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Scricchiola il trono di Assad?

Scricchiola il trono di Assad?
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Il governo di coalizionte Gantz-Netanyahu intende annettere alcune aree della Cisgiordania e in risposta il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen ha dichiarato tutti gli accordi finora firmati e concordati con Israele salteranno, compresi quelli sulla sicurezza. Cade un pilastro del regime siriano: il cugino del presidente siriano Bashar al Assad, il tycoon Ramy Makhlouf, ha rifiutato la richiesta del governo siriano di dimettersi dal suo impero di telecomunicazioni Syriatel.

Cade un pilastro del regime siriano: il cugino del presidente siriano Bashar al Assad, il tycoon Ramy Makhlouf, ha rifiutato la richiesta del governo siriano di dimettersi dal suo impero di telecomunicazioni Syriatel.  L’uomo chiave del clan del presidente, che attraverso il suo impero controlla il 60% dell'economia siriana, accusa ora Bashar di “comportamento disumano” e si rifiuta di saldare i debiti con il fisco.  Il legame tra cugini si è inacidito dall’estate scorsa, quando Makhlouf è stato coinvolto in una lotta di potere con il governo di Assad e quando le autorità si sono impadronite del suo ente di beneficenza Al-Bustan e hanno sciolto le milizie a lui affiliate.

Così Makhlouf due giorni fa, tramite due video postati su facebook, ha criticato i servizi segreti siriani che dopo aver avuto per decenni il suo appoggio  stanno ora incarcerando i dipendenti di Syriatel per mettergli pressioni, e ha fornito ulteriori prove delle tensioni all'interno della cerchia ristretta di Assad. 

Nel frattempo, nonostante il cessate il fuoco mediato all'inizio di marzo dalla Russia, di recente molti articoli di stampa russa sono stati critici nei confronti del regime di Assad, il “protetto di Mosca”. Putin ha diversi motivi per essere irritato: Mosca vorrebbe vedere una soluzione interna alla guerra in cui il regime di Assad si riappacifichi con un numero sufficiente di avversari interni, in modo che i combattimenti diminuiscano drasticamente e la ricostruzione possa procedere. Ma questo non sta avvenendo. Intanto l’Iran, coinvolta nella guerra in Siria a fianco di Assad, sta ripiegando a causa di difficoltà economiche.

Nella vicina Cisgiordania e nel vicino Israele gli assetti nel frattempo hanno l'aria di cambiare: il governo di coalizionte Gantz-Netanyahu è si è trovato d'accordo nel voler annettere alcune aree della Cisgiordania e il presidente dell'Autorità Palestinese, in risposta, ha dichiarato che se così stanno le cose tutti gli accordi finora firmati e concordati con Israele salteranno, compresi quelli sulla sicurezza. 


In apertura andremo in Palestina, con le ultime dichiarazioni del presidente Abbas con le quali ha fatto saltare tutti gli accordi con Israele per contrastare l'annessione della Cisgiordania. 

Mercoledì 20 Maggio Luigi Spinola ne parlerà alle 11.00 con Lorenzo Trombetta, uno dei corrispondenti dell’Ansa per il Medio Oriente a Beirut, autore di “Siria. Dagli ottomani agli Asad. E oltre”, Mondadori Università 2013, e autore del blog “Lo strillone di Beirut” su Limes online, con Eugenio Dacrema, Associate Research Fellow Nord Africa e Medio Oriente per ISPI e con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme. 

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