Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Gettoni di Filosofia

Tra poche parole è difficile nascondersi

Ascolta l'audio
Nicolas Gomez Davila dedica la sua intera esistenza adulta alla composizione di pensieri frammentari e annotazioni concise.
Il corpo di Escolios conta oltre diecimila brevi frasi. Come ha scritto il suo più acuto interprete Franco Volpi, a cui si deve la “riscoperta” di questo filosofo a partire dagli anni Novanta, Gómez Dávila aveva la “maledetta ambizione” «di mettere sempre un libro intero in una pagina, una pagina intera in una frase e questa frase in una parola». I suoi frammenti sono fatti della stessa pasta della poesia; la frase deve avere (e gli riesce sempre) «la durezza della pietra e il tremolio delle foglie», per dirla con le sue parole.
Per questo è considerato un maestro dell’aforisma, anche se lui stesso ha sempre negato che le sue annotazioni appartengano a questo genere: piuttosto, scrive, i suoi «sono tocchi cromatici di una composizione pointilliste». 
E il motivo di questa scelta la spiega lui stesso: «l’esposizione didattica, il trattato, il libro si addicono soltanto a chi sia pervenuto a conclusioni che lo soddisfano. Un pensiero vacillante, pieno di contraddizioni, che viaggia senza comodità nel vagone di una dialettica disorientata, tollera appena la nota, perché gli serve da punto di appoggio transitorio». Ecco perché, continua Gómez Dávila, le mie frasi «le proclamo di importanza nulla e, per questo, sono note, glosse, scolii, voglio dire: l’espressione verbale più discreta e più vicina al silenzio».
Le sue annotazioni riguardano gli argomenti più disparati: Dio e il mondo, il tempo e l’eternità, l’uomo e la sua destinazione, la Chiesa e lo Stato, il pensiero e la poesia, la ragione e la fede… E tutte sono folgoranti: invitano, anzi obbligano alla riflessione – e allo stesso tempo, grazie alla loro foggia raffinatissima, restituiscono un inconsueto appagamento estetico. 
Di fronte ai volumoni degli altri filosofi suoi contemporanei Gómez Dávila è sprezzante: la loro prolissità li rende “incontinenti”, il loro «non è un eccesso di parole, ma una carenza di idee». Al contrario, scrive ancora, lo scritto frammentario «si fa poesia nel momento in cui ci obbliga a completare le sue curve mutile». Ma la scelta del frammento non è soltanto di ordine estetico, ovvero la necessità di far rientrare le sue frasi nel registro della pura bellezza. La sua è prima ancora un’opzione filosofica: l’enunciazione secca, diretta delle idee obbliga al “pensiero onesto”, senza reticenze e nascondimenti. Afferma che «il discorso continuo tende a occultare le rotture dell’essere”, mentre “in filosofia, ciò che non è frammento è inganno”. 
Anche perché, come scrive in una meravigliosa sentenza, «tra poche parole è difficile nascondersi come tra pochi alberi».

 

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta Uno "zero di ebraismo"

Uno "zero di ebraismo"

22/07/2019

Il nome di Gershom Scholem brilla nel firmamento ebraico: già in vita riconosciuto e acclamato come un grande studioso, è oggi un riferimento obbligato di qualsiasi discorso sulla tradizione ebraica o sugli studi dedicata alla cabala, di cui è stato il maggiore interprete del Novecento – e forse di sempre.

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Il devoto intemperante

Il devoto intemperante

23/07/2019

Fin da giovanissimo Gershom Scholem, che era nato nel 1897,  rifiutava le sue radici di ebreo tedesco borghese: secondo lui gli ebrei tedeschi erano vissuti fino ad allora nella vana e illusoria glorificazione della simbiosi tedesca, e soltanto i sionisti se ne rendevano conto. Però, allo stesso tempo, criticava aspramente il sionismo in quanto incapace di esser portatore di un radicale e necessario rinnovamento dell'ebraismo. 

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta L'amico geniale

L'amico geniale

24/07/2019

Nel 1915 Gershom Scholem fece un incontro che gli cambiò la vita. In un'annotazione del suo diario, scrive che se trovò la sua strada fu soltanto grazie a quell'incontro. Scrive Scholem: «la più grande esperienza della mia vita: entrare in contatto con un uomo di assoluta grandezza che ha influenzato la mia vita non con il suo insegnamento ma con il suo essere». 

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Gerusalemme, "tornare a casa"

Gerusalemme, "tornare a casa"

25/07/2019

Gershom Scholem arrivò a Gerusalemme nel 1923, a 25 anni. Subito gli fu offerto un posto come responsabile della Sezione Ebraica della Biblioteca Nazionale.

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Radio Tutta Italiana

Rai Radio Classica

Rai Radio Techetè

Rai Radio Live

Rai Radio Kids

Rai Isoradio

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Canali Overview

Nessun risultato per