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Pascal

142: Salvati

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Un cuore molto forte e l'unico egiziano presente sul Titanic

Playlist:

SAFE FROM HARM - MASSIVE ATTACK
IN THE HEARTS OF A MEN -  FIRST AID KID
NAME WRITTEN IN THE WATER - CASS MAC COMBS
LAST SHIPS - FIREKITES

Prima storia: 24.01.2004 di Massimiliano Di Nicolantonio

Il 24 gennaio 2004 era un sabato come tanti altri in Sardegna. C'era un caldo tiepido, garantito dal sole d'inverno che continua a coccolare gli abitanti, non c'era vento e alle due del pomeriggio 22 giocatori iniziavano il riscaldamento prepartita, pronti a sfidarsi in campo come ogni maledetto fine settimana.
Io avevo indossato la mia consueta casacca gialla fluo, con il 44 che cappeggiava in bella mostra sulla mia schiena e sul mio petto. Un 44 allegro, disegnato con un carattere carnevalesco come a voler sempre irridere gli attaccanti avversari. Avevo indossato i miei guanti e, dopo mezz'ora, l'arbitro aveva fischiato solerte l'avvio delle ostilità. Dopo meno di 15 minuti dal fischio di inizio, l'ala sinistra della squadra avversaria, dopo una estrosa incursione sulla sua fascia, si ferma nell'angolo più esterno dell'area grande e, puntando l'angolo più lontano, fa partire una rasoiata a girare, degna dei più grandi calciatori di serie A. Lo ricordo come fosse allora, in un rallenty che oramai si ripete perennemente in molti dei miei sogni. Osservai la palla andare verso l'angolo e, con veloce gioco di gambe, saltai più in alto che potei. Saltai e volai e, con la punta dell'indice, riuscii a toccare quella maledetta palla.
La deviai tanto da riuscire a spostarla ma feci un errore. Continuai a seguire con lo sguardo quella palla dimenticandomi della caduta, che fu rovinosa. Il braccio d'appoggio, ripiegato sul mio fianco, fece da perno e nella caduta mi spezzo il fiato. Rimasi a terra qualche minuto, forse 10 minuti. Avevo un dolore pazzesco, non mi arrendevo. Si fecero le 21.30 e, accompagnato da alcuni amici, decisi di andare a vedere l'ultimo episodio del “Signore degli Anelli: il ritorno del Re”. Ero certo di essermi rotto una costola, o forse più di una, e sarei andato al pronto soccorso solo dopo aver visto l'ultima puntata della mia trilogia preferita. Dopo due ore di proiezione, le 23.30 circa, mi alzai per andare in bagno. Ero avvolto da un terribile senso di nausea e freddo.  Alzatomi per andare al bagno, stramazzai al suolo, privo di sensi. Rotolai dalla penultima fila - la J - alla B.
Rotolai e ricordo le grida del mio amico che, in un estremo impeto di paura, riuscì a sollevarmi dal suolo e a condurmi fuori dalla sala. Ricordo la sirena dell'ambulanza, ricordo le voci agitate dei paramedici che dicevano: "diteci dove andare, ora, adesso, lo stiamo perdendo..." Ricordo le voci dei medici in ospedale che alla TAC dicevano: "Presto cazzo, in sala, andiamo in sala". Ricordo le luci del corridoio mentre la barella correva verso la sala operatoria e il medico elencare quelli da chiamare immediatamente. Ricordo disse proprio: "Immediatamente, non ha più tempo". E ricordo una voce che diceva: "Mi senti? Adesso ti addormentiamo, conta fino a 10... 1, 2, 3...". Mi sono risvegliato al buio di una stanza. Gridavo qualcosa di incomprensibile e due infermiere mi stavano accanto, sembravano le Charlie's Angels. Rido ancora a quel pensiero. La mattina dopo il chirurgo venne a trovarmi. Rimase in piedi come San Pietro dinnanzi alla moltitudine di anime che attendono un responso:"In tanti anni di attività, ti posso giurare che io non ho mai visto una cosa simile. Tu oggi non dovresti stare qui e mi rallegro del fatto che la scienza possa sbagliare. Tu oggi dovevi essere morto perché il tuo sangue era completamente riversato ed il tuo cuore da atleta, ti ha tenuto in vita con una quantità di sangue veramente minima".
"Grazie dottore - dissi io - No, devi ringraziare il tuo cuore", rispose lui andandosene. Sono morto il 24 gennaio 2004 e da allora sono passati 15 anni.

Seconda storia: La storia dimenticata del 'Misterioso', l'egiziano sopravvissuto al Titanic

"Hammad Hassab. Quel nome era l'unica traccia rimasta di lui. Non c'erano dettagli sulla sua vita o informazioni sulla sua famiglia. In quel momento ho deciso che avrei scoperto di più sulla storia di quest'uomo"
Ad un secolo di distanza, la tragica vicenda del Titanic non smette di affascinare la curiosità popolare, in particolar modo le storie di vita dei passeggeri presenti a bordo quella notte tra il 14 e 15 aprile 1912. Tra questi figurava un solo egiziano, Hammad Hassab, sul quale però l'Encyclopedia Titanica - il più grande database online che raccoglie informazioni sui passeggeri - non possedeva alcuna notizia. Incuriosita da questa anomalia, la giornalista Yasmeen Saad ha avviato una ricerca per scoprire qualcosa in più su di lui. Gli iniziali tentativi son risultati però vani: nessuna notizia di Hammad compariva nei giornali dell'epoca, nell'archivio nazionale egiziano e tra i telegrammi inviati quella notte. Proprio quando Yasmeen sembra sul punto di abbandonare le ricerche, viene contattata dai due nipoti di Hammad, venuti a conoscenza dell'indagine della giornalista tramite un quotidiano egiziano. Saranno proprio le loro preziose testimonianze a permettere a Yasmeen di ricostruire la vicenda di Hammad, salvatosi in quella tragica notte. Lo spazio vuoto nell'Encyclopedia Titanica, poteva dirsi ora finalmente colmato.
La storia di Hammad Hassab è stata raccontata da Vice nell'articolo: "La storia dimenticata del 'Misterioso': l'egiziano sopravvissuto al Titanic” di Yasmeen Saad
Hamad Hassab, a sinistra. A destra, la copertina del New York Herald dedicata all'inabissamento del Titanic (Fonte foto: Vice)
La cartolina scritta a mano da Hassab in cui informa i suoi familiari che è sopravvissuto (Foto via Vice)

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