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Prima Pagina del 19 gennaio 2020

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con Salvatore Merlo

“Dalla mia legge si è fatto troppo poco. Finalmente un segnale incoraggiante”


“A me la proposta del sindaco Sala sembra un gran bel segnale”. E non certo di fumo, perché basta solo evocare il nome dell’ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, per farlo evaporare in un lampo anche dopo 15 anni esatti dopo l’entrata in vigore della sua famosa legge anti-sigaretta. Da allora ad oggi “i fumatori in Italia sono diminuiti di circa un milione ed è cresciuta la consapevolezza rispetto ai danni dell’uso del tabacco”, come certificato dallo Stesso Istituto Superiore di Sanità. “Un risultato a cui non pensavo di arrivare nemmeno io, ma per uno come me che ha fatto sempre il medico era semplicemente un obbligo morale cercare di evitare tanti malati e morti, di cui paga le spese anche il servizio sanitario nazionale – dice l’87enne professor Sirchia – Purtroppo tutti i governi che si sono succeduti in questi 15 anni non hanno proseguito nella porgressione degli interventi che avevo previsto”.

Sta dicendo che hanno mandato in fumo una parte della sua legge?
“Bhe, sì, purtroppo è stata in un certo senso fermata con un totale immobilismo nel settore. A partire dai controlli, che sono diminuiti di molto. Tant’è che adesso, in molti luoghi di lavoro, purtroppo si fuma. L’Italia è il secondo Paese europeo per la produzione di tabacco. Io avevo previsto interventi per incentivare la modifica delle colture. Ma, evidentemente, sono rimasti vittima degli interessi organizzati da certe lobby”.

Anche lei pensa di essere rimasto in qualche modo vittima?
“E’ possibile, anche se non ne ho le prove. Però sono ostilità che uno deve mettere nel conto quando pensa di agire per la salute di tutti. Ma non me ne frega niente: quello del politico non era certo il mio mestiere. Ho assolto al mio dovere, che era quello di far dissuadere i cittadini da una pratica che, semplicemente, non ha senso logico, come quella del fumo. Ho cercato in primis di tutelare i non fumatori, pensando di limitare gli effetti nocivi del fumo passivo. Però purtroppo il disinteresse dei governi seguenti non ha portato avanti le politiche si prevenzione. E vedo che questa piaga torna ad attecchire soprattutto nella fascia della popolazione più debole, come quella dei giovanissimi. Considero uno scempio vedere ragazzini di 10 o 12 anni con la sigaretta in mano”.

Come spiega la prevalenza di fumatrici tra i minorenni?
“Non me lo so spiegare, anche se mi sono sforzato di capirlo. Vedo che sono pressati da tanti elementi come la rete, le tv, dove il fumare viene sempre rappresetnato come un elemento di crescita. Ma è una roba drammatica, un messaggio nocivo, che prò ormai sia le famiglie che le scuole non sono in grado di fronteggiare adeguatamente. Perché i genitori preferiscono imbottire i loro figli e gli insegnanti sono stati privati di quella necessaria severità che aiuta i ragazzi a crescere. E così è il gruppo a dettare la legge, influenzando i meno protetti [...].

E' per questo motivo che plaude al divieto del sindaco Sala?
"Sì, certo, più per l'impegno a breve che introduice il divieto di fumo alle fermatre dell'autobus o durante le code per i vari servizi comunali. L'altra fase, quella che non permetterà più di fumare all'aperto entro il 2030, mi appare troppo lontana nel tempo. Però è già un bel passo avanti".

Va anche oltre il suo divieto nei luoghi chiusi: non rischia di esagerare?
"No, invece è un bell'esempio che porta avanti la mia battaglia, proprio ora che c'è chi cerca in Parlamento di liberlailzzare anche la cannabis, mascherandolo dietro il solito richiamo alla libertà individuale. E spero che Sala venga seguito subiuto da tanti altri sindaci".

Intervista con Girolamo Sirchia di Antonio Sbraga - Il Tempo
 

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