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Prima pagina

PRIMA PAGINA del 1 giugno 2019

PRIMA PAGINA del 1 giugno 2019
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con Stefano Folli

Una giornata da sbando


La giornata è cominciata con i mercati in fibrillazione per l’approvazione all’unanimità della mozione parlamentare per istituire i minibot, anticamera per uscire dall’euro. Una mozione che l’opposizione ha approvato, ma non ha capito. E che il ministero dell’Economia ha dovuto smentire nonostante il governo avesse espresso parere favorevole (su una materia che però è di competenza del Mef). La giornata è terminata, cosa difficile da immaginare, in modo ancora più surreale soprattutto per i tecnici di via XX Settembre e per il ministro Giovanni Tria. 
In serata è arrivata la smentita “nel modo più categorico” del ministero in merito al contenuto, circolato via agenzie stampa, della lettera di risposta al richiamo della Commissione europea ce potrà aprire una procedura sanzionatoria per mancato impegno a ridurre il debito.
Nella lettera, nella versione circolata, si parlava di un taglio della spesa per welfare per evitare un aumento dell’Iva (e rispettare gli obiettivi di deficit). Un testo redatto in seguito alla visita al ministero di Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia (viceministro dell’Economia), Claudio Borghi e Alberto Bagnai, economisti no euro salviniani. L’alleato di governo, il M5s, non era stato coinvolto nella discussione e il pluriministro Luigi DI Maio ha risposto nel pomeriggio che il M5s “non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi”. 
Di qui l’intervento del premier Conte che ha chiesto verifiche “anche giudiziali” sulla fuga di notizie e la conseguente smentita categorica di Tria al testo.
E dunque abbiamo un ministro dell’Economia che non sapeva niente della mozione parlamentare che accompagna l’Italia fuori dall’euro, un vicepremier che non sa cosa fa l’altro e costringe il governo a smentire se stesso e un premier che chiede di indagare sulla persona responsabile, Il tutto, ça va sans dire, a mercati aperti. Un’ordinaria giornata di un governo allo sbando nella quale le considerazioni finali del governatore Ignazio Visco hanno descritto un paese deviante dalle altre nazioni europee sotto qualsiasi profilo economico e sociale. L’unico aspetto che Banca d’Italia non ha considerato è quello psichiatrico.

Stefano Cingolani – Il Foglio
 

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