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PRIMA PAGINA del 15 aprile 2019

PRIMA PAGINA del 15 aprile 2019
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con Paolo Lambruschi

La generazione in movimento oltre l’Europa


Non tira una buona aria, in Europa. Verso l'Unione Europea. La UE. Si respira, invece, un'aria tesa, che complica i rapporti fra i Paesi. Fra l'Italia e la Francia, per le vicende legate alle migrazioni. Al sostegno espresso dal M5s ai Gilet Gialli. Ma anche tra il Regno Unito e la Ue. Per le difficoltà che frenano l'accordo sulla Brexit. Un tema che genera tensioni anche tra Francia e Germania. Non ci resta che sperare nei giovani, che rappresentano il futuro. Sono considerazioni suggerite dall’Osservatorio europeo sulla sicurezza curato da Demos con la fondazione Unipolis. […]

In Francia, ma soprattutto in Italia, oggi il sostegno alla UE viene espresso da poco più di un terzo dei cittadini. […] E’ il riflesso del cambiamento nei rapporti economici e di potere. Infatti, nella Ue, la Germania ha occupato ed occupa il centro. Nel Regno Unito invece, il sentimento europeo ha in-seguito un percorso “di confine”. Segnato dalla Brexit. Tutt’ora incompiuta. […] In Italia, come si è detto, il sentimento europeo di conferma “prudente”. Gli italiani sono europei “nonostante”. Non amano la Ue ma temono le conseguenze di una eventuale uscita. Dall’Euro e dalla Ue. Così i due terzi preferiscono non rischiare. Il problema, descritto da questo profilo del “sentimento” popolare, non evoca euro-scetticismo. Tanto meno anti-europeismo. Semmai un diffuso euro-cinismo, che riduce e riassume l’Unione Europea in un “vincolo” dal quale non ci si vuole liberare per timore, piuttosto che per scelta. Così la Ue rischia di trasformarsi in un soggetto senza identità. Un progetto senza destinazione. Dunque: senza destino e senza futuro. 
Il futuro, appunto. E’ un concetto affidato – e legato – inevitabilmente ai giovani. Alle nuove generazioni. Ai nostro figli. […] Per questo conviene “sperare” davvero nei giovani. I quali, peraltro, sembrano consapevoli di questa responsabilità. Di “custodi della speranza”. E, per questo, sono sempre più “in movimento”, come è avvenuto un mese fa. Quando hanno riempito le piazze e le strade. In Italia e nel mondo. Contro il deterioramento climatico. […]

Proprio i “giovani” dimostrano un legame diverso, più “forte”, con la Ue. Tanto più dove appare più “debole”, nel resto della società. Nel Paese della Brexit, l’UK, nella popolazione compresa fra i 15 e 24 anni, il grado di fiducia verso l’Unione europea raggiunge il 65%, quasi 30 punti in più rispetto alla media dei cittadini. Questo sentimento si riproduce, in misura intensa, anche fra i “giovani-adulti”, che hanno fra 25 e 34 anni (53%). Lo stesso avviene in Italia, dove il sostegno all’ideale europeo è condiviso da quasi metà dei più giovani, mentre fra gli adulti si dimezza. E tra i più anziani supera di poco il 30%. […]

Tuttavia, dovunque, dalla Germania all’Italia passando per la GB, i giovani costituiscono i sostenitori più convinti dell’Europa unita. Malgrado il futuro, di fronte a loro, appaia un orizzonte grigio. La posizione economica e sociale dei giovani infatti è ritenuta peggiore rispetto a quella dei genitori. Tanto più dove la prospettiva europea è vista con maggiore sfiducia. […] Anche in questa prospettiva però, i giovani si confermano i più ottimisti. O, almeno, i meno pessimisti. Perché, le altre generazioni possono illudersi di essere per sempre giovani. […] 
Ma, per i giovani, il futuro è una prospettiva “lunga”. Reale. I giovani, oggi, sono una “generazione itinerante”. Oltre i confini. Nazionali. Ma anche dell’Europa. Una generazione globale. In “movimento”.
 
Ilvo Diamanti – la Repubblica
 

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