Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Prima pagina

Prima Pagina del 3 luglio 2019

Prima Pagina del 3 luglio 2019
Ascolta l'audio
con Giovanni Bianconi
Emanuela Orlandi, due sepolcri da aprire per cercarla: sì a sorpresa del Vaticano


La calma nel minuscolo cimitero teutonico dentro al Vaticano, a ridosso di San Pietro, dove da secoli è prerogativa solo dei nobili tedeschi trovare sepoltura, per qualche ora lascerà spazio ad un evento eccezionale. I vertici del Vaticano dopo tentennamenti, indugi, ripensamenti hanno dato il via libera per l’11 luglio ad aprire due antiche tombe all’interno delle quali la famiglia Orlandi spera di trovare quel che resta di Emanuela, la quindicenne rapita in circostanze misteriose il 22 giugno di 36 anni fa, lasciando dietro di sé una scia di segreti legati ad un periodo storico travagliato: la guerra fredda, un Papa polacco che picconava i regimi comunisti, gli intrecci tra Ior e malavita. Cosa c’entrasse Emanuela Orlandi con tutto questo resta avvolto nel silenzio, lei che era solo la figlia di un commesso, benché in possesso della cittadinanza vaticana. Solo qualche giorno fa, alla messa nella chiesetta di Sant’Anna, la signora Maria, mamma di Emanuela, raccontava a un sacerdote dello strazio che ogni volta prova quando si riaccende l’attesa di trovare qualcosa. Non sapere dove sia sepolta, né come sia morta è una ferita atroce. Pietro, il fratello di Emanuela, non si arrende. Anche questo tentativo andava fatto. «Le persone scomparse vanno cercate non archiviate». Per anni ha puntato il dito sulla curia, a lui resta il sospetto che non tutti abbiano raccontato quello che sapevano.

L’avvocato della famiglia, Laura Sgrò ha persino presentato una istanza per ascoltare alcuni cardinali che all’epoca dei fatti potevano sapere qualcosa. Nel frattempo il Segretario di Stato, Pietro Parolin ha dato l’ok all’apertura delle tombe sulle quali gli Orlandi chiedono una verifica in base ad una lettera anonima che suggerisce di scavare in un punto preciso. Il riferimento è ad una tomba sovrastata da un angelo che indica il terreno. L’indizio non è granché ma la decisione di Parolin è un segnale di attenzione dopo anni di silenzio. Non tutti però dentro le mura leonine sono d’accordo su questo modo di procedere, i mugugni ieri pomeriggio si sprecavano. «Purtroppo è una misura lesiva del buon nome dello Stato, descritto in questi anni nei modi più ignobili, prima una spelonca di ladri, poi il regno dei gay e ora il covo degli omicidi», sbuffava un monsignore. Il Papa è il primo a volere la verità. «Lo si capisce dal modo in cui avverrà l’apertura dei sepolcri. Qui tutti sanno che in quel camposanto non ci sono segreti e non troveranno nulla. Per seppellire qualcuno là dentro occorrono vari passaggi, permessi, è una cosa complicata e poi bisogna essere di nazionalità tedesca.

Mi ricordo che quando morì un vescovo ungherese che lavorava al Sant’Uffizio e non lo si poteva seppellire in patria perché all’epoca c’erano ancora i regimi comunisti, fu deciso di dargli una tomba lì dentro. Le autorizzazioni furono difficili anche perché non era tedesco», ricorda l’arcivescovo Gianfranco Girotti.

 Di fatto l’11 luglio quel minuscolo cimitero sarà piuttosto affollato: oltre ai familiari e agli avvocati, saranno presenti i magistrati del tribunale, i vigili del fuoco, gli operai, le guardie, i funzionari del Governatorato, i custodi e i sacerdoti della confraternita. Dopo la demolizione delle lastre lapidee il professor Giovanni Arcudi, preleverà frammenti ossei che porterà in laboratorio per l’esame del Dna. A oggi nessuno è pronto a scommettere che possano ricondurre a quella ragazzina inghiottita nel nulla mentre andava a lezione di musica in Corso Vittorio. Una inchiesta tutta interna al Vaticano. L’autorità giudiziaria italiana, infatti, non potrà intervenire dal momento che si tratta di uno stato estero.

Franca Giansoldati e Giuseppe Scarpa – il Messaggero

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta Prima pagina dell'8 agosto 2020

Prima pagina dell'8 agosto 2020

08/08/2020

con Luca Mastrantonio

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Prima Pagina del 7 Agosto 2020

Prima Pagina del 7 Agosto 2020

07/08/2020

Con Luca Mastrantonio

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Prima Pagina del 6 agosto 2020

Prima Pagina del 6 agosto 2020

06/08/2020

Con Luca Mastrantonio

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Prima Pagina del 5 Agosto 2020

Prima Pagina del 5 Agosto 2020

05/08/2020

I giornali del mattino letti e commentati da Luca Mastrantonio del "Corriere della Sera".

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Isoradio

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Rai Radio 3 Classica

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio Kids

Rai Radio Live

Rai Radio Techetè

Rai Radio Tutta Italiana

Canali Overview
Apri lista canali

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta Audio successivo Avanti di 15 secondi Ripeti
VolumeVolume off

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta la diretta Avanti di 15 secondi Audio successivo Ripeti
VolumeVolume off Apri il player
Nessun risultato per