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Me Anziano You TuberS

#MeAnzianoYouTuberS Capolinea

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Relazioni, amicizie, professioni. Quando si arriva al capolinea cosa succede? Con Lidia Ravera

Fino a 14 anni mi è stato proibito di salire su un tram, perchè sul tram c’erano “gli altri” e secondo mia madre erano tutti, chi più chi meno, in grado di mettere a rischio la salute, l’equilibrio e l’illibatezza delle bambine. Il primo tram su cui salii non accompagnata nella mia vita me lo ricordo ancora nitidamente. Era l’1. Dovevo prenderlo a via millefonti dove abitavo e scendere vicino a scuola, in via Po'. Ero eccitata e spaventata come se fossi appena salita su un B52. Tutto mi pareva nuovo, per quella condizione di solitudine viaggiatrice che mi avrebbe trasformata, ne ero certa, in una adulta. C’era, in fondo al tram, un gruppetto di studenti come me che faceva casino. Non li degnai di uno sguardo. Dall’alto del mio nuovo statuto di avventuriera mi sentivo su un altro pianeta. Il mondo scorreva fuori dal finestrino con tutte le sue seduzioni. Quasi senza comunicare a me stessa questa decisione mirabolante, non scesi alla fermata di via Po'. Arrivai al capolinea, sentendomi eroica, sola, cattiva e libera. Scesi perchè il bigliettaio mi guardava con quello che mi parve uno sguardo da poliziotto. Il quartiere in cui mi trovai, mi era completamente sconosciuto, aveva l’aspetto intrigante delle periferie che non mi era consentito frequentare. Mossi qualche passo in una direzione a caso, poi in un'altra, ero tutta occhi, tanto mi parevano esatici quei casermoni pieni di balconcini orribili. In breve: mi persi. Non sapevo più come tornare al capolinea. Incominciai a interrogare le poche passanti donne, dato che gli uomini, mi aveva spiegato mia madre, erano tutti ben decisi a stuprarmi tagliarmi la gola e buttarmi in un fosso. Una passante, vedendomi confusa, mi accompagnò fino al capolinea, dove tutti gli autobus e i tram, se ne stavano vuoti come grossi animaliin letargo. Salìì tremante sul numero uno, ma non riconobbi la fermata di scuola e nemmeno quella di casa mia, tanto ero agitata. Così finii all’altro capolinea. Rimasi seduta, senza muovere un muscolo, mentre tutti scendevano. Avevo capito che Il bello del capolinea è questo: se resti a bordo, se non scendi, la corsa riparte. E tutto ricomincia.


 
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