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Non è un Paese per Giovani

La mia primavera!

La mia primavera!
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Due signori anziani si tenevano per mano. Eravamo a Londra negli anni 80, e per me, vedere due uomini mano nella mano, non era ancora una pratica comune. A Londra pero' si.
Due signori anziani si tenevano per mano. Eravamo a Londra negli anni 80, e per me, vedere due uomini mano nella mano, non era ancora una pratica comune. A Londra pero' si. E poi erano due vecchi, avranno avuto sugli 80. In un angolo di hyde park, camminavano, in silenzio. D'improvviso, uno dei due si avvita su se stesso e sviene, piano piano. L'altro inizia a chiedere aiuto, ma io sento un accento strano e  mi avvicino. Vedo qualcuno che chiama l'ambulanza da una cabina telefonica. Mi chino sull'uomo a terra e L'altro mi prende per la spalla e mi dice in inglese: lei e' un dottore? E io rispondo in italiano, no sono di firenze pero. Ma che risposta e'? Cosa volevo dire? Chissà forse ho pensato ad un'alleanza geografica, un'appartenenza che avrebbe generato chissa quale miracolo? Eppure mi parve di vedere l'uomo più tranquillo. Anche lui inizio' a parlare in italiano e mi disse che il suo compagno era caduto cosi, d'improvviso, mentre parlava. L'uomo a terra respirava male. S'era fatto il solito capannello di curiosi ma per fortuna non esistevano ancora i cellulari quindi, niente selfie col moribondo. L'uomo mi diceva che non se l'aspettava proprio, Che stava benissimo fino a tre minuti fa. Mi aiuti per favore e mi teneva sempre stretta la spalla. Mi confido' che abitavano li vicino e che si erano trasferiti a Londra 20 anni prima. Mi faceva una grande tenerezza perche guardava L'amico con occhi terrorizzati, come se avesse capito solo adesso, che poteva perderlo. Disse che non voleva vivere un giorno senza di lui. Anche mia madre diceva sempre cosi: io senza tuo padre non voglio vivere nemmeno un giorno. E infatti fece in modo di andarsene in anticipo, inventandosi un cancro che non esisteva. Certi amori sono davvero indissolubili. E quei due signori un po' age', parevano essere di quello stampo la. Il Signore a terra cercava di sorridere per tranquillizzare L'altro ma in effetti respirava male. Franco, così si chiamava il compagno che mi stringeva la spalla, continuava a dirmi che non aveva mai sofferto di cuore, che si erano fatti le analisi complete poco tempo prima e non capiva. Io però invece capivo. Era semplicemente vecchio. A 80 anni puo capitare di tutto in qualsiasi momento e quello, era uno di quei momenti. Io avevo 26 anni e non sapevo ancora che significa invecchiare. Franco faceva l'insegnante in una università per stranieri e L'altro, che si chiamava Fausto, era un giornalista inviato di una testata famosa. Erano andati a vivere a Londra con la scusa del lavoro ma più che altro perché li era gia' normale che due uomini si amassero. E quanto si erano amati! In seguito, siamo diventati amici e ci siamo rivisti nei loro viaggetti in Italia e nei miei a Londra e mi raccontarono tutta la loro straordinaria vita. La guerra, le difficolta' di amarsi di nascosto, la giovinezza rubata. Stavano insieme da 44 anni. Altroche amore eterno quello era un amore vero, senza ombra di dubbio. A Fausto misero un peace maker e campo' altri 6 anni, poi morì in giardino come marlon Brando nel padrino, mentre tagliava i fiori. Franco invece e' campato tanto, ha avuto il parkinson ed e' morto a 94 anni, in una casa di riposo. L'ultima volta che lo vidi fu al funerale di Fausto e mi disse: non ha piu senso da oggi la mia vita, qualunque cosa accada. E mi strinse ancora una volta la spalla. Fausto e Franco sono rimasti per me il simbolo del grande amore, insieme ai miei genitori e ai miei zii di Milano, che non a caso si chiamano Carlo e Carla, ancora vivi a tenersi per mano a 90 anni. Non che io creda nell'amore eterno, ma almeno longevo e duraturo si. Hanno più senso se durano tanto le cose, no?. Anche le cose materiali tipo una giacca, una macchina, un paio di occhiali, se durano anni sono e diventano più importanti per me. Franco era quasi calvo e Fausto invece tinto di un colore fulvo, tipo la Zanicchi. Raccontavano sempre di quando fecero l'amore per la prima volta, sotto un ponte, rischiando la vita per via di un gruppo di ragazzacci violenti e razzisti che gli davano la caccia e loro due, presi dalla paura e dall'eccitazione, quasi per ribellarsi da quell'assurda persecuzione, si spogliarono e si misero a fare sesso sotto a quel ponte a Treviso, la città da dove venivano. Ogni volta che lo raccontavano uno dei due piangeva, a turno, perché ne avevano passate tante. Le famiglie li avevano cacciati. Pare che il padre di Fausto, quando seppe che il figlio era omosessuale, disse alla moglie: brutta bastarda  con chi mi hai fatto le corna? E la meno'. Invece i genitori di Franco non gli parlarono più, lui teneva i contatti solo con la sorella, Claretta, che ho conosciuto, una donna di una simpatia rara. Oggi e' passato tanto tempo ormai, piu di trent'anni da quel giorno, però era proprio il 21 di marzo, il primo giorno di primavera, me lo ricordo e ogni anno mi va di festeggiarlo così, parlando di loro, perche per me fu un incontro importante. Non solo per le persone che erano, ma per quello che significavano. Avevano lottato contro i mulini a vento, erano due Don Chisciotte, in un'epoca in cui la gente si uccideva per non essere accettata. Sto diventando vecchio e forse mi commuovo piu facilmente di prima, pero' so soltanto una cosa di certo, che l'amore di quei due mi ha insegnato che, avere accanto qualcuno non significa semplicemente vivere insieme, ma vuol dire fondersi, lubrificare i meccanismi del cuore, giorno dopo giorno, col terrore di perdersi, di non vedersi mai più. Oggi, quando qualcuno mi stringe la spalla lo guardo con affetto. Addio Fausto e Franco, siete stati i pionieri, non di un'amore diverso, ma di un'amore invidiabile. Siete stati la mia primavera.

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