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Prima Pagina - Per i tumori un anno perso ora dobbiamo recuperare

Prima Pagina - Per i tumori un anno perso ora dobbiamo recuperare
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con Alessia Lautone
In dieci mesi, nel 2020, sono state fatte circa tremila diagnosi in meno di cancro al seno. Una cifra allarmante che comincia a palesare i suoi effetti. Donne che hanno iniziato tardi le cure, controlli mancati, interventi rinviati. «Circa settecentomila pazienti in meno esaminate rispetto al 2019» precisa Stefania Gori, direttore dell'Oncologia medica del Don Calabria di Negrar (Verona) e presidente della Rete oncologica pazienti Italia.

Alcune diagnosi sono state fatte con gravi ritardi?
«La sintomatologia del tumore della mammella spesso è assente o molto scarsa. La sfida è intercettare la malattia in una fase pre-clinica con gli screening. Ricordiamo che in Italia nel 2019 le diagnosi di tumore in generale sono state 371 mila, mille al giorno»

Quindi è possibile che la malattia di alcune pazienti avrebbe preso una strada diversa?
«Un carcinoma mammario diagnosticato al primo stadio ha, oggi, una chance di sopravvivenza a 5 anni che sfiora il 90% senza i segni della malattia

Crede che quel tempo bloccato per la pandemia sarà recuperato?
«Deve esserlo assolutamente. Anche se gli esiti di questa drammatica situazione si tradurranno in ulteriori nuove diagnosi in ritardo tra il 2021 e il 2022». 

Non è stato possibile neppure segnalare quei campanelli d'allarme che fanno la differenza, vero?
«Per diversi mesi è stato davvero difficile per le pazienti comunicare con chi potesse interpretare nel modo corretto le anomalie. Mi riferisco alla comparsa di un nodulo, all'alterazione del profilo della mammella, ad una ulcerazione, alla secrezione o retrazione del capezzolo, a una tumefazione sotto il cavo ascellare».

Chi si è trovato in maggiore difficoltà in questo periodo?
«Da quello che vediamo tutte le pazienti, da quelle già in cura a quelle che dovevano sottoporsi ad esami di prevenzione. Le giovani non hanno potuto accedere ad indagini mammografiche più precise, molto importanti per loro; il seno più denso richiede esami più particolareggiati»

intervista con Stefania di Carla Massi - il Messaggero

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