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Prima Pagina dell'1 ottobre 2019

Prima Pagina dell'1 ottobre 2019
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con Mario Sechi

Un risparmio dello 0,0000258% del pil. Questa la cifra che si elimina col taglio di un terzo dei parlamentari.  


La stupidità non è un'esclusiva degli stupidi. Tutt'altro. Anche gli intelligenti, i geni possono nella vita quotidiana commettere azioni o dire parole stupide. Nino Andreatta uno dei migliori politici dell'Italia repubblicana, dimenticò sua moglie a Roma. Era venuta per accompagnarlo a un convegno, vi aveva assistito, ma quando terminò, Andreatta raggiunse la Stazione Termini, lasciandola nell'hotel della riunione. Gli stupidi hanno di certo un vantaggio, soprattutto quando si muovono in massa e si sostengono l'un l'altro trasformando una sciocchezza in verità rivelata.
Gli storici, tra una quarantina d'anni se ne occuperanno, quando racconteranno l'Italia degli inizi del millennio e l'emergere di un comico Beppe Grillo, che dopo avere perso il suo pubblico, lo riconquistò con una serie di proposizioni strampalate, false e nocive e con slogan immediati nella loro semplicità. E, con lui, saranno ricordati i suoi seguaci, passati da pochi, sparuti fan al punto di superare i dieci milioni e 600 mila votanti nelle elezioni del 4 marzo 2018. La cretineria, tuttavia, non viene cancellata dal successo elettorale né dall'assunzione alle maggiori cariche di governo.

Ne citiamo solo alcuni esempi, giacché in tanti hanno già riempito volumi di politologia applicata ai grillini, nei quali le pagine dedicate alla stupidaggini dei loro programmi e dei loro punti-cardine sono tante e convincenti (ci vuol poco). Parliamo della riduzione del numero dei parlamentari (deputati e senatori): le legge costituzionale sarà votata in via definitiva in settimana. Un partito che ha raggiunto il 34% degli elettori (con 216 deputati e 107 senatori, prima delle defezioni: 323) e che poco più di un anno dopo, quando la stritolante realtà del governo li ha ridotti a 4 milioni 552 mila col 17,4% dei votanti, dovrebbe valutare gli effetti politici della riforma. Il taglio di 1/3 dei parlamentari ridurrebbe i grillini (dati nasometrici) a 147 deputati e 64 senatori (211). Ma se aggiungiamo il dimezzamento dei consensi (non abbiamo altro modo per stimare il futuro dei 5Stelle) avrebbero, alla fine della fiera 74 deputati e 32 senatori (106 eletti di fronte a 323).
Ed è questa una delle ragioni delle insofferenze e dei dissensi che si stanno manifestando nei gruppi. Con pervicace volontarismo, compare di continuo in televisione, un parlamentare grillino (che potrebbe essere il sottosegretario del ministero degli Esteri Manlio Di Stefano), per una comparsata nella quale afferma che la riduzione dei parlamentari vale 500 milioni di euro che saranno distribuiti agli italiani. O è scemo lui o, cosa ben più probabile, considera scemi gli ascoltatori. Infatti i 500 milioni risparmiati rappresentano lo 0,0000258% del pil nazionale. Come dire, per un cittadino che porta a casa 1000 euro, un risparmio di euro 2,58 l'anno. Miserabili quanto volete, ma così cretini no.

La seconda questione riguarda il vincolo di mandato: con quale autorità politica o morale lo pretende Luigi Di Maio? Accantoniamo per un attimo la lesione ai principi di rappresentanza della repubblica parlamentare, ma guardiamo al caso 5Stelle. Tra il 2017 hanno condotto una feroce campagna di diffamazione politica e personale nei confronti della destra. Il loro elettore poteva aspettarsi che, una volta eletti, sarebbero stati coerenti (e vincolati) con quanto promesso. Invece no.

Dopo un 3 mesi abbondanti di trattative hanno costituito il governo con la Lega con la quale sono andati a braccetto a costo del dimezzamento delle percentuali ottenuti alle politiche. La Lega rompe l'alleanza? E loro, i 5Stelle che hanno definito il Pd il cancro della politica italiana, i suoi esponenti mascalzoni allo stato puro che fa? Si allea proprio con essi. E è questo giovanotto, già consunto dalla propria inadeguatezza ai compiti che ha preteso, che si erge a propugnatore del vincolo di mandato? E poi, di quale mandato, visto che lui e i suoi giurano obbedienza a un piccolo imprenditore privato non eletto da nessuno, Davide Casaleggio?
C'è da considerare, infine, la proprietà transitiva della stupidità. Non che gli altri partiti politici ne fossero sprovvisti, basti osservare le tante sciocchezze compiute, in questi anni, dal Pd, soprattutto nelle elezioni locali, ma anche su temi fondamentali e vincenti o perdenti come le immigrazioni.

L'ultima, in termini di sciocchezza allo stato puro, riguarda il reggente di Pd umbro, onorevole Walter Verini che si propone di imporre agli eletti una penale in denaro per la disobbedienza agli ordini di partito o per l'abbandono dello stesso. In puro stile grillino, Verini intenderebbe introdurre un vincolo di mandato succedaneo. Buon sangue veltroniano non mente (l'avete capito, Verini appartiene all'ultima raffica veltroniana del partito).

Domenico Cacopardo - Italia Oggi

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