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PRIMA PAGINA del 24 marzo 2019

PRIMA PAGINA del 24 marzo 2019
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con Flavia Perina

Baghouz, muore il Califfato, nasce la "nuova Isis". E per l'Europa non è una buona notizia


Una storia insanguinata si conclude a Baghouz. Ma da Baghouz ne nasce un'altra, non meno inquietante. L'ultima roccaforte dello Stato Islamico in Siria, Baghouz, è stata liberata. Ad annunciarlo è Mustafa Bali, portavoce delle Forze democratiche siriane (Sdf), le milizie curde appoggiate dagli Stati Uniti. […Ma]. "Questo non significa che abbiamo messo fine al terrorismo e a Daesh […]. Daesh ha ancora cellule dormienti e la loro ideologia esiste ancora nell'area sulla quale hanno governato per anni". […].

[…] Ci sono voluti migliaia di raid aerei e 100mila bombe sganciate dall'aviazione della coalizione internazionale contro l'Isis, creata nel settembre del 2015 per fronteggiare un'avanzata che sembrava inarrestabile. Una campagna aerea che avrebbe avuto risultati di gran lunga inferiori se non vi fosse stato il fondamentale contribuito degli "scarponi sul terreno". Vale a dire la coalizione delle Syrian Democratic Forces, di cui le milizie curdo siriane (Ypg) sono tutt'oggi la spina dorsale. […]

Attenzione, però: la fine del Califfato non è la fine dell'Isis, ma solo una sua metamorfosi. Sulle macerie di Raqqa, di Deir el-Zor, di Baghuz sta infatti nascendo l'Isis 2.0. Della recente Conferenza sulla sicurezza di Monaco, i media internazionali hanno registrato e rilanciato soprattutto le trionfalistiche dichiarazioni di vittoria nella guerra al "Califfato" del vice presidente Usa Mike Pence. Ma le considerazioni più pregnanti, in contrasto con la posizione dell'amministrazione Usa, sono venute, in quella sede, da persone che il terrorismo jihadista conoscono bene, perché lo combattono h.24. Tra queste persone c'è Alex Younger, il capo del servizio segreto di intelligence britannico MI6. "La sconfitta militare del 'califfato' non rappresenta la fine della minaccia terroristica, ma la vediamo diffondersi all'interno della Siria ma anche esternamente... Questa è la forma tradizionale di un'organizzazione terroristica". Parlando allo stesso evento, la ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen ha sostenuto che lo Stato islamico stava andando in profondità e costruendo reti con altri gruppi terroristici. Ancora: il generale Joseph Votel, capo del Comando centrale delle forze armate statunitensi, ha avvertito che, sebbene la rete Isis sia dispersa, la pressione deve essere mantenuta altrimenti i suoi componenti avranno "la possibilità di tornare insieme […]".

L'Iraq – rimarca un recente report della Bbc - ha disperatamente bisogno di un processo di riconciliazione nazionale e di un governo inclusivo per evitare un Isis 2.0 rigenerato. […]
Per concludere che il califfato di Abu Bakr al-Baghdadi è finito ma la sua ideologia, pericolosamente contagiosa, non lo è. Un discorso che riguarda direttamente l'Europa. Lupi solitari più foreign fighters di ritorno. Una miscela esplosiva per l'Isis 2.0. […] I comandi militari del Daesh hanno rivisto i propri piani, cambiando strategia e puntando ad una Jihad globale che abbia l'Occidente, e in esso in particolare l'Europa come teatro di battaglia. Ecco allora l'attivazione di cellule "dormienti", l'indicazione ai "mujahiddin" con passaporto europeo di rientrare a casa per seminare morte e terrore […]
L'Isis ha cellule terroristiche clandestine in Gran Bretagna e Germania, analoghe ai gruppi che hanno condotto gli attentati di Parigi e Bruxelles. A lanciare l'allarme, è stato il direttore della National Intelligence americana, James R. Clapper. Alla domanda se l'Isis sia impegnato in attività clandestine in quei Paesi, Clapper ha risposto affermativamente, sottolineando come questo sia oggetto di preoccupazione "per noi e per i nostri alleati europei". […]

Umberto De Giovannangeli - HuffPost
 

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