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Pascal

132: Era solo un cane

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Una notte in tenda e un cane che ha salvato una squadra di calcio

Playlist: 

CALL ME A DOG - TEMPLE OF THE DOG
LET'S TAKE A WALK - RAPHAEL SAADIQ
WALK OF LIFE - DIRE STRAITS
POLICE DOG BLUES - BLIND BLAKE

Prima storia: Cosi iniziò l'avventura  di Cristiana Pastorino

Ricordo ancora con molto affetto quella che avevo definito " settimana avventura" ed ho un'immagine, che è anche una fotografia dei miei amici, che poggiata la cartina contro il muro, scrutano l'itinerario. L'idea poi effettuata, era quella di fare una settimana a piedi per le nostre colline varcando il confine con la Liguria. Non doveva essere un record o un'immersione di sforzo fisico, ma un cammino al di fuori del tempo, nella natura, con un pizzico di avventura che subentra quando si fanno cose al di fuori dell'ordinario. Proponendo il progetto ai miei amici, e dunque sentendomi responsabile, mi ero informata sulle tecniche di primo soccorso ed attrezzata con un ricaricatore solare universale per telefoni. Avevo un mini fornelletto da campeggio, diverse buste liofilizzate per i pasti, le stoviglie necessarie ed il minimo dei vestiti per ridurre il più possibile il peso dello zaino, che, completo di tenda aveva già una buona consistenza sulle spalle! La partenza era da Acqui Terme e l'arrivo previsto alle Capanne di Marcarolo passando da Olbicella, Tiglieto, Rossiglione e Campo Ligure. La partecipazione fu con mio grande piacere e stupore emotivamente densa, anche se quella più concreta fu colta da 3 amici, uno alla volta, che si premurarono di non lasciarmi dormire da sola neanche una notte! Il primo fu Elio e la prima notte fu davvero agitata, per via di una preoccupante intrusione, ma già la partenza e l'intera giornata erano state singolarmente affascinanti e curiose. Con i nostri zaini ci imbattemmo subito in una bella salita adorna durante il percorso di ogni genere di frutto che sembrava volere essere segno di buon auspicio: more, mele, fichi e persino un po' di uva selvatica. Verso il termine della giornata, oltrepassammo un piccolo paese e decidemmo di dirigerci verso un borghetto di case prima del bosco dove chiedere l'acqua per lavarci, bere e cucinare per poi collocare la tenda per la notte. Preso tutto ciò che poteva contenere acqua oltre le borracce, un signore ce ne rifornì gentilmente, e appena posate le pentole colme presso il cortile dell’abitazione per poter organizzarci col trasporto, arrivarono di corsa i due cani di casa che si servirono subito dell'acqua! Non era il momento di fare gli schizzinosi, quindi ci dirigemmo verso una radura, dove montata la tenda, iniziammo a cuocere una zuppa. Dopo poco arrivarono di nuovo i cani. Probabilmente ci tenevano d'occhio! 
Uno dei due, dopo una breve perlustrazione, se ne andò via mentre l'altro si accovacciò con noi e prese a dormire, ma appena la zuppa fu pronta, drizzò le orecchie e così fu inevitabile dividere la cena! Ormai si era affezionato e quando Elio tornò alla tenda, dopo che si era allontanato per fare un giro, Bruce, così c'era scritto sul collare, fece subito la guardia sentendo dei passi che si avvicinavano! Bruce ci fece una bella compagnia e per quella sera decidemmo di lasciarlo stare con noi, ripromettendoci di portarlo a casa la mattina seguente. Ma intanto la notte iniziava a calare e così predisponemmo le nostre tende per dormire.
Tutto era quieto e non c'era nulla che poteva intimorirci, se non che durante la notte Elio mi chiama dicendomi che è certo di riconoscere il rumore di passi d'uomo. Drizziamo le orecchie. "Ma sei proprio sicuro?" gli chiedo. Lui mi dice che è convinto non si tratti di un animale, che è stato bene attento e sono proprio passi d'uomo. La cosa mi risulta davvero inquietante. Cosa ci fa un uomo di notte vicino alla nostra tenda? Forse un abitante delle case è venuto a vedere dove siamo, ma di notte? La faccenda ci intimorisce alquanto e dopo un po' decidiamo di sbirciare fuori dalla tenda, ma non percepiamo null'altro. Bruce inoltre dorme profondamente, possibile che non abbia sentito nulla? Comunque ci accorgiamo che inizia a piovere, così con un telo impermeabile ricaviamo anche un riparo per il nostro ospite che rimane sempre appena fuori dalla tenda, ma protetto. Dopo un po' riprendiamo sonno, ma ancora una volta ricominciano dei rumori. 
Questa volta sono io che mi sveglio, secondo me si tratta di cinghiali. Bruce intanto continuava a dormire. Ma era un cane o un ghiro? La cosa ancora una volta ci mette grande preoccupazione, sentiamo raspare tutto intorno ed addirittura contro la tenda! Io propongo di bucare la tenda dalla parte opposta e uscire. Elio ad un certo punto dirige la pila contro il rumore e questo sembra fermare l'animale, così usiamo come tecnica di allontanamento la pila e facciamo anche un po' di rumore, ma siamo davvero spaventati e stanchi, tanto che nonostante tutto torniamo ad addormentarci. Al mattino, usciti dalla tenda, Bruce era lì con noi e ci chiediamo se si fosse allontanato durante la notte per non far proprio nulla quando c'era il cinghiale, ammesso che ce ne fosse uno. Comunque ci prepariamo la colazione e intanto scopriamo che non c'è alcun a traccia di cinghiale attorno alla tenda, niente di niente. Ma com'è possibile? Ma certo che è possibile! Che sciocchi! Mi si accende la lampadina: non poteva essere altro che Bruce! Sicuramente svegliandosi per l'aumentare della pioggia voleva entrare nella tenda! Ecco chi raspava! Tanta paura per il nostro amico cane! Che avventura notturna! E che sciocchi! Ridendo della nostra fantasiosa paura, ci preparammo per lo sgombero e per portare a casa sua Bruce. Ma ancora una sorpresa ci aspettava! Il proprietario non era il signore della casa che ci aveva rifornito dell'acqua!! I cani erano venuti lì perché erano assetati ed affamati! L'altro cane probabilmente aveva preso la strada di casa, ma Bruce aveva preferito stare con noi. Che rammarico quando, telefonando al numero sul collare, capimmo che il suo padrone era un cacciatore e che quando si presentò, Bruce non gli fece alcuna festa. 
Che peccato non averlo tenuto con noi! Nonostante ci avesse fatto prendere una grande paura! 
E così proseguimmo il cammino, dispiaciuti per il nostro amico Bruce, ma felici che la notte fosse passata.
 

Seconda storia: il cane che ha salvato una squadra dalla retrocessione

"La palla finisce vicino ai piedi del poliziotto, quindi il cane vede il calciatore correre dritto verso l'agente, probabilmente pensa che lo stia attaccando e, non appena McNicol è a portata, si gira e gli morsica una gamba, affonda i suoi denti nella coscia del giocatore".
Siamo a Torquay, cittadina a sud-ovest del Regno Unito, con la squadra di calcio locale che si sta giocando all'ultima giornata la permanenza tra i professionisti. Una retrocessione non significherebbe solo un fallimento sportivo ma anche la fine della società e quindi del calcio a Torquay. Davanti ai propri tifosi però la squadra sta perdendo di due gol e lo spettro del dilettantismo si fa sempre più concreto. Sugli spalti la tensione è alta, al punto che i poliziotti devono intervenire per formare un cordone umano a bordocampo per garantire il regolare svolgimento della partita. Nel secondo tempo il Torquay accorcia le distanze e spinge per un gol che gli garantirebbe la salvezza. Quando all'improvviso avviene l'incredibile: un calciatore della squadra locale viene morso alla gamba da un cane-poliziotto. Il gioco viene interrotto per diversi minuti nello stupore generale. Alla ripresa dell'incontro però arriva il tanto atteso gol-salvezza. Il cane-poliziotto diviene il simbolo di quel giorno, un portafortuna senza il quale, dicono a Torquay, la società non esisterebbe più.
Abbiamo scoperto questa storia grazie a Losers, il documentario sportivo prodotto da Netflix, all’episodio 2 intitolato “I morsi della vittoria”. Per approfondire potete leggere anche l’articolo del The Guardian: “9 May 1987: Dog saves Torquay from relegation”, scritto proprio dal calciatore che venne mosrso, vale a dire Jim McNichol 

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