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Poesia della discrezione

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P. Hindemith, Konzertmusik op. 48

Posta com’è all’interno della trama strumentale, con la sua tessitura centrale tra violini e violoncelli la viola pare mostri una certa naturale attitudine alla discrezione; ad un ascolto attento però la distinguiamo chiaramente per un colore tra i più caldi e morbidi dell’intera gamma orchestrale, capace all’occorrenza anche di suoni ruvidi e taglienti.

Compositore di riferimento per questo strumento è Paul Hindemith (1895 – 1963) che ha dedicato alla viola Sonate e sonatine, sia solistiche che accompagnate, e pezzi importanti come la Trauermusik (scritta nel ’36 per la morte di re Giorgio V), i Kammermusik n. 5 e 6 e il bellissimo Concerto Der Schwanendreher, che nel titolo riecheggia un antico canto popolare (in una improbabile traduzione, per noi più o meno “l’arrostisci-cigni”). Hindemith suonava da virtuoso sia la viola che l’arcaica viola d’amore (le cui supplementari corde di risonanza, pur se non sollecitate direttamente, vibrano per simpatia) e portò questi strumenti in tournée per il mondo come infaticabile solista.

Il musicista tedesco si ricorda per l’ampiezza e varietà della sua ispirazione: dalla cosiddetta Nuova oggettività - che nella Germania del primo dopoguerra si proponeva di superare le estreme propaggini tardoromantiche ma anche l’astrattismo espressionista - alla Gebrauchsmusik ossia la musica d'uso, scritta per organici vari e destinata spesso a non professionisti con finalità ludico-didattiche. Innegabili i riferimenti a Stravinskij e Prokof’ev, ideale familiarità con Bartòk, come lui solista virtuosissimo (ma al pianoforte). Passando per ogni genere musicale dalla cameristica alla sinfonica, dal teatro al balletto inclusi i repertori per cinema e gli Esercizi per trautonium (strumento elettronico inventato nel ’29) il segno distintivo della musica di questo compositore è il richiamo netto e costante ad una mentalità artigiana di bachiana memoria; Hindemith concentra infatti buona parte della sua attenzione sul contrappunto, sul complesso e raffinato gioco di relazioni tra suoni linee e strumenti nel proporre imitare e svolgere le idee musicali.

In questa prospettiva Hindemith sviluppa il linguaggio lucido e articolato dei suoi Konzertmusik: musica da concerto che il musicista compone con organici diversi: per orchestra di fiati (1926) per archi e ottoni e per pianoforte accompagnato dagli ottoni, entrambe del ‘27. Del 1929-’30 è la Konzertmusik op. 48, dedicata da Hindemith al collega Darius Milhaud e alla moglie Madeleine. La composizione è scritta per viola e grande orchestra da camera - quasi una grande contraddizione in termini che però sta a indicare una sorta di amplificazione della sonorità cameristica che non sfocia mai nel sinfonismo vero e proprio. La prima esecuzione di questa composizione si ebbe a Berlino nel marzo 1930: solista alla viola, il compositore; sul podio, Wilhelm Furtwängler.

A minima significativa postilla poniamo alcune parole scritte nel 2008 (per il centenario del terremoto a Messina) dal direttore Gaetano Delogu, scomparso il 12 giugno 2019: “Dunque, occhio al futuro in una ottimistica visione di una società giusta e moderna”.


Paul Hindemith
Konzertmusik per viola e grande orchestra da camera op. 48
 - Lebhaft bewegte halbe
 - Ruhig gehand bewegter
 - Lebhaft
 - Leicht bewegt
 - Sehr lebhaft


Orchestra Sinfonica di Torino della Rai
direttore, Gaetano Delogu
viola, Dino Asciolla

Registrato a Torino il 20 febbraio 1976

Gaetano Delogu

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