calcolare che molti di loro lavoravano già da prima in presenza, 600mila operatori sanitari e 1,2 milioni operatori scolastici quasi tutti tornati tra le aule. Così come magistrati, avvocati, procuratori dello Stato e forze dell’ordine. Quindi il Dpcm appena firmato è indirizzato alla parte residuale del mondo pubblico che ancora adesso lavora a distanza. Appunto un milione scarso di persone.
Ci sono però categorie per le quali è prevista una facilitazione nell’accesso allo smart working: i genitori di bambini con meno di tre anni, i dipendenti portatori di handicap in situazione di gravità e quelli che assistono portatori di handicap in situazione di gravità. Sarà dovere delle diverse amministrazioni facilitare l’accesso al lavoro agile a tali tipi di lavoratori.

La mossa è la conseguenza diretta dell’obbligo di Green pass sancito dal decreto legge dello scorso 16 settembre e che prevede come data d’inizio proprio il 15 ottobre. “Con la firma del presidente del Consiglio Mario Draghi al decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di Green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza” ha commentato il ministro per la Pubblica Amministrazione Roberto Brunetta. Il ministro ha annunciato un successivo decreto ministeriale in cui fornirà “apposite indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti”. 

Quanto smart working? Lo stabiliscono le amministrazioni

Le singole amministrazioni hanno ora 3-4 mesi per organizzare i Piani organizzativi del lavoro agile (Pola) all’interno dei futuri “piani integrati” di attività e organizzazione. Entro il 31 gennaio 2022, ogni amministrazione dovrà presentare tali piani, all’interno dei quali confluirà il Pola per il lavoro agile, come ribadito oggi da Brunetta. Finché però le amministrazioni non consegneranno i Pola è probabile che i dipendenti pubblici continueranno a tornare in presenza senza un’organizzazione definita. Solo una volta presentato il Piano integrato di attività e organizzazione e i Pola, infatti, ha sottolineato il ministro per la P.A “potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati, che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro”. 

Il nuovo smart working nelle P.A

Brunetta ha spiegato che il contratto che disciplinerà lo smart working per i dipendenti pubblici potrebbe essere maturo “nell’arco di un mese”. “Il nuovo smart working avrà necessariamente una base dal punto di vista informatico, avrà dei device e delle strutture, una organizzazione dedicata per obiettivi e avrà la condizione della soddisfazione dei cittadini e delle imprese perché deve servire per migliorare l’efficienza e la produttività” ha spiegato il ministro.

Stando all’ultima bozza del contratto, lo smart working cambierà per prima cosa nella definizione. Nella bozza del contratto è scritto infatti che “l’istituto del lavoro agile differisce dalla diversa figura del telelavoro”. Il telelavoro prevede una postazione fissa, a casa, mentre il lavoro agile contempla che si possa lavorare in ufficio o fuori, non necessariamente tra le mura domestiche. Insomma senza una postazione fissa. Il lavoro agile non potrà poi essere svolto dall’estero a meno che la sede di lavoro sia fuori dai confini nazionali. Sarà anche suddiviso in tre fasce: operatività, contattabilità e inoperabilità. Nella fascia dell’inoperabilità il dipendente non sarà tenuto a rispondere a mail o telefonate. La bozza del contratto prevede l’ipotesi di un controllo dell’orario di lavoro attraverso una piattaforma tecnologica. Un’altra novità è che in generale, quando si lavorerà in smart working, non si potranno fare gli straordinari e neppure le trasferte. E poi ancora non sono più previsti i buoni pasto, a cui i dipendenti pubblici hanno diritto dopo 7 ore e 12 minuti di lavoro durante una giornata. Saranno sostituiti da un’indennità generale, una specie di forfait. 

In ultimo, cambia anche la visione del lavoro nel nuovo smart working. Non più legato all’orario, ma agli obiettivi raggiunti. 

Nadia Boffa - Huffington Post

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta La protesta No Pass non ferma l'Italia. Fiori per gli agenti
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Quando la democrazia garantisce i diritti di chi li calpesta
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Alitalia, ultimo volo: ora tocca a Ita

Alitalia, ultimo volo: ora tocca a Ita

14/10/2021

Con Stefano Feltri

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Se il supereroe si dichiara bisessuale

Se il supereroe si dichiara bisessuale

13/10/2021

Con Stefano Feltri

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Isoradio

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Rai Radio 3 Classica

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio Kids

Rai Radio Live

Rai Radio Techetè

Rai Radio Tutta Italiana

Canali Overview
Apri lista canali

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta Audio successivo Avanti di 15 secondi Ripeti
VolumeVolume off

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta la diretta Avanti di 15 secondi Audio successivo Ripeti
VolumeVolume off Apri il player
Nessun risultato per