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Alto medio basso e alterità

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Pagina 3 con Silvia Bencivelli
Travestimenti | Negli anni Venti, Claude Cahun (pseudonimo di Lucy Rénée Mathilde) insieme alla sua compagna, in arte Marcel Moore, compone degli autoritratti en travesti, con l’ossessione di porsi come un’identità instabile e ibrida: la figura dell’androgino. Anche Toulouse-Lautrec e Duchamp utilizzano la fotografia in modo paradossale, ovvero cercando di depistare le tracce dell’identità singola, in bilico tra mascolinità e femminilità. Ne scrive il critico d’arte Mauro Zanchi su Antinomie.it

Critiche | Stroncatura di Massimiliano Parente del romanzo di Don De Lillo “Il Silenzio” scritto prima della pandemia. Ma senza la tecnologia cosa avremmo fatto? Definito come un’altra predica romanzata contro la tecnologia “la solita visione antimoderna”, di un autore che “una volta se la prendeva con i supermercati” e ora gongola se tutto diventa nero e la disconnessione è totale. Dal Giornale

Libri | Il libro “The Zookeepers’ War” scritto dal giornalista tedesco J. W. Mohnhaupt, dopo essere diventato un bestseller in patria, ora desta stupore all’estero. Nel cuore della vecchia Europa, nella Berlino unita continuano ad esserci due zoo. Il libro racconta fatti reali: una gara parossistica tra i due direttori, un microcosmo della guerra fredda che diventa parabola dell’insensatezza umana sopraffatta dalla vanità e desiderio di potere, in chiave surreale. Stefano Pistolini sul Foglio

Fumetti | Una lunga serie di dichiarazioni usano il settimanale “Topolino” come elemento di paragone negativo e strumento di derisione nei confronti dell’interlocutore/avversario politico. Gli episodi registrati sono numerosi, coinvolgono non solo politici ma anche giornalisti, intellettuali e personalità scientifiche, dunque si tratta di un atteggiamento trasversale. L’hai letto su Topolino? Avalli culturali e altre sciocchezze, articolo dello sceneggiatore Francesco Artibani e del matematico Andrea Plazzi, tra pregiudizio del fumetto e scarsa considerazione (e ignoranza) per i prodotti di intrattenimento rivolti ai più giovani. Dalla rivista Il Mulino

Semiologia | La fiaba di c’era una volta l’alto e il basso dei consumi culturali è finita. Così scrive lo scrittore e semiologo (allievo di Eco a Bologna) Stefano Bartezzaghi. La semiotica, disciplina interdisciplinare di cui Umberto Eco fu tra i pionieri, nacque come sguardo capace di passare per tutto lo spettro dei sistemi sociali di significazione e considerarli non per la loro presunta “altezza” o “nobiltà” ma per il funzionamento. Tra l’arrocco apocalittico e la acriticità offre una trasversalità che permette di dare valore a Fantozzi e Ėjzenštejn, a Topolino e Dante. Non per provocazione d’accostamento bensì perché sono appunto due testi. Da Robinson di Repubblica.

Oltre la diretta del 16/2/2021

Scrittori | Per lo scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt, nato cent’anni fa, il 5 gennaio 1921, tutte le nostre azioni sono dominate dal caso, da un concatenarsi di eventi talmente misterioso da risultare imperscrutabile. A questo tema principale, che prefigura il romanzo postmoderno, si accompagnano molti altri temi secondari, che Dürrenmatt declina in forme diverse anche a seconda del modo d’espressione di volta in volta scelto (narrativa o teatro), raggiungendo in entrambi i generi risultati considerevoli. Raoul Precht su succedeoggi.it 

Industria | Non soltanto templi, chiese o antiche città sono specchio della nostra identità: possono esserlo anche le industrie, le fabbriche. La grande e operosa bellezza dell’archeologia industriale è ora in una “Guida al turismo industriale” del geografo ed esperto di patrimonio industriale Jacopo De Bello, che raccoglie 200 luoghi simbolo del nostro sistema produttivo e del nostro essere. Chiara Beghelli su Sole 24 Ore.

Il brano che accompagna la puntata è ““I wish I knew How It Would Feel To Be Free”, di Billy Taylor, nell’interpretazione del “Billy Taylor Trio” del 1963. Con Billy Taylor al pianoforte, Ben Tucker al contrabbasso, Grady Tate alla batteria. 

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