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Non è un Paese per Giovani

Sogno sempre qualcosa di strano

Sogno sempre qualcosa di strano
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E i sogni? Io sogno sempre qualcosa di strano, mai di normale. Che vorrà dire? Tipo che sono la puntina di un vecchio giradischi, o un leone nel giardino di un condominio che non fa uscire nessuno, o ancora un'onda anomala, che se ne va in giro per l'oceano sfidando le correnti.

E i sogni? Io sogno sempre qualcosa di strano, mai di normale. Che vorrà dire? Tipo che sono la puntina di un vecchio giradischi, o un leone nel giardino di un condominio che non fa uscire nessuno, o ancora un'onda anomala, che se ne va in giro per l'oceano sfidando le correnti. Difficilmente sono me stesso. Può capitare a volte, che nel sogno ci sono io ma in realtà, io nel sogno sono qualcos'altro, tipo la mia fidanzata. Si una volta l'ho sognato questo paradosso. Io ero la mia fidanzata. Una ragazza bionda, carina, un po’ borghese, ma giusta diciamo. Moderna. Andavo in giro con una vespetta e avevo amiche tipo Virginia Raffaele. Ero sempre a dieta e andavo in palestra controvoglia. La cosa più strana era quando si faceva l'amore. Perche era come farlo con me stesso. Una vergogna! Anche nel sogno non riuscivo a spingermi oltre dei gran baci e poi, come nei film, si staccava alla scena successiva. Mio padre e mia madre però erano gli stessi di Giovanni. Mi ero tenuta quei genitori anch'io nel sogno, perche erano ganzi comunque. E poi loro nella vita avrebbero voluto che io fossi una femmina. Eccoli accontentati. Era strano avere gli stessi genitori senza essere fratelli, ma fidanzati. Mi chiamavo Lea, come mia nonna, ed ero quasi laureata in lettere. Di mestiere lavoravo in un'agenzia di viaggi e come sport la palla a volo. Giovanni mi voleva bene e la nostra vita era di quelle invidiabili. Poi lui aveva tutti quegli amici del cinema cosi simpatici, che facevano ridere, e andavamo in vacanza sempre con Gabriele Muccino. Era una vita davvero diversa ma non perché ero la mia fidanzata, perché io una vita cosi non la farei nemmeno se mi pagassero. Però nel sogno ero felice. Non so com'e' finito quel rapporto ma fino a che mi sono svegliato non eravamo in crisi. Mi ricordo anche che abbiamo festeggiato un Natale a casa dai miei, che poi erano alche i suoi, cioè i miei nella realtà, e dissi a tutti, un po’ brilla che quella famiglia mi sembrava estranea e che se avessi potuto scegliere avrei preso la famiglia di lui, che poi era sempre quella. Un bel casino eh? Ma i sogni si sa che sono così, sennò non farebbero perdere il capo agli psicanalisti. Insomma, avevo detto una bestialità ma non avevo fatto un torto a nessuno. Nella realtà, questo e' quasi impossibile. Sognare i sogni! Così dicevo da piccolo e così dico ancora, perche mi sembra la frase migliore per raccontare cosa siano davvero i sogni. I sogni vanno sognati, né vissuti né pensati, solo sognati. E con grande rispetto per loro, ho sempre creduto che non solo fossero una parte importante della mia vita ma che con il loro estremismo, ti possano far capire a volte, dove hai sbagliato nella realtà. I sogni li metterei al secondo posto, dopo la felicità di svegliarsi e capire che avevi sognato. Quando sono stato la mia fidanzata, per quel poco, già non mi sopportavo più, quindi, ad esempio, ho capito lo sforzo che fa Valeria la mia compagnia, che da 15 anni mi sopporta davvero. Ma spero tanto che la prossima volta riesca a sognare di essere lei e mandarmi al diavolo, lasciarmi, scappare da me, dirmi in faccia tutti i miei difetti. Io ti lascio caro Giovanni, me ne vado di casa, non perché non ti amo più, ma perché sia nei sogni che nella vita, sei l'unico che resta uguale. Un grande rompicoglioni.

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