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Tre soldi

#2 | Memorie orali | A volte non ritornano | di Camilla Lattanzi

#2 | Memorie orali | A volte non ritornano | di Camilla Lattanzi
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#2 | Memorie orali. Rintracciare i figli dei commilitoni di nonno Deruvo per comparare le memorie ereditate. Le ricerche continuano parallelamente negli Archivi civili e militari. A 83 anni la mamma incontra i figli di due concittadini, commilitoni del nonno, spesso citati nelle sue lettere dal fronte. 

A volte non ritornano. Cercando il nonno disperso sul Don
Un nonno disperso sul fronte russo, una ferita aperta, una nipote che non si rassegna all’oblio
di Camilla Lattanzi
in 5 puntate più una puntata extra solo in podcast

A 76 anni dalla ritirata di Russia una nipote cerca suo nonno, soldato dichiarato disperso in Russia durante la seconda guerra mondiale. Deruvo Del Bianco 32 anni, di Carrara, dattilografo nel comando del Reparto Munizioni e Viveri del Lmo Gruppo di Artiglieria d’Armata, lascia l’Italia nel luglio del 42 per il fronte del Don e scompare a fine dicembre, durante la drammatica ritirata dell’esercito italiano, lasciando una moglie e una figlia di sette anni. Nel 2018 sua nipote Camilla, rileggendo con la madre anziana le lettere che il nonno aveva inviato dal fronte, decide di provare a cercarlo per chiudere quella ferita aperta. Che fine aveva fatto il nonno? Cosa si celava dietro l’espressione “disperso”? Dalle ricerche di archivio a quelle telefoniche; dagli incontri con ricercatori, studiosi e scrittori, alle richieste di documenti storici presso alte istituzioni militari, fino al viaggio della memoria sulle rive del Don, dove il nonno aveva trascorso l’ultimo periodo della sua vita prima di scomparire nel nulla. Il percorso segue flebili tracce che spesso non portano a nulla, a volte però il caso e la tenacia fanno affiorare indizi, strappandoli all’oblio. Un piccolo giallo storico e familiare, una cassetta degli attrezzi per chi vorrà intraprendere una ricerca simile, ma soprattutto una sfida alla rassegnazione, animata dal desiderio di ricomporre il dolore e l’angoscia che la guerra produce negli individui, nelle famiglie e nella società.

Dedicato a mia madre Franca e a mia nonna Lucia, ferite a vita dalla guerra.

Crediti: la mia gratitudine a (in ordine cronologico)
Sabrina Sganga, che mi ha insegnato a fare radio con passione
Lorenzo Guadagnucci, orizzonte di pensiero e scrittura
Riccardo Donati, amico caro e sostegno imprescindibile
Marzia Coronati, autrice radiofonica straordinaria
Maurizio Da Mommio, amico di Carrara e prezioso referente per la ricerca
Franco Del Bianco, ultimo custode di memorie orali su nonno Deruvo
Francesco Pucciarelli, reduce di Carrara e suo nipote Manuel, laureato in storia
Annabruna Cabani, figlia del concittadino e commilitone di Deruvo, scomparso con lui in Russia, nel ‘42
Franco Albani, figlio del concittadino e commilitone di Deruvo, rientrato grazie alla camionetta guidata dall’ubriaco e la sua gentile consorte Annamaria
Renza Martini, infaticabile referente della pagina Facebook “Armir: sulle tracce di un esercito perduto”
Guido Galliani, alpino che mi ha sostenuta e aiutata nella ricerca
Riccardo Bulgarelli, autore e ricercatore, referente storico imprescindibile per chiunque faccia ricerca
Ivo Del Maffeo, figlio dell’ultimo testimone di mio nonno in vita, assieme a sua moglie Valeria amici squisiti, accoglienti ed entusiasti per il mio lavoro di ricerca
Edgardo Menchetti, nipote del Comandante Menchetti
Francesca Lattanzi, sorella che fin dal principio ha creduto in questo progetto e mi ha sempre sostenuta e incoraggiata
Daria del Corrias e Fabiana Carobolante, curatrici della trasmissione “Tre soldi” su Rai Radio Tre. Grazie per avermi dato coraggio e fiducia
Osvaldo Bartolomei, reduce e infaticabile testimone
Silvia Falca, che con la sua fruttuosa ricerca mi ha indicato una strada possibile
Andrea Riva, giovane guida, persona incredibilmente preparata. Tra le molte altre cose, senza di lui non avrei mai individuato la città di Pisarevka
Costantino Forgione, che ha ospitato a casa sua una riunione molto importante
L’Archivio e Museo dei diari di Pieve Santo Stefano
La Famiglia Zanolla, discendenti del Comandante Zanolla del RMV del Lmo
La Famiglia Benedetti, discendenti dell’attendente del Comandante Zanolla
Giorgio Scotoni, autore, storico e ricercatore di storia militare russa
Controradio Firenze, per avermi concesso l’uso dei suoi studi per registrare
Christian Abate, Mariateresa Buccino, Fabio Caldera, Claudio Rigano, Giovanna Tagliabue e tutti gli altri cari e pazienti compagni del mio primo viaggio in Russia, nel settembre 2019
Nella città di Pisarevka, Russia. Grazie a Evgenij, sindaco; Belozor Ivan Petrovich e Maslovsky Ilya Petrovich, anziani; la famiglia Shirina: Sergey e Valentina (genitori) Kristina (figlia)
Cristina Cattaneo, medico legale
Spartaco Cortesi, tecnico audio che nonostante i fitti impegni è riuscito a non dirmi mai di no
Michele Minzolini, regista del film “Il Varco” grazie al quale ho scoperto molte cose importanti, tra le quali la canzone “Steppa bianca” cantata da Nilla Pizzi
Anna Granata, cantante, maestra di canto e amica generosa
Gianluca Masala, autore dei montaggi audio per i quali ha perso molte ore di sonno
Federico Dalzotto, laureando e amico: con il quale abbiamo aperto la pagina facebook “Storie di Artiglieri del Lmo Artiglieria Campale in Russia” dedicata al Lmo artiglieria, una speranza per futuri progressi delle ricerche: https://www.facebook.com/groups/1005088119840751/

Bibliografia
Gli scomparsi, Daniel Mendelsohn
Naufraghi senza volto, Cristina Cattaneo
Fronte del Don, Riccardo Bulgarelli
Il nemico fidato, Giorgio Scotoni
Ritorno a Nikolajevka, 2015 Terre di Mezzo
I giorni dell’Ira, Appio Lazzeretti
Lettera indirizzata ai cappellani militari italiani da Don Lorenzo Milani nel 1965
La campagna di Russia 1941-1943, Maria Teresa Giusti
Prigionieri italiani in Russia, Maria Teresa Giusti
Le guerre italiane 1935-1943, Giorgio Rochat
Invasori, non vittime. La campagna italiana di Russia 1941-1943, Thomas Schlemmer
Centomila gavette di ghiaccio, Giulio Bedeschi
Mai tardi. Diario di un alpino in Russia, Nuto Revelli
Le due guerre. Guerra fascista e guerra partigiana, Nuto Revelli
La guerra dei poveri, Nuto Revelli
Il sergente nella neve, Mario Rigoni Stern
Ritorno sul Don, Mario Rigoni Stern
I più non ritornano, Eugenio Corti
Dalla Russia, scritti sulla campagna di Russia e sull’Unione Sovietica, Emilio Faccioli

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta #1 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

#1 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

10/05/2021

#1 | Gli aspetti fondamentali e le contestualizzazioni storiche, nazionali e internazionali, al momento della nascita dello studio di Fonologia musicale della Rai di Milano. I due giovani musicisti, Berio e Maderna, nell'Italia del dopoguerra, attraverso la ricerca delle condizioni adeguate all'interno della Rai (che applicava una linea editoriale aperta ai giovani), riuscirono rapidamente a creare una forma artistica specificamente radiofonica. Le macchine di trasmissione delle onde, le orchestrazioni e lo sviluppo di associazioni tra testi drammaturgici ed elementi sonori illustrativi, si combinarono in un processo di sperimentazione musicale, all'avanguardia in Italia e nel mondo.

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Ascolta #2 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

#2 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

10/05/2021

#2 | Allo Studio di Fonologia, la sperimentazione musicale si sviluppava a partire dalle intuizioni di Luciano Berio e Bruno Maderna. Intuizioni che si concretizzarono grazie al lavoro scientifico del fisico Alfredo Lietti e a quello tecnico di Marino Zuccheri. Le macchine di trasmissione diventarono così, veri e propri strumenti musicali. Lo studio sperimentale sul suono si concentrava oltre che sulla generazione e la registrazione, sulla trasformazione e la manipolazione del suono, utilizzando anche elementi concreti come il rumore e il silenzio, fino al raggiungere lo stato atomico dei materiali sonori. Così, le sperimentazioni su nastro magnetico, le onde sinusoidali, le bande di rumore filtrate, la concezione aleatoria del tempo etc., diventarono strategie seriali di variazione della densità polifonica.

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Ascolta #3 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

#3 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

10/05/2021

#3 | La funzione originaria della musica elettronica e il pensiero elettronico come pensiero sintetico. Allo Studio di Fonologia, si costruivano oggetti musicali fatti di strati, elementi e componenti sempre più piccoli. Berio e Maderna, aprironolo Studio a compositori provenienti da tutto il mondo, per sperimentare nuove visioni musicali e creare nuovi oggetti sonori. In questo contesto, l'intervento di John Cage, fu caratterizzato dalla raccolta e dalla classificazione minuziosa dei suoni, dall'utilizzo di "sagome di taglio, angolature, intensità, dalla creazione di piani di montaggio e mascheramento dell'attacco del suono". Cage aveva dato libero corso agli incontri fortuiti per costruire Fontana Mix. Infine, il lavoro di Pousseur, che a Fonologia, attraverso l'utilizzo del "rumore bianco", realizzava "Scambi": un brano in cui l'atto compositivo si estende al materiale sonoro sottoposto ad ogni tipo di filtraggio. Lo stesso Pousseur lo indicò come: "una casualità che opera all'interno di uno spazio perfettamente definito, perfettamente controllato".

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Ascolta #4 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

#4 | Lo Studio di Fonologia Rai a Milano | di Carla Fioravanti

10/05/2021

#4 | La sperimentazione di una musica linguisticamente e tecnologicamente aggiornata e il rapporto tra parola poetica e narrazione: una vera e propria avventura sonora. Tutte le azioni sonore aprirono le porte ad una grande innovazione nelle funzioni di comunicazione di massa in campo radiofonico. La voce di Cathy Berberian, come decimo oscillatore dello Studio di Fonologia, "la voce che suona", che si esprime nel racconto radiofonico ispirato a Joyce e in Thema Omaggio a Joyce. Lo spazio attorno alla parola poetica nella composizione "Visage" di Berio. La fine della sperimentazione a Fonologia e l'allontanamento di Maderna e Berio, il consolidarsi delle sperimentazioni di Luigi Nono, che continuerà a lavorare allo Studio fino al 1983, anno della chiusura, che coincise con il pensionamento del tecnico Marino Zuccheri. La ricostruzione dello Studio, ai tempi del periodo aureo al Castello Sforzesco di Milano.

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