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Pascal

157: Dopo lo schianto

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La storia di una grande famiglia e di una sciatrice piena di coraggio

Playlist puntata:

ARRIVA LA BOMBA - JOHNNY DORELLI
FLOAT ON - MARK KOZELEK
AIRBAG - RADIOHEAD
IT'S ONLY FEAR - ALEX MURDOCH

Prima storia: La bomba di Almina dell’Acqua 

La bomba ha continuato a deflagrare per sempre nel cuore dei miei familiari. Il racconto che me ne facevano, a volte in momenti inattesi, sembrava tracimare l'onda d'urto sul silenzio del loro dolore. Questo tracimare non s'è arrestato nemmeno in noi nipoti. Ho voluto raccogliere le parole di ognuno di loro in un unico ricordo corale, perché non vada perduta la voce di chi non c'è più. Quella mattina del 23 aprile 1945 Wanda non trattenne più l'inquietudine e si alzò dal letto con intenzione decisa. Nella notte come una premonizione oscura le aveva oppresso il petto e svuotato il cuore dalla gioia di ritrovarsi tutti insieme, finalmente, nella casa paterna. La casa di Ciro, in via IV Novembre, quella con la bottega. La bottega accoglieva come un antro misterioso dalla via assolata passando attraverso il tintinnare della tenda a perline in un effluvio speciale di odori in cui a tratti si distingueva la noce moscata, il formaggio parmigiano e le acciughe salate, ma che insieme facevano proprio l'odore della bottega. Si comprava per lo più facendo 'segnare sul libretto'. Era un punto d'incontro per le donne e di riferimento per molti uomini. In Ciro le persone avevano grande fiducia; lui rispettava le regole ma non si faceva intimidire, sapeva le cose, con carisma conciliava i litigi, affascinava le donne. Era bello. Nonostante le disgrazie e le violenze subite, cresceva tutti i suoi sette figli facendoli studiare e desiderare il futuro. E ora li aveva lì con sé, in una giornata che voleva dire pace. Lì c'era Wanda, la più grande, già maestra con Mario, suo marito e Marzio, il suo bambino di dieci mesi. C'era Ettorina, anche lei diplomata, con un carattere allegro e positivo; Giovanni, ma per tutti William, vent'anni, partigiano della Brigata d'assalto Garibaldi, che era tornato dopo giorni e giorni di battaglie sul Po e che ora già progettava di iscriversi alla facoltà di architettura; studiava ancora Cosetta di diciassette anni dal dolce sorriso, affettuosa e premurosa con i fratelli. Poi i piccoli: Raffaella di tredici anni, minuta con lucidi riccioli neri; Sauro di undici anni, silenzioso lettore di ogni pagina stampata trovasse e Massimo di sette anni, ingegnoso, sempre a trafficare. Il paese era felice; sembrava respirare con la primavera, la libertà, la vita. Tutti erano andati incontro agli americani quando nel pomeriggio erano entrati sino nel cuore del paese coi loro carri armati. Due erano fermi proprio davanti alla bottega e Massimo era riuscito a convincere il capitano a metterlo sul carro. Era fuori di sé dalla gioia. Eppure Wanda era spaventata. Aveva sognato che cadeva una bomba sulla casa la notte, proprio quella notte. Un sogno così vivido e terribile che le fece prendere il suo bambino in braccio e uscire per andare dai soldati a chiedere se davvero la guerra fosse finita. Wanda fermava ogni soldato e chiedeva: 'è finita? Potrebbe cadere una bomba?'. I soldati le rispondevano sorridendo, a volte anche con una risata, ma con pazienza le spiegavano che non c'era nulla da temere, che loro erano lì ormai, lo vedeva anche lei, che stesse tranquilla... Ma se la ragione suggeriva a Wanda di accettare le risposte, l'inquietudine non si spegneva. Certo si tratteneva, per timore, ma se qualcuno l'avesse osservata ne avrebbe notato la serietà improvvisa sul volto. Venne la sera e nella casa di Ciro, come in tutte le case di Suzzara, l'allegria imbandiva anche la cena più modesta. La luce in cucina illuminava la stanza. C'era una gioiosa confusione. I bambini felici per l'insolita abbondanza mischiavano grida a giochi, a coccole, che i grandi prodigarono sino a tardi. Sino all'ora di andare a dormire. Come a non volersi staccare l'uno dall'altro, ripetevano la promessa di ritrovarsi la mattina dopo. Wanda volle credere che tutto sarebbe andato bene. Erano quasi le undici. Ciro, come sempre prima di andare a dormire, uscì nel cortile per chiudere la legnaia e controllare che nel rustico tutto fosse a posto. Fu allora che udì un boato terribile. Poi più nulla. Uscì dal rustico e non vide più la sua casa. Solo un cumulo di macerie. Cominciò subito a scavare con le mani. Si accorse che delle persone guardavano dalle case vicine e gridò aiuto, aiuto e non capiva perché nessuno accorreva. Non si accorgeva che l'aereo era tornato e mitragliava. La bomba gli aveva rotto i timpani. Trovò Massimo ferito ma vivo, poi Ciro continuò a scavare e la gente cominciò ad avvicinarsi. Si salvarono anche Marzio, Sauro, Wanda Adelmina Ettorina e Mario, le vittime furono Massimo, Cosetta e William. Non si seppe mai con certezza chi sganciò la bomba. E la vita continuò. Ciro ricostruì la sua casa e una nuova bottega e continuò a prendersi cura dei figli, anche di quelli che non c'erano più. Tutti i giorni andava al cimitero. Nel silenzio di un colloquio interiore, puliva e abbelliva le tombe. D'estate portava le zinnie che lui stesso coltivava per loro. Di mese in mese, per anni, ha risparmiato il 'risarcimento' che riceveva, fino a che non raggiunse una somma sufficiente per costruire una cappella. 'Ho risparmiato i soldi dei miei figli perché potessero abitare la loro casa. Come tutti...', diceva scegliendo, tra le tante, proprio i fiori che gli sembravano più belli

Seconda storia: Skying Blind: i crashed at 70 mph

«Ero di nuovo arrivata oltre il traguardo e di nuovo non mi sono fermata. Oltre a una commozione cerebrale a quel punto ho cominciato a sentire dentro di me una paura che non avevo mai avuto prima». 
Millie Knight è una sciatrice britannica ipovedente che nonostante le numerose vittorie avvenute negli anni, nel momento migliore della sua carriera ha avuto due cadute che hanno compresso le sue certezze. Skying Blind: I crashed at 70 mph è un articolo della  BBC scritto da Beth Rose che ha raccontato la sua vicenda, la storia che vi raccontiamo questa sera è tratta da qui, leggetela anche voi!

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