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Piazza Verdi

Rosmarino

Rosmarino
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Il rosmarino è un arbusto originario delle regioni mediterranee, con foglie molto profumate, utilizzate largamente per aromatizzare le vivande. Dai germogli si estrae un olio essenziale che viene usato anche come rimedio naturale per la memoria. William Shakespeare in Amleto fa dire ad Ofelia ''C'è il rosmarino, per la rimembranza. Ti prego, amore, ricorda". Sacro ad Ares, dio greco della guerra, il rosmarino è la metafora dell'amore, del ricordo e della morte.
Apriremo la puntata presentando in anteprima alcuni brani che faranno parte del programma del Concerto per il Giorno della Memoria “Milano ricorda la Shoah" organizzato dal Conservatorio di Milano in collaborazione con Comunità ebraica di Milano e Associazione Figli della Shoah. Il programma comprende “Il ballo di Irène L'incredibile storia di Irène Némirowsky” spettacolo critto e diretto da Andrea Murchio in collaborazione con Bruno Maida, interprete Alessia Olivetti e musiche a cura degli studenti del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano.
All’inizio del 1950 Adolf Eichmann era in Italia braccato, spaventato, smagrito, curvo e malvestito. Nel giugno di quell’anno un passi per rifugiati giunse all’interno di un monastero di Genova, e il 14 di quel mese il consolato argentino appose un visto turistico sul passaporto della Croce Rossa a nome di un tale Riccardo Elementi, trasferitosi da poco all’hotel Majestic. L’11 novembre del 1950 un tale Riccardo Klement si imbarcò su un piroscafo italiano nel porto di Genova e raggiunse l’Argentina. Qui entrò a lavorare negli stabilimenti della Mercedes vicino a Buenos Aires riuscendo anche a portare con sé la propria famiglia. E qui ancora una volta si manifestò nei suoi racconti confidenziali il fardello del potere. Molto del mistero di quest’uomo vive nelle trascrizioni di registrazioni audio realizzate confidenzialmente nel periodo argentino. Nel 1960 Eichmann alias Klement fu catturato dai servizi segreti israeliani, processato per crimini contro l'umanità e condannato a morte. Presentiamo “Eichmann Diario” performance reading di Gianluca Bottoni. Adattamento teatrale dalle pagine dei diari personali e processuali e dalle carte argentine di Adolf Eichmann.
Lodi Luka, 37 anni, pianista-compositore e direttore d’orchestra originario di Shkoder, storicamente culla della cultura albanese. Viaggio di andata da Tirana a Crotone, poi a Milano per studi e formazione. Oggi presentiamo la sua composizione “Shirah” che gli è valsa il primo premio del concorso internazionale di composizione nella tradizione ebraica, un evento promosso dall’Ucei (unione delle comunità ebraiche in Italia. Di Shirah, che in ebraico vuol dire “canto” l’autore dice: “Un pezzo scritto per viola solista e quartetto d’archi. La viola è uno strumento poco sfruttato ma ha e dà tante possibilità espressive. Dunque la scelta giusta per il mio brano che è cantabile, ha tinte mosse e drammatiche. Il suono degli altri archi a volte si fonde con quello del solista, oppure lo contrasta. A volte, invece, lo strumento resta come isolato, solo. Poi riguardo al materiale di base, ho studiato vari canti ebraici, trovando diverse affinità tra la musica balcanica e i canti degli ebrei dell’Europa dell’Est. Nel pezzo, inoltre, molti i contrasti ritmici. L’attenzione viene sollecitata e tenuta viva proprio attraverso le irregolarità del procedere ritmico”. Oggi lo ascolteremo nella versione per pianoforte e viola.
Paola Piacenza ci porta al cinema con “1917” regia di Sam Mendes
Pochi sanno cosa sia stata, in tutto il suo orrore, la Risiera di San Sabba a Trieste, unico lager nazista in Italia munito di forno crematorio (da tremila a cinquemila le vittime). “Credo che ogni persona dovrebbe sapere e non dimenticare” afferma uno dei sopravvissuti. In occasione del Giorno della Memoria il 27 gennaio al Piccolo Teatro Grassi andrà in scena “I me ciamava per nome: 44.787 – Risiera di San Sabba”, spettacolo firmato e diretto da Renato Sarti e nato dalle testimonianze raccolte da storici dell’IRSREC FVG (Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea del Friuli Venezia Giulia) sulla Risiera di San Sabba. Lo spettacolo sarà poi in scena al Teatro della Cooperativa dal 28 gennaio al 2 febbraio. Con noi oggi l’autore e regista accompagnato dalle attrici Irene Serini e Nicoletta Ramorino.
La galleria Gió Marconi di Milano fino al prossimo 20 marzo ospita la mostra “Mario Schifano. Qualcos’altro” dedicata ad un nucleo di monocromi compresi tra il 1960 e il 1962, curata da Alberto Salvadori e in collaborazione con l’Archivio Mario Schifano. L’artista comincia a realizzare questi smalti su carta intelata a partire dal 1959, dopo alcune esperienze informali. In anticipo rispetto ad altri protagonisti della scena romana, Schifano intende con i suoi monocromi non solo azzerare la superficie del quadro, anche come risposta all’informale, ma attribuirle un altro punto di vista, “inquadrarla”, proporre un nuovo modo di vedere e di fare pittura. Ne parliamo con il curatore Alberto Salvadori.
In chiusura di puntata scopriremo la ricerca musicale che caratterizza da sempre il lavoro del musicista Daniele Di Bonaventura.Ricercare” è il titolo del nuovo lavoro discografico di Daniele Di Bonaventura. Un album che vede il grande bandoneonista jazz marchigiano alle prese con il Clavicordo, strumento pre-barocco risalente al XIV secolo. L’opera è costituita da una serie di “ricerche” musicali nelle quali Di Bonaventura esplora le inconsuete caratteristiche sonore di uno strumento il cui utilizzo ha pochissimi precedenti nell’ambito della musica jazz. Di Bonaventura con le sue composizioni crea un piccolo mondo antico che, attraverso il linguaggio dell’improvvisazione jazzistica, si sviluppa attraverso sentieri musicali ispirati da un lato al minimalismo novecentesco e dall’altro alla commistione della tradizione afroamericana con il bel canto della musica colta europea.

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