Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Pascal

128: Attraverso la storia

Ascolta l'audio
Una ragazza in Cina e una donna coraggiosa

Playlist: 

LA STORIA - FRANCESCO DE GREGORI
SARO - SAM AMIDON
I'M CLEAN NOW - GROUPER
LA GUERRA DI PIERO - FABRIZIO DE ANDRÈ
COHIBA - DANIELE SILVESTRI


Prima storia: Flavia e Gianbattista di Flavia Ming

Ciao Matteo, sono una ragazza cinese, mi chiamo Mi, vivo a Canton, e ti scrivo dalla Cina. Ho cominciato ad ascoltare i tuoi programmi dal terzo anno universitario, cioè nel 2012. Studiavo la lingua italiana all'università, all'inizio il mio obiettivo era quello di migliorare la mia capacità di ascolto e conoscere meglio la cultura italiana, ma più ti ascoltavo, più mi piaceva. Lo ascoltavo quasi ogni giorno, certe puntate le ho ascoltate più volte. Ogni sera, camminando da sola sulla strada per tornare al dormitorio dall'aula, mettevo le cuffie e ascoltavo la tua voce. Le storie che raccontavi, mi portavano in posti lontani e sentivo di avere una finestra aperta verso un mondo lontano da quello in cui vivevo. Con immaginazione riuscivo a vederli come se fossero personaggi di un film. Ascoltandolo ho non solo migliorato le mie competenze linguistiche, ho anche iniziato a sognare di mandarti una mia storia ma non sapevo cosa potevo scrivere. Dopo l'università, durante un lavoro, ho conosciuto un tecnico italiano che si chiama Gianbattista. Pur essendo molto stressato per il lavoro che faceva, mi raccontava ogni tanto delle storie interessanti che mi facevano tanto ridere. Parlava tanto, a volte talmente tanto che non sapevo come fermarlo. Mi ha raccontato molte storie del suo lavoro e della sua vita, e mi ha consigliato tanti libri e canzoni. Un giorno, durante la pausa di pranzo, non mi ricordo di cosa parlavamo, a un certo punto ha menzionato che ascoltava anche lui la tua trasmissione. Gianbattista mi ha incoraggiato a scrivere anche qualcosa da mandarti. Grazie a lui ho pensato alla mia seconda storia, che svela un segreto della nostra famiglia.

La storia inizia dai miei nonni. Nacquero negli anni ‘30 e vissero la guerra di resistenza contro il Giappone da bambini. Mia nonna, perse la madre a 3 anni e il padre a 5 anni, aveva una sorella e un fratello. Sotto la minaccia di una fame costante, freddo d'inverno e lavoro eccessivo, mia nonna aveva un fisico molto debole e soffriva spesso di diverse malattie. Mio nonno è nato in una famiglia benestante, i suoi progenitori erano proprietari terrieri. Quando il tempo correva agli anni ‘60, un notevole cambiamento sociale ha rovesciato la carta del destino di quasi ogni persona: i ricchi di una volta e i loro discendenti sono stati condannati come "ladri che hanno rubato i beni dello stato, diavoli che hanno afflitto la gente povera", e i poveri sono diventati "i padroni del paese". I miei genitori sono nati "nel momento sbagliato", come dicono loro. Mio padre, essendo un nipote dei proprietari terrieri, soffriva della discriminazione sociale quando era fuori casa a lavorare e, quando tornava a casa, trovava mia nonna quasi sempre ammalata e mio nonno un uomo egoista che non si prendeva nessuna responsabilità e nessuna cura della famiglia. Ha vissuto la sua infanzia e gioventù con una povertà estrema e un'angoscia completa. Mia madre, è la terza figlia di una famiglia povera ma abbastanza "normale", ha sposato mio papà quando è finita la rivoluzione culturale. Un anno dopo il loro matrimonio, è nata mia sorella, la prima figlia.
Dopo la nascita, mia madre, nonostante abbia corso il rischio di perdere la vita durante il parto, non è stata curata dai miei nonni solo perché non ha fatto nascere un maschio, e la fissazione di avere un figlio per "continuare il lignaggio della famiglia" si è radicata nell'animo della gente. Sfortunatamente allo stesso tempo il governo sta eseguendo in modo molto rigido, a volte addirittura inumano, la politica del figlio unico, cioè "ogni famiglia poteva avere solo un figlio o una figlia". I miei, sotto la pressione dei miei nonni, soprattutto di mio nonno, e di critiche tradizionali, hanno deciso di fare un altro figlio. Siccome era illegale, tutto è stato fatto clandestinamente.  Il controllo delle nascite era diffuso, quando i funzionari del partito scoprivano persone che facevano figli illegali, portavano via le donne, costringendole ad abortire. Anche dopo la nascita dei figli illegali, andavano da queste famiglie per fare multe. Per chi non aveva soldi da pagare, portavano via i loro beni o persino demolivano la loro casa. I miei genitori si sono dovuti nascondere dai parenti come fossero delinquenti in fuga, vivevano qualche settimana da uno zio e qualche giorno da un altro. Dopo avere vissuto in segreto la gravidanza per mesi e mesi, mia madre è riuscita a partorire per la seconda volta. Purtroppo anche questa volta, non è arrivato il figlio maschio che aspettavano ma sono nata io. Sono stata una delusione per la famiglia, soprattutto per mio nonno. Dopo di me, ancora con l'ultima speranza, i miei hanno riprovato, ed è venuta un'altra figlia. Questa è la mia povera sorellina, che non ho mai visto. Colpiti dalla povertà e dal trauma psichico, mio padre era ammalato di una malattia acuta, mia madre non poteva lavorare. Volevano andare in città a lavorare per mantenere la famiglia, ma non avevano nemmeno i soldi per uscire di casa e iniziare un'altra vita. Mio nonno, al posto di dare il minimo supporto che poteva dare, li ha umiliati con parole maligne. Essendo incapaci a mantenere la famiglia, i miei genitori hanno preso una decisione e, a malincuore, hanno dato via la loro terza bambina ad una famiglia sconosciuta che voleva adottare una femmina. Sono già passati tanti anni, oggi nessuno sa dove si trovi lei e nessuno della mia famiglia ha provato ad andare a cercare questa figlia perduta. È rimasto un segreto della nostra famiglia ma anche un dolore permanente nel cuore dei miei genitori. Ogni volta quando pensano a lei piangono ma insistono di non andare a cercarla, perché secondo loro dal momento che l'hanno abbandonata, non hanno più il diritto di andare a cercarla. Comprendo la loro vergogna e il loro rimpianto di non avere fatto altro, ma rispetto anche la loro decisione di non cercarla. 
In questi anni, ho immaginato tante volte di incontrare per coincidenza una ragazza che mi assomiglia, di prenderla con un abbraccio stretto stretto e dirle: "Ti auguro tanta felicità per tutta la vita, se ci fosse un'altra vita, vorrei essere tua sorella e vivremmo insieme come una famiglia".

Seconda storia: Anna Marengo - Fiamma. Una storia non ancora finita

“Di una cosa ero assolutamente certa. La guerra che era stata appena combattuta, sarebbe stata l’ultima guerra".

Tra le tante storie di vita che la Resistenza ha lasciato ai posteri, c'è quella di Anna Marengo, nota anche con il nome partigiano Fiamma. Nonostante provenisse da una famiglia molto umile, e contravvenendo alle convenzioni sociali, nel 1939 Anna riesce a laurearsi in medicina. Proprio durante gli studi universitari conosce e si innamorerà Janos Beck, che la accompagnerà in tutte le fasi della vita. Entrambi partecipano ai movimenti di resistenza contro le dittature: Janos si arruola nella guerra di Spagna, Anna assiste e cura i partigiani nelle montagne piemontesi liberando Vercelli il 26 aprile del 45. Al termine della guerra i due non si incontrano per molti anni, fino a quando Anna viene a sapere che Janos era ancora vivo e si trovava in Ungheria, dove lavorava presso il Ministero degli Esteri della nuova repubblica. Qui però Janos viene arrestato per false accuse e deve perciò iniziare un lungo iter processuale per difendersi. Sono anni difficili anche per Anna, rimasta sola ad affrontare diverse difficoltà economiche. Nel 1954 Janos viene prosciolto dalla accuse e riabilitato al Ministero degli Esteri ungherese e i due possono finalmente sposarsi, Anna si trasferisce in Ungheria dove prende la cittadinanza ed accompagna il marito nei suoi viaggi istituzionali in giro per il mondo, addirittura fino in Sudamerica dove diventerà una delle più preziose collaboratrici della nuova Cuba di Fidel Castro.

Anna Marengo ha raccontato la sua vita nel libro "La storia non è ancora finita", che noi abbiamo scoperto grazie al blog "dal carcere alla libertà" di Elisa Malvestito. Leggetelo anche voi!
Anna Marengo a Vercelli durante un comizio nel 1945 (Fonte: Wikipedia)

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta 152: Grandi traversate

152: Grandi traversate

17/06/2019

Una partenza struggente e la storia di una donna che ha nuotato tra cuba e la florida

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta 151: La scatola dei ricordi

151: La scatola dei ricordi

07/06/2019

Un ritrovamento inaspettato in un mercatino e la genesi di un libro epocale

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta 150: Poteva essere una tragedia

150: Poteva essere una tragedia

06/06/2019

Una tragedia sfiorata e la storia di un carcerato condannato all'ergastolo disposto a tutto pur di proteggere la sua musica

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta 149: Alla fine ce l'ho fatta

149: Alla fine ce l'ho fatta

05/06/2019

Una ragazza che viene da una casa famiglia e la storia di un carcerato americano che voleva suonare il piano

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Radio Tutta Italiana

Rai Radio Classica

Rai Radio Techetè

Rai Radio Live

Rai Radio Kids

Rai Isoradio

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Canali Overview

Nessun risultato per