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Prima Pagina - Riapertura palestre, ristoranti, bar: così si riparte dal 26 aprile

Prima Pagina - Riapertura palestre, ristoranti, bar: così si riparte dal 26 aprile
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Con Angela Mauro
Il calendario per la riapertura: dal 26 aprile, le palestre dal 1 giugno. Si parte con attività e locali all’aperto nelle regioni in fascia gialla
Il governo decide di riaprire l'Italia dal 26 aprile. Sarà una ripartenza graduale, soltanto nelle regioni che si trovano in fascia gialla, che all’inizio consentirà pranzi e cene solo nei locali che hanno la possibilità di far stare i clienti all’aperto. Sono stati gli scienziati dell’Istituto superiore di sanità, nel corso della “cabina di regia” convocata ieri a concedere il via libera evidenziando come «le interazioni tra persone all’aperto non incidono sulla trasmissione del virus» e dunque sulla risalita della curva epidemiologica».
La roadmap è stabilita fino al 1° luglio. Con una novità: il pass per spostarsi tra le regioni e partecipare agli eventi. Il decreto sarà firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi la prossima settimana e fisserà le date e le regole che dovranno essere seguite per il ritorno a una vita quasi normale.
Rimane l’obbligo di mascherina e di distanziamento, rimane fissato alle 22 il coprifuoco. Ancora vietate le feste, mentre per le discoteche non è stata ancora stabilita una data di riapertura. Nel provvedimento sarà invece confermato lo stato di emergenza almeno per altri due mesi per consentire il prolungamento dello smart working e la procedura d’urgenza per l’allestimento dei centri vaccinali e per il reperimento del personale.
Il monitoraggio del 23 aprile
Saranno i dati del monitoraggio settimanale che arriverà il 23 aprile a stabilire quali sono le regioni che possono entrare nella fascia gialla. E ogni settimana sarà poi aggiornato l’elenco delle varie fasce. Si terrà conto del numero dei nuovi contagiati, ma anche di quello dei guariti. Si valuteranno la tenuta delle strutture sanitarie e i posti occupati in terapia intensiva. Ma soprattutto si esaminerà il dato relativo alle persone vaccinate, con un’attenzione particolare agli anziani e alle persone fragili. Il numero chiave da osservare sarà comunque quello del valore Rt, l’indice di trasmissibilità del Covid 19.
Spostamento tra le regioni
Dal 26 aprile ci si potrà spostare liberamente tra le regioni che si trovano in fascia gialla. Ma non solo. Uno speciale “pass”, uguale a quello studiato dall’Unione europea, consentirà alle persone di andare pure nelle regioni che si trovano in fascia arancione o rossa. Bisognerà avere un certificato che dimostri di essere stati sottoposti al vaccino, oppure avere un tampone antigenico o molecolare negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o di aver avuto il Covid ed essere guariti. Sarà il decreto a stabilire se sia sufficiente l’attestazione o se invece dovrà essere rilasciato un apposito tesserino dall’autorità sanitaria.
Dal 26 aprile cene e calcetto
I primi a ripartire, il 26 aprile, saranno bar e ristoranti che hanno i tavoli all’aperto. Potranno ospitare i clienti a pranzo e a cena. A tavola bisognerà stare massimo in quattro persone, il numero dei commensali potrà aumentare solo se si è conviventi. Non si potrà sostare fuori dai locali, oppure consumare cibo e bevande in piedi. Rimane consentita la vendita per l’asporto e la consegna a domicilio. Possibile anche praticare sport all’aperto, non solo individualmente. Oltre alla ginnastica, la corsa, la bicicletta e il tennis già consentiti adesso, si potrà giocare a basket e a calcetto. Cinema e teatri riaprono, sempre rispettando la regola del distanziamento e con una capienza limitata. Musei, mostre e parchi archeologici saranno aperti. Basterà prenotarsi e seguire le linee guida già fissate che prevedono ingressi contingentati e visite a tempo limitato.
Il publico negli stadi
Già dal 1 maggio potrebbe essere possibile assistere agli eventi sportivi nei palazzetti dello sport e negli stadi. Il numero di spettatori consentito sarà fissato nel decreto ma l’ipotesi contenuta nel documento preparato dagli esperti del ministero prevede l’ingresso di 500 persone all’interno delle strutture chiuse e 1.000 in quelle all’aperto. Il Comitato tecnico scientifico sta studiando le linee guida per gli Internazionali di tennis programmati al Foro Italico di Roma dall’8 maggio.
In piscina dal 15 maggio
La metà del mese di maggio è la data fissata per tornare a nuotare. Si potrà andare nelle piscine all’aperto, ma si potrà anche tornare in spiaggia. Negli stabilimenti sarà consentito sistemare sdraio e ombrelloni purché venga rispettata la distanza. Tra un ombrellone e l’altro della stessa fila devono esserci 4 metri e mezzo, tra file diverse 5 metri. Sdraio e lettini devono essere sistemati a 2 metri uno dall’altro. I ristoranti e i bar in queste strutture osservano le stesse regole degli altri locali pubblici.
I ristoranti al chiuso
Dal 1° giugno i ristoranti potranno ospitare i clienti anche al chiuso, ma soltanto a pranzo. I protocolli sono stati modificati e la distanza tra i tavoli è stata portata a due metri. Per il personale rimane l’obbligo di indossare la mascherina, protezione che dovrà essere utilizzata anche dai clienti quando non sono seduti a tavola. Non sarà invece ancora possibile cenare all’interno.
Il 1° giugno in palestra
Si pranza al chiuso e si potrà andare in palestra. Anche in questo caso sono state definite rigide linee guida che prevedono la prenotazione della lezione e alcune restrizioni all’interno degli spogliatoi. Il protocollo validato dal Cts non consente l’utilizzo delle docce e impone la sanificazione delle attrezzature ad ogni utilizzo. Obbligatorio anche custodire i propri oggetti all’interno di involucri di plastica.
Alla fine fiere e terme
Nel calendario stabilito dal governo per le riaperture, l’ultima data è quella del 1° luglio. Quel giorno sarà possibile partecipare alle fiere e ai convegni in presenza, sia pur con le stesse regole degli eventi al chiuso. Per alcuni eventi dove si prevede particolare affluenza di pubblico, sarà richiesto il “pass” che attesti la «non contagiosità».

Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni - il Corriere della Sera




 

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