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Piazza Verdi

Fuchsia

Fuchsia
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Arbusti che, anche se danneggiati dal gelo, ritagliandoli al piede a primavera, rimettono vigorosi rami che puntualmente produrranno i loro caratteristici fiori penduli durante tutta l'estate successiva fino ai geli. Hanno rami leggeri, ricadenti. Vengono impiegati: isolati, a gruppi, in vasi e per fioriere. E' una pianta molto conosciuta e diffusa nel nostro territorio.
Nella Germania degli anni trenta, un giovane professore viene messo al bando dai suoi studenti perché ha affermato, correggendo il tema di un alunno, che “i negri” sono esseri umani.  Descritti come “pesci”, dagli occhi fissi e sgranati, vuoti, che “vivono in un paradiso di stupidità”, gli adolescenti di Horváth ci appaiono simili ai giovani che oggi, dai loro profili social, gridano all’invasione da parte dello "straniero, negro e delinquente".  Pubblicato nel 1937, in pieno regime nazista, “Gioventù senza Dio” è il terzo romanzo di Horváth: un testo di straordinaria lucidità e chiaroveggenza, che illumina con spietatezza la società a lui contemporanea e, in modo inaspettato, la nostra. Oggi presentiamo l’adattamento del testo di Horváth da parte di Fornasari (con il titolo “Gioventù senza”) per la regia di Emiliano Bronzino e il cast composto dai giovani neo diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano.
Il Duo Hayet, nato dall’incontro fra l’Oud dell’Algerino Hafid Moussaoui ed il flauto dell’Italiana Cristina Italiani, esprimendo una musica che si ispira ai colori dei rispettivi Paesi (Italia e Algeria) è nella posizione ideale per compiere un’esplorazione musicale fra le due rive del Mediterraneo alla ricerca di nuove sonorità e per scoprire nuovi orizzonti, incontri e connessioni. La musica di questo Ensemble quindi sancisce l’incontro tra le due sponde del Mediterraneo e sa unire i colori e profumi differenti e complementari attraverso la fusione di ritmi africani e dell’Italia meridionale con la musica araba e orientale.
Presentiamo con il direttore artistico Mario Cervio Gualersi l’VIII edizione del Festival lecite/visioni storie di amori lgbt promosso da Teatro Filodrammatici di Milano e che porta il titolo di: “L’amore è amore”. Quest’anno il programma alterna allo sguardo sul presente quello sul recente passato. Se l’omosessualità nel calcio è ancora un tabù, a infrangerlo ci prova Benedetto Sicca, autore e regista di “Pochos” che prende il nome dalla squadra napoletana di calciatori gay; sempre di Napoli sono i due fratelli che negli anni settanta si confrontano in un clima di violenza e sopraffazione in “12 Baci sulla bocca” di Mario Gelardi. Vittima della persecuzione franchista, il ballerino Miguel de Molina, legato a Federico Garcia Lorca, ripara in Argentina con l’aiuto di Evita Peron: lo incontriamo in “Tangeri” di Silvano Spada. Due donne innamorate approdano in luogo sconosciuto e s’interrogano sul loro futuro in “Ci vediamo all’alba” di Zinnie Harris. Se infine molte sono le preoccupazioni che ci attanagliano, a stemperarle con il sorriso ci pensa la graffiante ironia di Alessandro Fullin in “Fullin legge Fullin”.
Luca Mosso ci porta al cinema con “L’ufficiale e la spia” regia di Roman Polanski e intervista alcuni membri del gruppo Zapruder filmmakergroup
Arpad Weisz era stato un ottimo giocatore, ala sinistra. Nell’Olimpica ungherese del ’24 fa coppia con Hirzer, la Gazzella, che sarebbe stato il primo straniero alla corte degli Agnelli. Gioca nel Padova (poco), nell’Inter ma un infortunio serio lo porta sulla panchina nerazzurra come tecnico. Col Bologna «che tremare il mondo fa» vince due scudetti consecutivi. Ma il cerchio intanto si stringe intorno a una famiglia felice. Il figlio non può iscriversi a scuola. Il padre non può allenare. Il Bologna lo licenzia a fine ottobre del ’38, dopo un 2-0 alla Lazio. Al suo posto l’austriaco Felsner. La famiglia Weisz lascia Bologna in treno, direzione Parigi. La speranza è di trovare un lavoro. Tre mesi trascorsi in albergo indeboliscono le finanze e non danno risultati. Rifugiatosi in Olanda durante la seconda guerra mondiale, fu rinchiuso dapprima nel campo di Westerbork insieme alla sua famiglia, e successivamente ad Auschwitz, dove morì nell'inverno del 1944. 
90 minuti” liberamente ispirato a una storia vera drammaturgia di Antonello Antinolfi regia di Francesco Leschiera con Ettore Distasio e Mauro Negri è il secondo capitolo del percorso sul tema della “memoria” che Teatro del Simposio ha iniziato nel 2017 con “Ring dell’inferno”. Oggi con noi tutto il cast.
Nel 1993 Bruno Munari realizza per la Galleria Corraini una serie di disegni dedicati all'ideogramma giapponese che significa “Albero”. È una riflessione sulla capacità degli ideogrammi di trasmettere informazioni visive, e uno studio su come lo stesso segno possa rappresentare immagini diverse, in questo caso, diversi tipi di albero. Lo scorso 18 ottobre la Libreria Corraini Lingotto, bookshop della Pinacoteca Giovanni e Mariella Agnelli, festeggia la riapertura al pubblico con l'inaugurazione della mostra “Alberi” di Bruno Munari che si potrà visitare sino al prossimo 5 gennaio. La Libreria riapre dopo sei settimane di chiusura per il rinnovamento degli spazi e l'allestimento alla Pinacoteca Agnelli della mostra “Hokusai, Hiroshige, Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia”. Da sempre in sinergia con l'offerta culturale della Pinacoteca, la Libreria espone alcuni disegni di Bruno Munari, di una delle serie che rappresentano il rapporto intrinseco tra l'artista e il Giappone. Oggi ne parliamo con Pietro Corraini.
Pianista e compositore estremamente creativo Rosario Di Rosa si distingue per una vocazione alla ricerca e alla contaminazione tra molteplici mondi musicali. Oggi accompagnato da Sarah Stride (voce e bassi synth) Alberto Turra (chitarra elettrica) Carlo Nicita (flauti) Davide Bussoleni (batteria) ci presenterà alcuni brani tratti da “Crossroad Blues” il suo nuovo concept album di jazz elettroacustico (nell’accezione più contemporanea del termine) la cui composizione, sviluppata nel corso di diversi anni, prende spunto da una serie di riflessioni e domande sui processi psicologici e di sintesi che entrano in gioco nell’ideazione di una qualunque opera di ingegno dai contenuti significativi e che possa essere definita arte. Esempi di personalità “disadattate” come Thelonious Monk, Syd Barrett, Vincent Van Gogh, Carlo Gesualdo, ecc., la cui “follia” connota di unicità e rigore logico-creativo le loro opere, sono la dimostrazione di come certe esperienze segnanti concorrano a definire la personalità e lo stile di chi si abbandona all’arte con estrema sincerità.

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Piazza Verdi dedica la puntata di sabato 20 giugno alla Giornata Mondiale del Rifugiato in compagnia di Moni Ovadia, Mirna Kassis, Ramin Bahrami, Maurizio Schmidt; con un percorso cinematografico realizzato da Paola Piacenza. Negli ultimi venti minuti un breve sguardo al mondo teatrale facendo tappa nel Veneto grazie a: Marta Cuscunà, Babilonia Teatri e Anagoor.

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