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S. Mercadante, Concerto n. 6 per flauto e orchestra
Seduto sui gradini di una chiesa un ragazzino suona il flauto; un importante prelato lo nota e introduce al Conservatorio di Napoli il ragazzo, che vi studierà operosamente flauto fagotto violino violoncello e composizione. Inizia così la fortuna di un musicista che, nonostante la non comoda ventura di operista coevo di Rossini, seppe segnalarsi come uno dei migliori autori di teatro musicale in Italia e fuori. E’ Saverio Mercadante – il cui nome nel tempo è stato adombrato dai contemporanei Bellini e Donizetti. Data e luogo di nascita non trovano indicazioni unanimi nelle fonti (Altamura 1795 / Napoli 1797); certo è che la formazione e l’attività creativa del musicista si svolge fino al 1820 si svolge nel Regno delle Due Sicilie.

Ventenne, Mercadante inizia a dirigere bande e piccole orchestre e a scrivere per esse le sue composizioni: a quel primo periodo risale molta musica strumentale, inevitabilmente influenzata da Haydn e Mozart. L’attività operistica inizia nel ’19 (L’apoteosi d’Ercole), proprio allorquando Mercadante lascia Napoli: porterà con successo i suoi lavori nei teatri di Bologna Roma e Milano, Venezia e Mantova, Torino e Lisbona, e proprio all’estero Mercadante vivrà per ben sette anni lavorando dal 1826 come direttore dell’opera italiana a Madrid.

Intorno agli anni ’30 classicismo e modelli metastasiani cominciano decisamente a star stretti alle spinte romantiche, così l’evoluzione stilistica di Mercadante si apre a un uso maggiormente drammatico della voce e della scena, l’ispirazione considera tematiche più attuali e dà voce più o meno scientemente ai mutamenti della storia; Chi per la patria muor, coro dall’opera Donna Caritea regina di Spagna, diventerà nel 1831 l’inno nei moti bolognesi - e lo intoneranno davanti alla morte i fratelli Bandiera nel ’44).

Del 1835 il soggiorno parigino dove oltre a conoscere più da vicino Rossini (al tempo direttore del Théâtre-Italien) Mercadante viene a contatto sia con i grandi autori che promuovono gli sviluppi del romanzo (Schiller, Hugo) che con le corrispondenti nuove esperienze teatrali francesi del Grand-Opéra; tutte cose che danno al musicista la possibilità di ampliare i suoi orizzonti creativi.

Alcune coincidenze biografiche oppongono Mercadante a Donizetti: nel 1833 entrambi avevano partecipato alle selezioni per il posto di maestro di cappella a Novara - e il posto andrò al maestro meridionale. Nel 1840 la direzione del Liceo Musicale di Bologna - per la quale concorre anche Donizetti - viene proposta a Mercadante con l’influente appoggio di Rossini: “Ho ben manovrato e spero che sarai contento del tuo nuovo destino, abiterai un paese bello e centrale, avrai onori congedi e l’affezione del Consulente che sono io [ … ] Non far parte a nessuno del nostro piano”. Ma Mercadante preferisce far ritorno a Napoli, dove è vacante la carica di direttore al Reale Collegio di Musica; ancora una volta sarà lui e non il candidato Donizetti ad essere scelto, e a Napoli Mercadante rimarrà fino alla morte nel 1870.

Circa 60 le opere composte per il teatro, alle quali Mercadante affianca musica strumentale e sacra in proporzione pressoché equivalente: una scrittura interessante e piana, che trova però riconoscimento pieno e duraturo in pochi titoli: l’opera Il giuramento (1837, su testo di Hugo), Le ultime sette parole di Cristo in Croce, cantata sacra lodata da Puccini e citata da Joyce nel suo Ulisse e soprattutto i Concerti per flauto e orchestra scritti negli anni della giovinezza: più celebre (e rossiniano) quello in mi minore, interessante e solare questo Concerto n. 6 in re maggiore.

Traiamo il nostro titolo dalle parole di Severino Gazzelloni, grande interprete festeggiato nel 2019 a 100 anni dalla morte; musicista apprezzatissimo nel panorama italiano e internazionale Gazzelloni si è identificato totalmente nel suo strumento, il flauto, del quale è diventato quasi un’icona - anche grazie ai ricordi radiotelevisivi di un grande pubblico.


Saverio Mercadante
Concerto per flauto e orchestra n. 6 in re maggiore
 - Allegro maestoso
 - Andante alla siciliana
 - Polacca: Allegro brillante

flauto, Severino Gazzelloni
Orchestra Sinfonica di Torino della Rai

direttore, Mario Rossi

Registrazione del 14 marzo 1966.

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