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Un lavoro cellulare

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G. Petrassi, Concerto settimo per orchestra
Prima rassegna di Musiche per la Resistenza, Bologna 1965: Il Teatro Comunale ospita una prima esecuzione di Goffredo Petrassi, il Settimo Concerto per orchestra composto l’anno precedente. “Io avevo fatto questo Settimo Concerto, ricomposto, e attendevo di collocarlo quando ricevetti le pressioni di Bucchi e di Nono per dare un pezzo in prima esecuzione a quella rassegna. Io dico: ho questo pezzo, questo Concerto, che nulla ha a che vedere col tema della rassegna […] ho ceduto alle loro sollecitazioni, anche perché mi faceva piacere di partecipare a un assunto di quel genere”.

Quel Concerto “ricomposto” era nato in realtà tra il 1961 e il ’62 con tutt’altre premesse, come Prologo e Cinque invenzioni commissionato da un’orchestra giovanile americana, la Junior Symphony Orchestra di Portland. Racconta lo stesso Petrassi nel suo Seminario di composizione a Siena nel 1976: “Scrissi il pezzo pensando di esaltare le varie categorie dell’orchestra; l’opera fu eseguita, me ne fu mandata una registrazione, l’ascoltai, la trovai orribile… Dopo un po’ di riflessione ripresi tutto il materiale, lo riorganizzai, e così è nato il settimo Concerto, nel quale però è rimasta la traccia della forma iniziale, tanto che lo si potrebbe dire un pezzo quasi didattico, scritto apposta per esaltare le possibilità dell’orchestra e portare gli strumenti ad un certo livello di virtuosismo”.

Nel Concerto si affiancano senza soluzione di continuità sei parti: Prologo, parte IV ed Epilogo sono concepiti per l’orchestra completa, che nei rimanenti numeri appare sezionata in diverse combinazioni timbriche (parte I per ottoni archi e timpani, II legni piatti gong tamburi e blocks, III archi, xilomarimba e alcune percussioni). Anche un ascoltatore non propriamente esperto potrà cogliere in questa composizione il senso della costruzione, il ruolo primario del timbro strumentale; in assenza di melodie e motivi è la ricorrenza di alcuni blocchi sonori o grappoli armonici che si palesano alla nostra attenzione come nuclei di riferimento.

Il linguaggio petrassiano degli anni ’60 ha elaborato stimoli e suggestioni dai grandi autori del primo ‘900 alla dodecafonia – sempre rivendicando una mentalità personale e strettamente artigianale; proprio di questo Settimo Concerto egli stesso dice: Una combinazione di brani seriali con episodi liberi: una mistura che ho adottato molto spesso e della quale non mi pento affatto perché i risultati mi hanno, personalmente, soddisfatto […] è un lavoro cellulare che infrange la norma seriale: un procedimento che fa parte della mia personalità, dei miei particolari rapporti con questa tecnica

Otto i Concerti per Orchestra scritti da Petrassi tra il 1933 e il 1972; nel titolo, sorta di omaggio alla compagine strumentale, il musicista laziale si ispira a Bartòk che aveva inaugurato quella denominazione col suo Concerto per orchestra degli anni 1942-3. Chi voglia rimanere in questa zona del sito di Radio3 potrà affiancare l’ascolto di questo Settimo Concerto per orchestra con i Nonsense >> proposti precedentemente. Del 1964 il Concerto e l’ultimo dei Nonsense, mentre i primi cinque sono precedenti di ben dodici anni. Sempre Petrassi si rivela uno dei veri, grandi compositori del secolo scorso.

Goffredo Petrassi
Concerto settimo per orchestra
 - Prologo
 - Primo
 - Secondo
 - Terzo
 - Quarto
 - Epilogo

Orchestra Sinfonica di Torino della Rai
direttore, Amy Gilbert

Registrato a Torino il 7 dicembre 1979

Goffredo Petrassi
foto Eugenio Loreti

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