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PRIMA PAGINA del 30 aprile 2019

PRIMA PAGINA del 30 aprile 2019
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con Carlo Marroni

Il filo nero che porta a Viterbo

 
Sorridono in una foto di gruppo del 25 aprile i ragazzi dell’Old Manners Tavern: pelati e palestrati,maglie nere con la tartaruga di CasaPound. Spavaldi, «pronti a tutto». Perché ancora la vita era solo caccia ai rossi e «cinghia mattanza», l’uso contundente della cintura, volante nera nelle valli dei monti Cimini e parate in onore di Pietro Calistri, «il pilota del Duce»: tosta come un pezzo degli Zetazeroalfa; un delirio ora diventato anche altro («fascisti stupratori infami» qualcuno ha postato sotto la foto), proprio qui nel centro di Viterbo, nella taverna «delle vecchie maniere» in piazza Sallupara, casa di questa seconda generazione di camerati, poco più che diciottenni, che risalgono quelle valli carichi di rabbia, da paesini come Vallerano, Vignanello, presepi per i turisti, bolle piene di nulla per loro. «Non serve una borgata romana per far crescere ragazzi fascisti. Bastano una sinistra che litiga con se stessa e una crisi sociale. Loro allora cercano chi gli dica: vieni, io ho la bacchetta magica», mormora Gianluca Gregori, operaio e consigliere comunale di Vallerano. Non serve Torre Maura.

C’è un filo nero che unisce questi paesini e la centralissima piazzetta dello stupro viterbese. Lo stesso filo che ne lega i protagonisti in un rosario di aggressioni e violenze, ormai sgranato da quattro o cinque anni e segnato dall’omertà. Il sindaco forzista di Viterbo, Giovanni Maria Arena, scrolla il capo: «Mi pare azzardato collegare le attività di CasaPound a un fatto criminoso e vigliacco». Forse gli scappa un po’ la frizione sulle parole: «È bullismo che non c’entra con l’ideologia». Il «bullismo» viene raccontato da video dello stupro che i poliziotti di Viterbo descrivono come troppo bestiali per essere visti. Il sindaco non sente nemmeno quello stantio odore di orrori anni Settanta, da San Babila Ore 20 e da Circeo, quell’uso della donna che ha impregnato molto gli scantinati di una certa ideologia. E ignora ciò che dalle sue parti è noto a tutti («mi dice una cosa che non sapevo»): a Vallerano il numero uno e il numero due di CasaPound in consiglio comunale sono coimputati nell’aggressione di Paolo, un ventiquattrenne della vicina Vignanello colpevole di ironie verso il Duce. Il numero uno è stato condannato in primo grado, si chiama Jacopo Polidori, è il presidente del circolo di CasaPound Cimini e ha preso al ballottaggio per sindaco la bellezza del 21 per cento dei voti (poco più di trecento, certo, ma in un paesino di 2600 anime). Il numero due è Francesco Chiricozzi, arrestato per lo stupro dell’Old Manners, appena 19 anni ma una sfilza di guai alle spalle lunga come un palo del telegrafo. Il sindaco di Vallerano, Adelio Gregori, pd, è molto più esplicito del suo collega di Viterbo: «I trecento che li hanno votati sono complici morali di questa gente, questi che io definisco un partito politico tra virgolette».

Dieci anni fa i fascisti del terzo millennio sbarcarono quassù proprio col rock nero degli Zetazeroalfa: «Ed è stato sottovalutato il fenomeno, mettevano striscioni, facevano scritte, coinvolgevano ragazzini. Bisognava fermarli prima, ora pensano di poter fare qualsiasi cosa». Nella taverna di Viterbo si servivano «aperitivi antipartigiano», nella sede di Vallerano, appena sotto il Comune, campeggiano slogan sulla vittoria e il fascio littorio. Pareva colore, come i cori nella curva della Viterbese o la doppia acca (per Heil Hitler) che qualche testa marcia si fa tatuare sulle palpebre. Stava già diventando altro.

Il filo nero intessuto di violenza che il sindaco di Viterbo fatica a vedere si comincia a dipanare da novembre 2014, alla partita tra il Magliano Romano e l’Ardita San Paolo (una squadretta vicina ai collettivi antagonisti). Gli arrestati di ieri sono poco più che bambini, qui appare la prima generazione, militanti che fanno irruzione sugli spalti: nove verranno presi dalla polizia. Tra loro ci sono Diego Gaglini ed Ervin Di Maulo. Gaglini era candidato sindaco di CasaPound proprio a Viterbo nel 2013. Di Maulo, che nel frattempo ha chiuso i conti con la giustizia, è, secondo fonti della questura, un collaboratore di Claudio Taglia, il chirurgo maxillofacciale scelto da Iannone e camerati come candidato alle Europee (inutili i tentativi di contattarlo per un commento). Il 20 marzo 2015 si passa alle coltellate fuori da un bar di Vignanello (in quattro sono a processo). Nei boschi ci si allena all’uso della cintura per ferire. E in qualche parco di Viterbo, come Prato Giardino, invaso dagli spacciatori africani, i raid dei giovani fascisti non sono così sgraditi alla cittadinanza. «Hanno più consensi che voti», spiega un dirigente comunale che preferisce l’anonimato.

In qualche modo sembra di risentire il brusio di approvazione di un altro posto tranquillo per antonomasia, Macerata, di fronte alle gesta criminali di Luca Traini. Il resto è cliché. Come la raccolta alimentare «per famiglie italiane», fatta qui come altrove. Anche il piccolo Chiricozzi vi partecipava pieno di empatia per i nostri poveri. La stessa empatia che lo spingeva a pubblicare post sulla difesa della donna bianca dai «negri» stupratori.

Goffredo Buccini – Corriere della Sera

 

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