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Piazza Verdi

Lenticchia

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Pianta erbacea, annuale, coltivata per l'utilizzazione del seme allo stato secco. Fiori piccoli, bianchi, venati di violetto. Il frutto è un legume di forma romboidale, glabro, fulvo.
Il Quartetto Adorno si è fatto conoscere a livello internazionale grazie ai numerosi premi ottenuti al Concorso Internazionale “Premio Paolo Borciani” (2017) e alla vittoria della X Edizione del Concorso Internazionale “Rimbotti”. Attualmente associato in residenza presso la Chapelle Musicale Reine Elisabeth di Bruxelles, il Quartetto Adorno ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento artistico ricevendo il Premio “Una vita nella musica giovani 2019”.
La prima registrazione per Decca è stata maturata dopo numerosi concerti nelle più prestigiose sale concertistiche europee e presenta il repertorio che hanno maggiormente approfondito nel corso della loro carriera: il Quintetto per clarinetto op. 115 con il formidabile Alessandro Carbonare e il Quartetto per archi n. 3 di Zemlinsky, grande ammiratore del genio di Amburgo. 
Oggi con loro apriremo la puntata che chiude il nostro 2019.
Ogni teatro ha il suo fantasma: una presenza silenziosa che si aggira tra le sale e ama raccontare lontane memorie e citare brandelli di battute pronunciate chissà quando e chissà da chi. Anche il Teatro Elfo Puccini ha il suo spettro: il “generico utilité”. 'Sopravvissuto' alle vicissitudini del tempo, egli ha attraversato la storia del teatro a partire dai primi del 900, quando il Teatro Puccini era un Politeama e ospitava generi come il teatro di rivista, il circo, la boxe e addirittura le corse di cavalli. Un teatro popolare che si poneva al centro della vita milanese e che, solo nell'ultimo decennio, dopo anni di oblio, ha riconquistato il suo ruolo nella vita culturale della città. Il generico utilité accompagnerà dunque gli spettatori in uno spettacolo itinerante che ripercorre la storia del teatro italiano sino agli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra mondiale. Anni in cui il teatro coniugava i grandi miti ottocenteschi con l'affacciarsi dei caffè chantant e delle grandi soubrette come Wanda Osiris. Un'epoca che, più di altre, ha messo in luce l'aspetto artigianale dell'arte teatrale con i suoi trucchi, le curiosità e, perché no, anche le sue piccolezze. Un'apparizione fantasmatica che spalancherà le porte di un affascinante mondo dimenticato, aggiungendo un tassello importante alla conoscenza della pratica teatrale, del suo immaginario e dei suoi misteri. 
Una storia che aspetta solo di essere raccontata. A farlo Umberto Petranca.
Casa Testori fino al prossimo 16 febbraio ospita “Libere tutte”, progetto espositivo a cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi. In mostra 21 tra le artiste più significative attive nel nostro paese, presenti con oltre una sessantina di opere che spaziano dalla pittura alla scultura, dal video all’installazione. La mostra, ospitata nelle stanze della casa che fu la dimora di Giovanni Testori, prosegue idealmente i passi del progetto Graffiare il presente, che lo scorso anno ha fatto il punto della situazione sulla ricerca pittorica condotta in Italia.
Marco Bacci ci porta al cinema con “Il Mistero di Henri Pick” regia di Rémi Bezançon. 
Le ragazze raccontano”, un percorso tutto al femminile con un calendario fitto di proposte che si alterneranno nelle sale di Teatro Litta, La Cavallerizza e Teatro Leonardo. Fino a maggio tanti spettacoli e un appuntamento fisso di domenica con le Letture Atir. Abbiamo voluto proprio loro, le abbiamo scelte, ci hanno scelto, saranno con noi, abiteranno i nostri spazi, i nostri palcoscenici. Non solo con le loro parole ma anche con la loro presenza, con quella capacità di esserci e di raccontare che da sempre appartiene alle donne. “Le ragazze raccontano” non è stata pensata come la solita rassegna “al femminile”, ma è il cuore della nostra stagione, perché tante saranno le artiste che si alterneranno narrando storie diverse, in modo diverso, con colori e toni diversi. Gaia Calimani e Valeria Cavalli sono le ideatrici di questo percorso artistico e insieme ad alcune delle protagoniste saranno nostre ospiti per raccontarci quello che “Le ragazze raccontano”.
Il libro “Quello che resta” presenta la ricerca fotografica intrapresa da Alberto Gandolfo (1983), che nel prendere spunto da alcune storie di cronaca italiana degli ultimi quarant’anni, pone al centro del suo lavoro i familiari e le persone vicine alle vittime di questi drammatici eventi. Delitti e stragi ad opera di organizzazioni criminali come la mafia o attentati rivendicati da gruppi estremisti, morti per carenza di adeguati controlli nelle infrastrutture o per mancanze nell’adozione di determinate procedure sanitarie, misteri legati alle speculazioni finanziarie o allo spionaggio informatico. Il progetto, iniziato nel 2017, ha l’intento di denunciare le evoluzioni, talvolta surreali, legate a questi episodi che rischiano di essere dimenticati e sui quali persistono delle zone buie. Il pubblico infatti, pur conoscendo le storie di cronaca, poco o nulla sa di chi resta, di quelle persone che, oltre a vivere il grande dolore della perdita di un proprio caro, sono impegnate in lunghe battaglie alla ricerca della verità e della giustizia. Una giustizia che non riguarda solo le vicende personali, ma che coinvolge l’intera collettività, nella speranza che il passato non si ripeta.
A chiudere la puntata e l’anno con noi la band torinese Fran e I pensieri molesti composta da Francesca Mercurio (voce, chitarra e composizione), Lorenzo Giannetti (organetto diatonico, tastiere), Jacopo Di Nardo (percussioni, batteria e pad) e Roberto Testa (contrabbasso e basso elettrico). Del loro nuovo lavoro discografico “Anomalia” dicono: «Anomalia ci ha permesso di scavare a fondo in noi stessi, nel mondo che ci circonda. – racconta la band - Anomalia fa luce sul diverso, su quello di cui non si parla mai perché non è simile a noi, perché non ci rappresenta. Ed è proprio nella diversità che si trova una delle più grandi forme d'amore: l'umanità. Essere particolari, apparire "sbagliati", difettosi, agli occhi degli altri, ma essere uguali, umani. Ha portato alla luce ciò che c'è di bello, l'unicità, ma anche gli errori, le discrepanze, i problemi.» Ascoltiamo.
 

Ultime Puntate e Podcast

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Sambuco

22/02/2020

Pianta a foglie caduche di forma variabile, i fiori piccoli, stellati, bianchi o avorio, sono riuniti in infiorescenze. I frutti sono piccole drupe lucide, rosse, blu o nere. Le foglie in autunno diventano color bronzo. I fiori sbocciano in maggio-giugno. I frutti maturano in settembre. Si piantano in ottobre-novembre o in febbraio-marzo, in qualsiasi tipo di terreno da giardino, al sole o in zone parzialmente ombreggiate.

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Rosa

15/02/2020

La coltivazione della rosa è alla portata di tutti purché si tengano presenti alcune esigenze della pianta. La rosa si adatta a qualsiasi suolo, leggero o pesante, silicio o argilloso, purché sia lavorato profondamente e ben concimato. Le piante vanno collocate a dimora alla distanza suggerita dallo sviluppo della varietà che si coltiva. Tutte le varietà rifiorenti si potano alla fine dell'inverno, per non costringerle a gettare nuovi germogli.

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Quercia

08/02/2020

La quercia è un albero deciduo e sempreverde di grandi dimensioni e molto longevo. Esistono, infatti, esemplari che raggiungono i 500 anni di età. Albero secolare e dall'aspetto maestoso, la quercia è rinomata per il suo legno ma anche per alcune proprietà terapeutiche della sua corteccia.

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Pilea

01/02/2020

Questo genere comprende 400 specie di piante sempreverdi delicate. Originaria del Vietnam, si presenta molto ramificata, con foglie di colore verde scuro e con macchie argentee fra le nervature. Durante l'inverno, le piante si tengono in posizioni ben illuminate; in primavera e in estate si ombreggiano leggermente. In appartamento non necessitano di molta luce, è consigliabile tenerle completamente in ombra.

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