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Non è un Paese per Giovani

Perdonaci Claudia

Perdonaci Claudia
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Sono Claudia ho 17 anni e ho paura. Il mio ex mi minaccia, l'ho detto a mio fratello ma lui minimizza, se vado alla polizia mi prenderanno per mitomane, perché sono minacce tutte con foto mie in costume, dove lui scrive delle frasi.
Sono Claudia ho 17 anni e ho paura. Il mio ex mi minaccia, l'ho detto a mio fratello ma lui minimizza, se vado alla polizia mi prenderanno per mitomane, perché sono minacce tutte con foto mie in costume, dove lui scrive delle frasi. L'anno scorso l'ho visto mentre menava un ragazzino in discoteca solo per avermi sorriso. E non si fermava, dagli occhi, ho visto una cattiveria insospettabile. Ho paura. Non trovo nessuno che mi creda davvero. In fondo sono solo foto con delle scritte sopra. Ma io lo so, lo conosco, sta covando qualcosa. Sei mesi fa mi ha aggredito con delle spinte nell'ascensore, perché dice che ero stata troppo al cellulare a messaggiarmi con una mia amica. E' geloso di tutto, anche del cane. Io ho dovuto darglielo, perché sennò mi menava. O almeno l'aveva detto. Ma a me manca molto. Il cane era più mio che suo, lui lo fa apposta per avere ancora un legame con me. Ha trovato il modo di leggere i miei messaggi, non so come, ha un amico che riesce a fare queste cose, nella polizia. Non so più che fare. Scrivo a voi perché sono davvero disperata e impaurita. Questa è la lettera aperta ad un giornale di una ragazza di 17 anni. E' datata 23 febbraio 2017. Nonostante questo straziante tentativo di farsi ascoltare, lei adesso è morta. L'ha uccisa proprio lui, il suo ex. In una notte di due anni dopo, il 4 marzo del 2019, dopo un periodo di silenzio, si è rifatto vivo, chiedendole scusa, senza pretendere nulla in cambio, solo scusa. E mentre lei lo accompagnava fuori dal portone del condominio dove si era  intrufolato, lui le ha sferrato ventuno coltellate, di cui tre ferali alla giugulare. E' proprio questo che non funziona nella nostra società, è la superficialità con cui si prendono certe richieste di aiuto. E' come la prevenzione sul cancro. Se stai attento, se ti fai tutti i controlli, è più difficile che ti aggredisca mortalmente. Ma è come se l'esperienza, se la ragazza morta precedentemente non abbia costituito un fatto, tutto viene lasciato a se stesso, a fare il suo corso violento e disperato. Le morti delle donne, femminicidi degli ultimi anni, vengono portati alla ribalta della cronaca perché fanno un grande effetto in tv, poi però nessuno fa nulla, nessuno si preoccupa davvero di costituire un dipartimento speciale solo per questo, una squadra di esperti che si occupano delle ragazze a rischio, e se c'è, se esiste, vuol dire che non funziona. Oggi è tardi lo so, perché Claudia è morta e quindi rispondere alla sua richiesta d'aiuto è inutile, ma io lo faccio lo stesso perché almeno la sua memoria possa avere una risposta.
Cara Claudia, se fosse mai possibile chiederti scusa per quello che la nostra società non è riuscita a fare, con tutto il cuore te lo chiedo. Io ho solo un microfono della radio per far risuonare la mia voce e sono passati troppi anni, ma lo uso ugualmente perché mi sento sporco dentro, anche se non sapevo nulla e non potevo saperlo, avrei dovuto fare qualcosa. Dire tutti i giorni che Dio manda in terra che ci sono ragazze a rischio, donne violentate, sempre, da sempre. Forse dovremmo dirlo davvero tutti i giorni. Aprire la trasmissione così, con un appello a tutti quelli che sono vicini a donne in difficoltà. Non fate finta di nulla, non minimizzate, la furia omicida, la violenza di certi uomini si nasconde bene dietro alle vicende amorose, ma poi scoppia irrefrenabile, improvvisa e fa il suo scempio. Perdonaci Claudia, siamo stati ingenui, inutili e ignoranti, adesso riposa in pace, la tua guerra la continuiamo noi.
 

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