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Le meraviglie

Palazzo della Ragione a Padova raccontato da Stefano Tonietto

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Il Palazzo della Ragione è il cuore pulsante di Padova. Stefano Tonietto ci accompagna in un luogo vasto e ricco di immagini. Di Stefano Tonietto ricordiamo" Letteratura latina inesistente. Un'altra letteratura latina che «non» avete studiato a scuola"(Quodlibet)

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Ascolta Isola di San Giulio sul Lago d'Orta raccontata da Matteo Severgnini

Isola di San Giulio sul Lago d'Orta raccontata da Matteo Severgnini

17/11/2019

"In mezzo alle montagne c'è il Lago d'Orta e in mezzo al Lago d'Orta, ma non proprio a metà, c'è l'isola di San Giulio" così Gianni Rodari inizia il suo C'era due volte il Barone Lamberto descrivendo questo luogo unico e ricco di fascino che oggi scopriamo anche seguendo le sue tracce disseminate sull'isola, guidati dallo scrittore Matteo Severgnini. Raggiungiamo San Giulio in battello e attraversiamo la stradina che percorre l'intera isola: è la via del silenzio e della meditazione, dominata dalla basilica romanica, dal palazzo vescovile e dall'abbazia benedettina femminile Mater Ecclesiae dove vivono le suore di clausura che oggi sono le uniche abitanti dell'isola. La leggenda narra che quest'isola, lunga appena 275 metri e larga 140 e distante non più di 400 metri dalla riva di Orta, un tempo era uno scoglio abitato da serpi e terribili mostri, fino a quando nel 390 vi approdò San Giulio: attraversando le acque del lago sopra il suo mantello e guidato nella tempesta dal suo bastone, il Santo fondò una chiesa, nella quale scelse poi di essere sepolto, e trasformò l'isola nel centro di evangelizzazione di tutta la regione. Matteo Severgnini (1970) vive a Omegna, sulle sponde del lago d'Orta. Il suo romanzo "La donna della luna" ambientato sull'Isola di San Giulio è pubblicato da Meridiano Zero, 2018. Collabora con ReteDue, Radio Svizzera Italiana, alle trasmissioni culturali "Blu come un'arancia" e "Laser" in qualità di autore e documentarista radiofonico. È autori di testi per programmi televisivi per la Televisione Svizzera italiana. Per il cinema a co-sceneggiato il film "A Omegna non si beve il caffè" prodotto da VenturaFilm.

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Ascolta Stazione Centrale di Milano raccontata da Marco Nicolò Riccòmini

Stazione Centrale di Milano raccontata da Marco Nicolò Riccòmini

16/11/2019

Scendiamo al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, ma non corriamo di fretta verso la città, con lo storico dell'arte Marco Nicolò Riccòmini, attraversiamo lentamente questa struttura che si rivela ricca di tesori artistici. Ci accolgono sul binario, incise su una lapide, le parole di Primo Levi: "Poiché l'angoscia di ciascuno è la nostra" da qui infatti partivano i treni verso i campi di sterminio nazisti tra il 1943 e il 1945, pochissimi i deportati che tornarono, tra loro Liliana Segre ; altre lapidi ricordano i caduti in guerra, la stazione dunque è anche un luogo di memoria. Camminando verso il grande atrio monumentale possiamo ammirare opere di artisti come il ceramista romano Giulio Rufa, poi alzando lo sguardo la grandiose vedute di città italiane disegnate su piastrelle in maiolica. All'interno di una libreria troviamo le opere di Marcello Nizzoli più famoso per aver ideato la macchina da scrivere "Lettera 22". Raggiungiamo la "Galleria delle Carrozze" dove troviamo incisi i nomi di grandi inventori come Guglielmo Marconi, o Alessandro Volta. Marco Nicolò Riccomini alla fine ci invita a riflettere su questo grandioso progetto dell' architetto Ulisse Stacchini. Il suo disegno era degli inizi del novecento mentre l'opera fu messa in cantiere dopo la grande guerra, per essere inaugurata nel 1931, questo giustifica l'eclettismo esasperato di un luogo che mettendo in scena il gusto di epoche lontane risulta essere interessantissimo. Marco Nicolò Riccòmini. Specialista, in particolar modo, della pittura e del disegno bolognese tra Seicento e Settecento, ha pubblicato vari libri e saggi tra cui: Donato Creti. I disegni della Raccolta Certani alla Fondazione Giorgio Cini, Marsilio Editori, Venezia 2011; Donato Creti. Le opere su carta. Catalogo ragionato, Allemandi & C., Torino 2012; Giuseppe Maria Crespi. I disegni e le stampe. Catalogo ragionato, Allemandi & C., Torino 2014; La Quadreria. Palazzo Rossi Poggi Marsili, ASP Città di Bologna, Bologna 2016.

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Ascolta Sacra di San Michele in Val di Susa raccontata da Carlo Pestelli

Sacra di San Michele in Val di Susa raccontata da Carlo Pestelli

10/11/2019

Siamo in Val di Susa, a 40 km da Torino e visitiamo con Carlo Pestelli la Sacra di San Michele, abbazia antichissima, costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del Monte pirchiriano. E' un luogo ricco di fascino che ha ispirato Umberto Eco ne il Nome della rosa. Seguendo il percorso di Pestelli ammiriamo il panorama mozzafiato sulla Val Susa, scopriamo le tombe della famiglia reale dei Savoia e la leggendaria Torre della Bell'Alda. Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Del 2009 il lavoro discografico: Un'ora d'aria (ed. block nota) e del 2013 Da quando conosco te (premio Giacosa 2014). Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto testi per il teatro Stabile di Torino. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dal 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore).

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Ascolta Castel Sant'Elmo a Napoli raccontato da SIlvio Perrella

Castel Sant'Elmo a Napoli raccontato da SIlvio Perrella

09/11/2019

Castel Sant'Elmo domina la città di Napoli e per via della sua posizione è sempre stata una fortezza strategica, dove ci ricorda lo scrittore Silvio Perrella, si spensero le speranze della Repubblica Napoletana. Questo luogo allo stesso tempo naturale e artificiale, monumentale e metafisico ospita anche rilevanti opere di arte contemporanea di artisti come Mimmo Paladino. Silvio Perrella è nato a Palermo nel 1959 e vive a Napoli. Da Calvino (Laterza, 1999) fino ad Addii, passando per Giùnapoli (Neri Pozza, 2006) e Doppio scatto (Bompiani, 2015) dà forma a un'opera mobile dove la critica letteraria si sposa al viaggio e il racconto si mescola al reportage e si accosta alla fotografia. Fino a giungere alla fiaba con la "Trilogia dei giovani amanti": L'aleph di Napoli, L'alfabeto del mare e Le ombre della Gaiola (ilfilodipartenope, 2013-2016), Insperati incontri (Gaffi, 2017), Da qui a lì. Ponti, scorci, preludi Silvio Perrella Italo Svevo (Roma)2018

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