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Non è un Paese per Giovani

Il silenzio è d'oro

Il silenzio è d'oro
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La gente dà giudizi ma non sa di cosa parla. E' il nuovo mestiere degli ignoranti sui social. Straparlano senza la patente, esprimono opinioni nascosti dietro le parole: democrazia, soggettività, pensiero. In realtà è solo invidia sociale. 30 anni fa tutto ciò non accadeva, perché non esisteva la possibilità di farlo e l'invidia sociale restava sepolta. Oggi invece tutto viene a galla con la potenza di una bomba e poi, invece, si tratta solo di un petardo che dura il tempo dello scoppio.
La gente dà giudizi ma non sa di cosa parla. E' il nuovo mestiere degli ignoranti sui social. Straparlano senza la patente, esprimono opinioni nascosti dietro le parole: democrazia, soggettività, pensiero. In realtà è solo invidia sociale. 30 anni fa tutto ciò non accadeva, perché non esisteva la possibilità di farlo e l'invidia sociale restava sepolta. Oggi invece tutto viene a galla con la potenza di una bomba e poi, invece, si tratta solo di un petardo che dura il tempo dello scoppio. La gente si impiccia, vuole sapere e curiosare nelle vite degli altri, origliare alle porte, osservare col cannocchiale dalla finestra, pare che gli interessi più la vita del vicino che la propria. E allora vai col Grande Fratello, vai con i reality dove sei messo a nudo e vai col gossip e con Instagram. E tutti lì a guardare, sbirciare, considerare e soprattutto giudicare. Che brutta vita fate voi giudici. Costretti a sapere tutto di tutti. Io invece mi ritiro nelle mie stanze, non voglio sapere, non ho interesse per le vite degli altri, solo delle loro anime, questo sì, come esseri umani, ma per il resto, dove andate in vacanza non mi interessa davvero. C'è gente che parla di tutto. Tuttologi. Politica arte e scienza. E non hanno nemmeno un diploma. Gente che si esprime sul futuro dell'economia e manco riesce a mettere da parte un euro perché appena può si compra un cellulare nuovo da 1000 euro a 36 rate. Eppure tutto ciò è possibile. Il caos dei social regna sovrano e certa gente spara a zero su tutto solo per frustrazione, bile, invidia sociale appunto. E' il male di questa epoca. Voler essere ciò che non si è. Vivere vite parallele, patinate dalle foto e da post in cui ci si ritrae felici. Una donna appena diventata mamma che spiega ad altre donne incinte come si partorisce. Ma non c'erano delle persone apposta, specializzate a farlo? Ginecologhe, ostetriche. No, adesso basta avere Instagram e impari anche a partorire. E poi, giù con giudizi su tutto. Con una cattiveria e una spietatezza che è troppo esplicita. La gente ormai dovrebbe imparare di nuovo a stare zitta. A pensare, riflettere. Sapere quando è il momento di intervenire, invece di creare ogni giorno il caso mediatico o la vittima di turno. Mi fanno davvero pena tutti questi sfoghi, perché mostrano il fianco e descrivono un letto sociale molto basso, a terra, come un futon. Sul quale riposano solo gli invidiosi, i rancorosi, gli accaniti. Basta leggere un qualsiasi tweet indirizzato ad un politico o a un artista che si è esibito, per capire quale assurdo coperchio hanno sollevato i social. Apri bocca e gli dai fiato. Così mi diceva mia madre quando parlavo a sproposito. Insomma amici miei, non è necessario esprimersi su tutto e avere pareri e giudizi su qualsiasi cosa. E' bello anche lasciarsi sorprendere, meravigliarsi, sorridere, ma tutto in silenzio, recuperando quel vecchio stile un po’ vintage, ma che oggi sarebbe di moda, di quei signori d'altri tempi, che facevano capire il proprio disappunto con uno sguardo o un semplice colpo di tosse. I giudizi lasciateli ai giudici, che perlomeno hanno studiato per giudicare. Tutti gli altri, se proprio non ce la fate, fatevi sentire solo a colpi di tosse ma non a cazzate colossali.

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