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Leonora Carrington 5 | Il latte dei sogni

Leonora Carrington 5 | Il latte dei sogni
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«Una donna bianca si vestiva di nero. Nero su nero. Neri i pigiami e pure il sapone. Aveva tutto nero. Nero come la notte. Nero come il carbone. Ma quando piangeva, le scendevano lacrime blu e verdi come pappagallini. Quando suonava il flauto piangeva molto».
«Una donna bianca si vestiva di nero. Nero su nero. Neri i pigiami e pure il sapone. Aveva tutto nero. Nero come la notte. Nero come il carbone. Ma quando piangeva, le scendevano lacrime blu e verdi come pappagallini. Quando suonava il flauto piangeva molto».
È il Racconto nero della donna in bianco di Leonora Carrington, pubblicato nel Children’s corner, la sezione dedicata ai bambini della rivista S.nob. I suoi racconti per bambini trasformano in visioni, in incubi, le parole e le illustrazioni che Leonora fa sulle pareti di casa in Messico, disegni che facevano molta paura ai suoi figli. E per tranquillizzarli Leonora comincia a trasformare quelle immagini in storie fantastiche e buffe, che raccoglie in un quaderno privato e che pubblica su questa rivista, che si chiama S.nob, fondata nel 1962, alla quale collaborano oltre alla Carrington, Jodorowsky e tanti altri artisti della colonia surrealista messicana. Infatti nell'estate del 1942 Leonora aveva lasciato New York (dove nel frattempo era arrivato anche Max Ernst, che era stato liberato dai nazisti grazie all’aiuto di Peggy Guggenheim con la quale si sposa). Leonora, come molti altri artisti surrealisti in quel periodo, si trasferisce a Città del Messico. Sono così tanti che nella galleria Pecanins di Città del Messico ogni sabato si fanno feste, artisti e intellettuali vanno lì a ballare e bere tutta la notte: Carlos Fuentes, Garcia Marquez, Buñuel (Leonora fa da comparsa in un suo film e lui ricorda di quando, a una cena fuori, Leonora si allontana dal tavolo e dai commensali e va a farsi una doccia completamente vestita. Oppure quando organizza feste a base di sedute spiritiche, convinta di parlare con i morti. In particolare la Carrington diventa molto amica della pittrice Remedios Varo. E il poeta messicano Octavio Paz le descrive così: «Vi sono in Messico due “streghe stregate”: non hanno mai ascoltato voci d'elogio o di biasimo, di scuole o di partiti e molte volte hanno riso del padrone senza faccia. Indifferenti alla morale sociale, all'estetica e al prezzo, Leonora Carrington e Remedios Varo attraversano la nostra città con un'aria di indicibile e ineffabile leggerezza. Dove andranno? Dove le chiama l'immaginazione e la passione?». Nel frattempo, Leonora divorzia da Renato Leduc, e poco dopo conosce un fotografo ungherese, Chiki Weisz - braccio destro e amico di Robert Capa - con cui si risposa e dal quale avrà due figli. Per Leonora la maternità è una nuova fonte di ispirazione, come si vede nel dipinto Baby Giant, in cui c’è una donna dal corpo gigantesco circondato da mare, foreste e animali. Leonora, che è ambidestra, perfeziona la sua capacità di dipingere con entrambe le mani. E intanto continua ad approfondire gli studi di alchimia ed esoterismo, suggestioni che finiranno nella sua opera artistica, e in particolare nel suo capolavoro della maturità, un murales realizzato nel 1964 al termine di un lungo viaggio in Chiapas, dal titolo Il magico mondo dei Maya
Talentuosa, bizzarra e tormentata, Leonora Carrington è considerata da Dalí «la più importante artista surrealista donna» (e Leonora non scorderà mai quel "donna" nella frase). Infatti fin dai primi anni Settanta, Leonora Carrington oltre che punto di riferimento per i surrealisti lo è anche per le femministe e per chi lotta per i diritti della donne e dipinge Mujeres conciencia, il manifesto del movimento femminista, senza mai lasciare il suo realismo magico e alchemico, il suo simbolismo poetico ma inquieto. Leonora Carrington muore a 94 anni, a Città del Messico, il 25 maggio del 2011, un corpo minuto in una bara troppo grande. Secondo il poeta Octavio Paz Leonora era così: «Una poesia che cammina, che a un tratto sorride e si trasforma in un uccello e poi in un pesce, e scompare».

Bibliografia, per approfondire
Leonora Carrington. Un viaggio nel Novecento, dal sogno surrealista alla magia del Messico, di Giulia Ingrao (Mimesis)
Leonora Carrington, La debuttante (Adelphi)
Leonora Carrington, Giù in fondo (Adelphi)

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Il primo Poirot

07/10/2019

"Era un ometto dall'aspetto straordinario, alto meno di un metro e sessantacinque, con un portamento eretto e dignitoso. La testa era a forma di uovo, costantemente inclinata da un lato. Le labbra erano ornate da un paio di baffi grigi, alla militare. Il suo abbigliamento era inappuntabile. Penso che un granello di polvere gli avrebbe dato più fastidio di una ferita, eppure questo elegantone, che zoppicava leggermente, era stato ai suoi tempi uno dei funzionari migliori della polizia belga. Come investigatore, aveva un fiuto straordinario. Poteva vantare al suo attivo numerosi trionfi, era riuscito a risolvere casi davvero complicati".

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08/10/2019

C'è una foto che rivela che la scrittrice di gialli Agatha Christie fu una delle prime persone, in Gran Bretagna, a provare a surfare stando in piedi

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09/10/2019

È il 3 dicembre del 1926 quando Agatha litiga per l'ennesima volta con suo marito Archie. Era stato un matrimonio felice, ma lui col tempo si è innamorato della sua segretaria, quindi vuole lasciare la moglie e chiedere il divorzio.

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10/10/2019

"L'edificio della spedizione, costruito in mattoni, si stende sul lato orientale di una collinetta e comprende una cucina, un soggiorno che diventa sala da pranzo, un piccolo ufficio, un laboratorio, un magazzino, una camera oscura. Noi dormiamo in tende. Sulla porta dell'edificio c'è un cartoncino su cui è stampato in caratteri cuneiformi 'Beit Agatha' ovvero la casa di Agatha".

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