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Classicaradio

Il mutar delle forme in corpi nuovi

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C. Ditters von Dittersdorf, Les 4 âges du monde
A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi / mi spinge l'estro. O dei, se vostre sono queste metamorfosi, / ispirate il mio disegno, così che il canto dalle origini / del mondo si snodi ininterrotto sino ai miei giorni.” Così Ovidio apre le sue Metamorfosi. Il suo disegno di narrare in versi una sorta di storia cosmica si concretizzò tra il 3 e l’8 d. C.: 15 libri, duecentoquarantasei storie di dei e di umani diventate per noi l’enciclopedia del mito per eccellenza. Come altrove accennato (>>>) i racconti mitologici di Ovidio sono uno dei massimi serbatoi per tante opere – musicali pittoriche scultoree – particolarmente nel corso del Sei e Settecento.

In musica si tratta soprattutto di opere vocali, nella forma del canto accompagnato, per lo più solistico, con cui il testo viene massimamente valorizzato. Ma Ovidio ha ispirato direttamente ed in modo esplicito anche alcune opere strumentali di un autore molto prolifico ed importante al suo tempo, considerato oggi in deciso subordine rispetto ai grandi del Classicismo: Carl August Ditters von Dittersdorf.

La vita di Carl Ditters nella Vienna di metà Settecento vede un percorso molto simile a quello di tanti contemporanei: un talento musicale manifestato fin da bambino, gli studi di strumento e composizione, le esperienze come strumentista in orchestre teatrali e non, l’impiego come maestro di cappella, l’approdo al teatro musicale.

Molto apprezzato per il suo estro creativo, il Ditters scrisse oltre trenta opere (una delle quali mise inizialmente in ombra le mozartiane Nozze di Figaro …); nel genere della Sinfonia superò le 108 del suo amico Haydn, componendone circa 120. Il musicista viennese guadagnò ambiti riconoscimenti tra cui, come Mozart, l’Ordine dello Speron d’Oro dal Papa e, dall’imperatrice Maria Teresa il titolo nobiliare per cui cambiò il suo cognome in Ditters von Dittersdorf. Un celebre aneddoto ricorda Carl suonare in quartetto accanto a Haydn e Mozart (quarto, il meno noto Vanhal).

All’inizio degli anni ‘80 le Metamorfosi di Ovidio conquistano Dittersdorf: il suo progetto è comporre 15 Sinfonie accompagnate da un’illustrazione e un testo che descrivano il mito relativo. L’idea riesce solo in parte, sei sono i lavori effettivamente realizzati come Sinfonie (Le quattro età del mondo, La caduta di Fetonte, La trasformazione di Atteone in cervo, Andromeda liberata da Perseo, La pietrificazione di Fineo e dei suoi compagni e I contadini della Licia trasformati in rane) mentre altri tre furono completati soltanto per pianoforte a quattro mani.

Circa vent’anni prima della Sinfonia Pastorale, che Beethoven scrive nel 1808, le Sinfonie sulle Metamorfosi di Dittersdorf sono una interessante anticipazione della cosiddetta musica a programma di un cinquantennio dopo: del 1830 infatti è la Sinfonia Fantastica di Berlioz, considerata l’avvento ufficiale di questo genere dichiaratamente descrittivo.

Le Quattro età del mondo è la prima delle Sinfonie ispirate alle Metamorfosi di Dittersdorf, che accompagna i quattro movimenti coi versi di Ovidio: un originale Larghetto iniziale “Per prima fiorì l’età dell’oro, che senza giustizieri o leggi, spontaneamente onorava lealtà e rettitudine”, quindi l’Allegro e vivace “Quando Saturno fu cacciato nelle tenebre del Tartaro e cadde sotto Giove il mondo, subentrò l’età d’argento, peggiore dell’aurea, ma più preziosa di quella fulva del bronzo”; con un Minuetto il musicista illustra l’età del bronzo “d’indole più crudele e più proclive all’orrore delle armi” per chiudere in Prestissimo con “quella ingrata del ferro; e subito, in quest’epoca di natura peggiore, irruppe ogni empietà”. Il linguaggio di Dittersdorf, vario nella strumentazione e ricco di spunti espressivi, si innesta nella traccia del migliore Classicismo, di cui questo musicista è un validissimo esponente.

Carl Ditters von Dittersdorf
Sinfonia n. 1 in do maggiore “Les 4 âges du monde”
 - Larghetto
 - Allegro e vivace
 - Minuetto con garbo
 - Finale: Prestissimo


Orchestra Sinfonica di Roma della Rai
direttore, Bruno Maderna

Registrazione del 6 agosto 1961

Heinrich Eduard Wintter:
Carl Ditters von Dittersdorf, incisione (1816)

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