Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Prima pagina

Una azienda su 5 è nel grande limbo del debito

Una azienda su 5 è nel grande limbo del debito
Ascolta l'audio
con Alessandro Campi
L’ultimo decreto Sostegni ha prorogato fino al termine dell’anno il congelamento dei pagamenti, poi si rischia un terremoto per le famiglie e le piccole imprese. Ma anche per quelle grandi, soprattutto in Lombardia
La grande sospensione dei debiti che l’Italia sta sperimentando con tempistiche molto più lunghe rispetto agli altri paesi europei dovrebbe terminare il 31 dicembre prossimo.
I fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza non saranno comunque sufficienti a frenare l’aumento del rischio del credito. A quel punto, come con il blocco dei licenziamenti, sarà ancora una volta la politica a dover dosare i tempi e i modi della fine dell’economia anestetizzata.
Il calendario che rivelerà la portata della crisi economica italiana non si ferma al primo luglio e al 31 ottobre, le tappe previste dalla fine del blocco dei licenziamenti. L’altra data chiave è quella della fine dell’assai meno raccontato “blocco dei finanziamenti” che durante l’anno della pandemia ha permesso a famiglie e imprese di non rimborsare le rate dei prestiti ottenuti dalle banche.
La grande sospensione dei debiti che l’Italia sta sperimentando con tempistiche molto più lunghe rispetto agli altri paesi europei dovrebbe terminare il 31 dicembre prossimo. Il decreto Sostegni bis ha, infatti, prorogato le moratorie fino alla fine dell’anno, di fatto congelando i fallimenti di impresa e permettendo alle famiglie di tagliare le spese che pesano maggiormente sui loro bilanci: le rate dei mutui immobiliari. Quando terminerà questo limbo, il tasso di default delle aziende ma anche i dati sulla povertà degli italiani rischiano di impennarsi.

Crif, società italiana specializzata in sistemi di informazioni creditizie che raccoglie i dati di tutti gli istituti di credito sui finanziamenti a imprese e famiglie, stima un aumento dall’1,2 per cento al 2,5 per cento, quindi quasi un raddoppio, del default sul credito al consumo. Si tratta delle rate delle famiglie per l’acquisto di automobili o di altri beni durevoli. Mentre il tasso di default sui mutui dovrebbe arrivare all’1,8 per cento. Tuttavia la vera preoccupazione, nel caso in cui il passaggio fuori dal limbo non avvenisse con gradualità si concentra sul credito alle imprese. Infatti, sull’ammontare dei crediti deteriorati inesigibili accumulati in pancia alle banche i crediti alle famiglie rappresentano meno di un quinto dell’intera torta. Inoltre i dati registrati dalla banca dati Crif in questi mesi dicono che a usufruire della moratoria sono state soprattutto le imprese: in media 
La banca dati di Crif è una sorta di bussola per orientarsi nella grande mappa dei debiti con cui il paese si dovrà confrontare. Ufficialmente infatti il tasso di default dei finanziamenti a imprese e famiglie nel primo trimestre del 2021 è calato rispetto all’autunno precedente. Ma con la moratoria in corso, i dati sui fallimenti in questo momento ci dicono poco nulla di cosa stia succedendo in realtà.
In una elaborazione pubblicata il 23 giugno, la società ha analizzato la distribuzione territoriale e la tipologia dei prestiti per cui sono stati sospesi i rimborsi delle rate, cifre dietro alle quali ci sono le storie di più di un milione di aziende.

La geografia del limbo del debito ha il suo epicentro nella locomotiva economica di Italia, la Lombardia. Sul totale dei rimborsi dei finanziamenti che sono stati “congelati” alle famiglie, uno su cinque è stato sospeso in Lombardia. Per dare una idea sono stati sospesi solo il 2,7 per cento dei finanziamenti erogati nella regione, ma che corrispondono al 20 per cento del totale nazionale. Mentre considerando i congelamenti sul totale a livello regionale, i territori dove il tasso di famiglie che hanno chiesto di bloccare le rate è maggiore sono la Valle d’Aosta, le Marche e l’Abruzzo: in tutte e tre le regioni sono stati sospesi i rimborsi più del 3 per cento dei contratti di credito delle famiglie sul totale.
Per peso sul totale nazionale, invece, la seconda regione per quota di sospensione è il Lazio con il 10,3 per cento. Seguono l’Emilia Romagna e la Toscana che pesano rispettivamente per l’8,9 e l’8,6 per cento sul totale nazionale.
Si tratta di una fotografia dell’incertezza più che di una immagine dei fallimenti futuri: non si possono al momento distinguere le aziende e le famiglie che hanno deciso di aderire alla moratoria perché non erano in grado effettivamente di pagare o per tutelarsi semplicemente nel mezzo della crisi e affrontare il conto delle rate in un periodo di maggiore certezza economica.

Per dare una idea di quanto la sospensione abbia alleviato la fine del mese per le famiglie italiane basta dire che la media delle rate congelate è di 673 euro, una cifra maggiore dell’importo medio del reddito di cittadinanza. Che si alza a 972 euro nel caso dei mutui immobiliari, una spesa tutt’altro che indifferente per una famiglia italiana con un reddito medio. I mutui immobiliari sospesi sono il 4,6 per cento del totale, ma rappresentano quasi il 40 per cento dei finanziamenti che le famiglie hanno congelato. Il dato è ancora più interessante se letto assieme a quelli dei finanziamenti congelati alle imprese. Sorprendentemente tre quarti dei finanziamenti congelati si riferiscono alle società di capitali.
Questo vuol dire che la maggioranza delle imprese che hanno chiesto di rimandare i rimborsi sono tendenzialmente aziende di maggiori dimensioni rispetto alla media. Tra le società di capitali una su cinque ha sospeso il pagamento delle rate contro il 10,7 per cento delle ditte individuali e il 20,5 per cento delle società di persone.

Secondo gli esperti di Crif, queste cifre dipendono dal potere negoziale delle aziende sul mercato, perché è più facile che l'artigiano stringa la cinghia magari tagliando il suo stesso stipendio per ripagare i rimborsi o per pagare i fornitori, mentre le medie e grandi aziende possono anche permettersi di trattare con i fornitori. Eppure i dati sui ritardi dei pagamenti raccolti dalla società di analisi del credito raccontano il peggioramento della situazione.
Nel primo quadrimestre del 2021 le aziende che hanno pagato puntualmente sono un terzo, mentre il 13 per cento accumula un ritardo grave, pagando i fornitori con ritardi superiori al mese. Nei primi tre mesi del 2020, in sostanza prima che il colpo della pandemia si abbattesse pesantemente sul tessuto economico nazionale, i ritardi gravi riguardavano il 10,6 per cento.
Ancora una volta la grande fetta del congelamento dei pagamenti delle rate si concentra in Lombardia: più di un quarto delle rate sospese a livello nazionale si riferisce ad aziende lombarde. In Lombardia più di una azienda su cinque, il 22 per cento, ha approfittato della moratoria. Ma ci sono altri territori in cui l’incidenza regionale è ancora più alta. In Molise, per esempio, il 30,3 per cento delle imprese ha sospeso i pagamenti, in Abruzzo il 26 per cento. [...]

Giovanna Faggionato - Domani

 

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta «Nicolò Amato sapeva ascoltare. E progettare il futuro delle carceri»
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Gratteri fa a pezzi la riforma Cartabia: "Così converrà delinquere"
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Il sangue del G8 e la strategia della tensione

Il sangue del G8 e la strategia della tensione

20/07/2021

con Giovanni Bianconi

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Isoradio

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Rai Radio 3 Classica

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio Kids

Rai Radio Live

Rai Radio Techetè

Rai Radio Tutta Italiana

Canali Overview
Apri lista canali

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta Audio successivo Avanti di 15 secondi Ripeti
VolumeVolume off

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta la diretta Avanti di 15 secondi Audio successivo Ripeti
VolumeVolume off Apri il player
Nessun risultato per