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Prima pagina

Prima Pagina del 24 novembre 2019

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con Gian Antonio Stella

Ho solo sparato a mia moglie


“Massimo tre giorni e mi deve far uscire, c’ho da fare. Ho sol sparato a mia moglie”. Armando Nuccitelli non ha dubbi, non ha fatto niente di grave, niente che meriti una pena più lunga di tre giorni. In fondo ha solo sparato a sua moglie, Assunta Finizio detta Susy, madre di suo figlio, dopo una via di violenze. 
Cos’hanno da fare gli uomini, dopo che hanno ucciso le donne? […]

Alcuni riescono a ricominciare. Spesso in carcere studiano, come il marito di Elena Ceste, Michele Buonincontri, o Carlo Lissi, autore della strage di Motta Visconti, che ne approfittano per laurearsi. Alcuni apprendono una professione, da utilizzare una volta fuori. Ma troppi tornano a commettere reati contro le donne.
La recidiva degli uomini violenti è straordinariamente alta, come dimostrano i numeri raccolti dalla banca dell’Istat sulla violenza alle donne: su 585 condannati nel 2017 per omicidio volontario consumato, 432 avevano già precedenti penali e, tra coloro che tornano a delinquere, oltre il 50% commette lo stesso reato. Percentuali simili a quelle dell’omicidio volontario tentato. Per quanto riguarda i maltrattamenti in famiglia e sui minori, su 2699 condanne, otre un terzo riguarda soggetti con precedenti penali. Tra i 357 recidivi, quasi il 50% torna ad essere maltrattante. Anche la violenza sessuale presenta una ripetitività: su 1568 condannati, circa la metà aveva precedenti penali alle spalle e, di 157 recidivi, 64 commettono nuovamente lo stesso reato. [….]

I reati di genere sono tra quelli che maggiormente influiscono sulla vita altrui, eppure solo in pochi casi vengono puniti con il massimo della pena prevista: le condanne per omicidio volontario tentato nella maggior parte dei casi non arrivano a dieci anni, quelle per violenza sessuale si fermano a un anno e pochi mesi, come quelle per maltrattamenti in famiglia o verso i minori. Prima dell’entrata in vigore del codice rosso, molti hanno potuto usufruire anche del rito abbreviato, molte alla possibilità di dimezzare la pena in appello e ottenere permessi premio, libertà vigilata e sconti di pena. […]

Se a pena è bassa, vuol dire che quel reato non è molto grave e anche la persona che lo subisce ha poco valore. [..] Questo fa sì che da parte delle donne vi sia un senso di svalutazione e resa, mentre gli uomini violenti possono godere di un senso di impunità. […]

Il racconto dei femminicidi è spesso condito da spiegazioni come lo stress, la depressione, il raptus e la follia, l’incapacità di accettare un rifiuto o l’abbandono, la paura di perdere la donna della propria vita o l’altruismo estremo per non vederla più soffrire. Attenuanti che entrano anche nelle sentenze, come la recente “tempesta emotiva” di Michele Castaldo (poi respinta in Cassazione) per l’omicidio di Olga Mattei, o la “gelosia”, che nel 20111 valse l’assoluzione di Gianfranco Turolo per l’uccisione della moglie. […]

La concessione di sconti e permessi, la possibilità di uscire dal carcere o la concessione dei domiciliari, sono previsti dal sistema giudiziario, ma talvolta rappresentano un pericolo per la vittima: dove è il confine tra diritti del colpevole e tutela della vittima?

Alla clemenza verso gli uomini violenti si aggiunge la diffidenza verso le donne che chiedono aiuto, tre denunce su quattro vengono archiviate, spesso con conseguenze irreparabili. […] Il capo della polizia Gabrielli, interpellato sulla vicenda di Ester Pasqualoni (l’oncologa di Teramo uccisa da uno stalker dopo 10 anni di denunce) ha dichiarato: “Mica possiamo incarcerare tutti gli stalker”. 

Emanuela Valente - L'Espresso

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