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Non è un Paese per Giovani

Giovannino in fuga

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Pensare a me da piccolo mi fa tenerezza, anche se non ero così calmo e amabile come bambino. Scappavo sempre. Mia madre si raccomandava di stare fermo e invece io, che mi sentivo sempre in gabbia, scappavo via, senza una meta precisa, solo per il gusto di disubbidire.
Pensare a me da piccolo mi fa tenerezza, anche se non ero così calmo e amabile come bambino. Scappavo sempre.  Mia madre si raccomandava di stare fermo e invece io, che mi sentivo sempre in gabbia, scappavo via, senza una meta precisa, solo per il gusto di disubbidire. Però se penso a me il giorno in cui mi comprarono il costume a righine bianco nere, mi prende uno smalvino, come direbbe mia madre. Ero così felice che mi presentai sulla spiaggia gridando: costuminoooo! Tutti gli amici mi guardarono e rimasero di stucco. Almeno così parve a me. Mia madre conosceva esattamente i miei gusti, tanto che ho sempre pensato che mi avesse inculcato i suoi, perché non era possibile, porca miseria, che tutte le volte che mi regalava qualcosa, non sbagliasse mai. Fino alla fine, eh? Un anno prima di morire mi regalò una camicia e scelse esattamente quella che avrei scelto io. Comunque, quel costume a righine era come quello di Superman per me, aveva super poteri. Ta taaaa! Eccomi qua amici della spiaggia, oggi sono affari vostri, ho il costumino a righe, come fate a competere? Ero sicuro di questo, eh? Quando lo indossavo non ce n'era per nessuno. Tanto è vero che Luca e Massimino, ne cercarono uno simile, ma le loro mamme non erano come la mia e finirono per avere una sottomarca sbiadita con righe molto più grosse che li intoppavano come due carcerati. Da piccolo, dipendevo totalmente da mia madre e credevo che lei sapesse tutto di me. Mi aveva fatto credere che mi vedeva anche quando stava girata di spalle, o addirittura quando non c'era. Ma io scappavo lo stesso, non con un senso di ribellione verso di lei, tanto è vero che una volta le proposi di scappare come me, ma era proprio un senso innato per la fuga. Credo infatti che se dovessi mai andare in galera io tenterei l'evasione al 100%. Anche quella coi lenzuoli annodati, che ormai è solo sulle barzellette della settimana enigmistica. Ero il mago dei nascondigli introvabili. Scavavo tunnel sotto la sabbia, rubavo chiavi delle cabine, entravo nelle macchine al parcheggio. Nessuno mi trovava, doveva essere una mia decisione, quella di tornare. Dettata poi sempre dalla fame, è chiaro. Verso l'una mi prendeva un languore allo stomaco e pensavo che c'era il ragù della Lina che mi chiamava: Giovanniiii, che fai lì al caldo dentro quella 600 di uno sconosciuto? Vieni che mi freddo sennò, corri che mi mangia tutto il nonno, quello non ha pietà, lo sai. Dai sbrigatiiii. 
Di pomeriggio un pisolino forzato di un'ora e mezzo e poi di nuovo sulla spiaggia a sfoggiare il costume in tutte le salse. Asciutto, bagnato, appeso all'ombrellone...
era il mio vanto, il passaporto per un’altra vita. Io amavo mia madre, la guardavo mentre si metteva la crema solare e pensavo: peccato che debba fuggire, avrei passato volentieri tutta la mia vita con questa donna, ma devo andare, il mondo della fantasia mi chiama, io sono un fuggiasco, un disubbidiente, la società non mi avrà mai, sono ribelle, zingaro e nomade, fino all'ora di pranzo s'intende, dopo si torna a casa, ma solo per il tempo di divorare le zucchine ripiene o la parmigiana di melanzane, poi, via di nuovo, verso altri lidi, altre conquiste. Io amavo mia madre più di ogni altra cosa e quando sentivo la sua voce disperata che mi chiamava, a volte non resistevo e uscivo allo scoperto dicendo: sono qui, mi arrendo, mi costituisco, lo faccio per te mamma, venitemi a prendere e andavo verso di lei, dando i polsi, come per essere ammanettato. Oh madre, madre mia, la tua voce che mi chiama è come un filtro magico, un incantesimo d'amore. Per te avrei fatto tutto, avrei anche rinunciato alle zucchine ripiene. Purtroppo devo lasciarti adesso, mia adorata, quello strano senso di non appartenenza a questo mondo mi fa fuggire ancora, ma tornerò: "non disperar per me, oh Madonna, voi che odorate di dolce sosta" prendo in prestito questi pochi versi per salutarti e ringraziarti di essere sempre l'unica che continua a cercarmi anche quando tutti gli altri si sono stufati, perché senza il cacciatore non esiste la preda, senza nessuno che ti insegue non esiste la fuga. Vado adesso, vado mentre dormi al sole d'agosto, mentre hai riposto ancora una volta la tua fiducia in me che ti ho appena promesso che starò buono a giocare con la paletta e il secchiello, vado madre mia, addio, ci vediamo all'una.
 

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