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L'ora blu di Isacco Emiliani

L'ora blu di Isacco Emiliani
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Con il contributo di: Isacco Emiliani (fotografia/video), Riccardo Astolfi (storytelling)
Al giorno d’oggi parlare di Terra di Nessuno rimanda a confini in bilico, a una terra pericolosa, incerta e spoglia. Se sorvoliamo questa meravigliosa Terra che ci accoglie è invece facile sorprendersi dell’incredibile continuità dei paesaggi, delle pianure e delle montagne, delle città e delle campagne. Dal profondo sud al lontanissimo nord. Un’unica Terra. Di tutti. Qui, nelle isole Svalbard, a meno 40 gradi di giorno e in una notte lunga 24 ore, nel luogo più inospitale del pianeta, senza storia e senza popoli nativi, l’uomo vive nel pieno rispetto dei ritmi della Natura. Qui il ghiaccio diventa lacrime sui volti segnati di novelli esploratori moderni che alle Svalbard cercano rifugio, cercano casa. La propria casa. Qui vivono oggi centinaia di popoli diversi, uniti dal sogno e dalla fatica di vivere tra i ghiacci. Ognuno qui per un preciso motivo. Perché alle Svalbard non ci nasci, ci approdi. E poi, nasci di nuovo. Qui, i contrasti esplodono. Una sola cittadina dalle case colorate costruite sul permafrost che si immergono nell’ora blu come una riscoperta Atlantide in fondo al mare. Le luci nelle case tremano e pulsano come lucciole nell’umida notte d’estate. Alle Svalbard senti che potresti alzare il braccio e toccare Dio: Tra te e l’immensità celeste nemmeno il sole, in questa notte polare che durante il nostro viaggio volge al termine, e ci avvolge una luce diffusa in un tramonto sempiterno dal mattino a sera. È il crepuscolo. Götterdämmerung, la fine degli dei, nella mitologia nordica. Chi vive qui vive in bilico, vive senza sapere che succederà il giorno dopo, vive con la consapevolezza che qui – di sicuro – non ci resterà per sempre. Qui l’uomo vive sospeso. Sospeso in questa alternanza di luci e ombre talmente radenti al cuore da non generare contrasti. Sarebbe cosi semplice capire subito cosa è bianco e cosa è nero, cosa buono e cosa cattivo, cosa giusto e cosa sbagliato. Basterebbe decidere da che parte stare per trovare sempre un piccolo rifugio, dove accendere la propria lanterna. E invece, il nostro crepuscolo degli dei che diventa oggi crepuscolo dell’uomo, fa paura perché non sai esattamente cosa sta per succedere, e sotto sotto ti fa ancora più paura riconoscere che molto dipende da te. L’equilibrio è una capacità innata che devi esercitare ogni giorno. Allora ci sarà rifugio, e li sarà il tuo cuore. 

A cura di Francesca Vitale
 

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