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Piazza Verdi

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“I doni, credi a me, conquistano uomini e dei”

(Publio Ovidio Nasone)

La Primavera di Baggio, stagione concertistica internazionale, sotto la direzione artistica di Davide Cabassi e Tatiana Larionova, torna nel 2019 con il suo carico di grandi artisti, programmi accattivanti, qualità straordinaria e attenzione al sociale. Il festival ha raggiunto la sua ottava edizione e avrà luogo nell’affascinante Chiesa Vecchia, simbolo del quartiere, tutti i venerdì (alle 20.45) e sabato (alle 18) dal 3 al 25 maggio 2019. Grande novità di quest’anno sarà la BA(ggio) S(infonietta), protagonista del concerto di chiusura, esempio unico di ensemble concertistico a prendere il nome del quartiere: un gruppo composto da musicisti eccezionali e grandi amici che ha esordito trionfalmente a Trento e che è pronto a suonare in Chiesa Vecchia un programma originale e straordinario. Da non perdere l’Aida di Verdi rivisitata dal fantastico Gomalan Brass Quintet, che festeggerà con noi il ventennale della sua attività, come anche il concerto del Collettivo21 che proporrà un programma dedicato al prog-rock in versione da camera, con musiche da Zappa ai Pink Floyd. Oggi ascolteremo proprio alcune esecuzioni a cura della Baggio Sinfonietta. Davide Cabassi ci parlerà anche della stagione concertistica di Kawai a Ledro la cui rinnovata vitalità propositiva si concretizza con la seconda edizione di Kawailiberi una mini-stagione parallela organizzata in spazi non concertistici ma distintivi della tradizione di culturale e ospitalità turistica della Valle di Ledro. E infine del Campus Musicale Estivo Kawai a Ledro diventato un punto di riferimento per decine di giovani musicisti italiani e stranieri, occasione di crescita musicale e di arricchimento culturale, ma anche di convivialità e di contatto con le bellezze naturali della Valle di Ledro. Il Campus Musicale Estivo è inteso come un incontro di talenti, un laboratorio di idee dal quale sono spesso nate collaborazioni di più ampio respiro, nuove occasioni e ingaggi presso rilevanti enti concertistici e straordinarie realtà musicali.

L’ Associazione Amici di Anna, la cui finalità più importante si concretizza con la Borsa Teatrale Anna Pancirolli”, viene costituita a marzo 2001. Tutto questo è stato fortemente voluto da Dino Pancirolli e sua moglie per onorare la memoria della loro figlia Anna scomparsa a 24 anni dopo una lunga e inguaribile malattia. Il perché della Borsa Teatrale va ricercato nella scoperta di Anna, durante la sua malattia, del laboratorio teatrale Anabasi diretto da Silvio Castiglioni al CRT- Un’esperienza fortemente rivitalizzante per lei: nuove amicizie e nuove forze che le hanno consentito di affrontare le insidie del male con nuovo spirito. Dal 2 al 5 maggio 2019, presso Campo Teatrale l’Associazione Amici di Anna porterà in scena i lavori vincitori ex aequo della Borsa Anna Pancirolli 2018, lo spettacolo vincitore della Menzione Speciale Giuria Allievi Scuole di Teatro di Milano e lo spettacolo Vincitore del Premio Enea Ellero per il Teatro Sociale 2018.

In Per Ogni Dove il Trio Coltri Menduto Morelli si presenta con una formazione estesa a quintetto, a cui si aggiungono alcuni ospiti misteriosi. Con questo progetto il Trio Coltri Menduto Morelli propone un percorso musicale che vede l'incontro tra il repertorio tradizionale di un oboe popolare del nord Italia (piffero) e le sonorità delle cornamuse del centro Francia (musette e cabrette), intrecciati con le sonorità della fisarmonica. In questo viaggio fra danze e melodie popolari del nord Italia e del centro Francia il Trio Coltri Menduto Morelli dirotterà per altri luoghi delle culture popolari, passando per i Balcani, puntando verso la Scandinavia per poi tornare al Mediterraneo ... con piroette fatte di composizioni originali e rivisitazioni di arie antiche (la Follia), dove linguaggi e strumenti tradizionali danzano assieme a sonorità e generi contemporanei. Un percorso fra danze e canti che parlano di migrazioni, viaggi di uomini, strumenti, e melodie che non conoscono confini ed etichette.

Paola Piacenza ci porta al cinema con Torna a casa Jimi! regia di Marios Piperides.

Non è certo raro che un artista crei qualcosa prendendo spunto da emozioni forti, da eventi che possono cambiare la vita e uno di questi è di sicuro la nascita di un figlio. Negli anni novanta Massimo Colombo ha scritto alcuni cicli di musica per pianoforte solo e i 30 giochi sono in un certo senso la continuità di una ricerca che tende a concentrare in brani di breve durata un elemento stilistico, tecnico o ritmico. Si differenziano dagli altri cicli perché ogni brano rappresenta un gioco: Trenino, Aquilone, Nascondino e così via, sono giochi che il pianista ha immaginato avrebbe sicuramente affrontato il suo piccolo Giacomo nel corso della sua crescita. Dopo averli composti non li ha registrati integralmente. Solo lo scorso anno dopo 23 anni si è deciso a registrarli integralmente e la copertina l’ha realizzata proprio suo figlio che quest’anno finisce gli studi di fotografia ed entra nel mondo del lavoro come fotografo. Incontreremo oggi il pianista e compositore Massimo Colombo per ascoltare dalla sua voce e dal suono del pianoforte questa bella storia di reciproci doni tra padre e figlio.

Il Festival dei Diritti Umani quest’anno si fa in quattro: dopo le consuete giornate a Triennale Milano (2 - 4 maggio), l'evento nato per sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza dei diritti umani si sposterà in altre tre città italiane, Bologna (7 maggio), Firenze (8 maggio) e Roma (11 maggio). Il tema della quarta edizione è Guerre e Pace. Guerre al plurale. In questo periodo, quando un quinto del pianeta è in guerra, parlare di conflitti significa interessarsi delle enormi sofferenze di milioni di persone. Significa indagarne le cause e non chiudere gli occhi di fronte alle conseguenze: tensioni, squilibri, migrazioni. I conflitti, dunque, riguardano tutti noi. Sono un’ipoteca sul futuro dell’umanità: killer-robot, controllo sociale, devastazione del pianeta. Una sola pace. Perché non sia solo una parentesi tra la guerra di ieri e quella di domani, la pace ha bisogno di linguaggi non violenti, di pratiche benefiche e soprattutto di diritti uguali per tutti. Ne parliamo con il direttore del festival Danilo De Biasio.

Korabeat è un progetto nato a Torino dall’idea di Cheikh Fall, musicista senegalese di Dakar, maestro di kora lo strumento dei cordofoni assimilabile all’arpa a liuto, diffuso in buona parte dell'Africa occidentale, il cui utilizzo è molto presente nella musica tradizionale dell'etnia mandinka. Yakar (in italiano significa speranza) è il titolo del nuovo lavoro discografico del gruppo e non poteva che essere questo, visto che Yakar racconta e suona la speranza. I testi delle canzoni narrano storie, storie che partono dal Senegal e dai paesi vicini, e viaggiano sino ad arrivare a noi con l’intento di trasmettere un chiaro messaggio: qualunque cosa sia successa, si può ricominciare. Insieme. Nel loro sound la kora intrattiene un dialogo costante con il sax di Gianni Denitto, che, in costante equilibrio tra jazz ed elettronica, è in grado di spostare il discorso musicale su un nuovo livello. Anche le percussioni di Badara Dieng sostengono la ritmica insieme al basso di Andrea Di Marco, fondendo stili diversi e rivelandosi in perfetto equilibrio nella batteria di Samba Fall, capace di rispondere allo stesso tempo alle chiamate delle percussioni e creare groove afrofunk con il basso. Oggi ci fanno il dono di chiudere la nostra trasmissione con noi. Insieme.

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