Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Prima pagina

Omofobia e ddl Zan, la diplomazia del male minore

Omofobia e ddl Zan, la diplomazia del male minore
Ascolta l'audio
con Alessandro Campi
C'è un celebre episodio della vita del “ministro degli esteri” di Pio XI. Quando venne da lui il primo ambasciatore della Spagna franchista presso la S. Sede, si inchinò e togliendosi il cappello gli disse: “Saluto in lei la prima diplomazia al mondo”. “Figurarsi la seconda” fu la risposta.
Quell’ecclesiastico era mons. Domenico Tardini, predecessore nell’ufficio di mons. Paul Gallagher, indirettamente maestro del Segretario di Stato in carica card. Pietro Parolin. Tardini tentava di nascondere con l’autoironia una verità. La diplomazia vaticana era stata la prima a pensare a interessi senza un territorio, ai diritti senza sanzioni, all’economia senza commerci, alla pace senza deterrenza: e dunque era la prima diplomazia al mondo. E, nonostante errori o cadute, lo è ancora.

È dunque pensabile che questa diplomazia abbia consegnato una Nota verbale all’Ambasciata d’Italia contro il ddl Zan che paventa la lesione della “piena libertà” della chiesa e la “piena libertà” dei cattolici tutelate dal concordato Casaroli-Craxi, senza calcolarne le conseguenze? È pensabile che abbia deciso di usare per la prima volta (a nostra conoscenza) la tecnica della nota verbale durante un dibattito parlamentare, per domandare una modifica di un disegno di legge, senza sapere che la risposta politica e diplomatica sarà intrisa di quei principi costituzionali ed europei alla quale cattolici illustri hanno dato apporti enormi? La risposta è: no.
Le conseguenze del passo compiuto dalla Segreteria di Stato non sono infatti ignote al Mittente. Per il timore che alle scuole cattoliche venga “imposta” la giornata contro l’odio omofobico (odio che il cattolicesimo non può che rigettare e insegnare a rigettare), si demolisce il lavoro compiuto da Luigi Berlinguer per integrare le paritarie nel sistema scuola pubblica e di vederle regredire a isole confessionali. Inoltre alla Nota vaticana replicherà una Nota italiana in cui si spiegherà che la Repubblica non comprimerà mai la libertà della chiesa perché lo dice la Costituzione e che la discriminazione in questa Italia non è un’opinione, ma un crimine. Ancora: il passo vaticano anziché limare alcuni dei tanti limiti del ddl lo renderà un totem parlamentare e aumenterà il consenso di cui gode. Infine la Nota certificherà più l’effettiva impotenza che l’effettiva ingerenza dell’emittente.

Allora perché la diplomazia vaticana fra le tante opzioni che aveva — un passo confidenziale, una telefonata gesuita, un articolo dell’Osservatore — ha scelto la via della Nota? La ragione è duplice, a mio avviso.
Davanti ad un protagonismo di quei parlamentari reazionari che hanno usato i molti appigli ideologici del ddl, la S. Sede ripete loro il suo “Non abbiamo bisogno” (come diceva l’enciclica di Pio XI del 1931 contro l’aggressione fascista all’Azione Cattolica). E mette al corrente Mario Draghi che il papa chiede, segnala, allerta, protesta: ma non fa suo nessuno degli argomenti dell’integralismo cattolico, e tiene tutto nel freddo perimetro concordatario.
Inoltre la Segreteria di Stato potrebbe aver deciso di evitare il rischio che si ripeta, nel montare della polemica, quanto accadde nel 2007: quando il card.Ruini minacciò sanzioni canoniche e sacramentali contro chi avesse votato il ddl Pollastrini-Bindi sui “Di-Co”. Il rischio che l’attuale presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, replichi parole così bislacche non c’è: ma per sicurezza la diplomazia vaticana, con un “Roma locuta”, dunque, ha sbarrato preventivamente la strada al protagonismo di quei vescovi che fossero stati tentati dall’uso politico dei sacramenti, come stanno facendo i vescovi americani con Joe Biden, con incalcolabili conseguenze di delegittimazione dei politici cattolici.

La Segreteria di Stato ha dunque preferito caricarsi i costi diplomatici alti, ma privi di effetti politici devastanti, piuttosto che ritrovarsi in quella catena di mobilitazioni, bigottismi, strumentalizzazioni che, giù fino al referendum e alla astensione nei referendum, che hanno segnato il passato.
Una diplomazia del male minore, che usa il concordato per proteggere il sacramento. “Saluto in lei la prima diplomazia al mondo...”

ALberto Melloni - la Repubblica 

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta «Nicolò Amato sapeva ascoltare. E progettare il futuro delle carceri»
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Gratteri fa a pezzi la riforma Cartabia: "Così converrà delinquere"
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Il sangue del G8 e la strategia della tensione

Il sangue del G8 e la strategia della tensione

20/07/2021

con Giovanni Bianconi

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Isoradio

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Rai Radio 3 Classica

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio Kids

Rai Radio Live

Rai Radio Techetè

Rai Radio Tutta Italiana

Canali Overview
Apri lista canali

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta Audio successivo Avanti di 15 secondi Ripeti
VolumeVolume off

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta la diretta Avanti di 15 secondi Audio successivo Ripeti
VolumeVolume off Apri il player
Nessun risultato per