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PRIMA PAGINA dell'8 marzo 2019

PRIMA PAGINA dell'8 marzo 2019
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con Angela Mauro

“Per le vere pari opportunità flessibilità nei tempi di lavoro”


Le donne e la carriera? Marta Cartabia, vice presidente della Corte Costituzionale, risponde con un frammento di vita vissuta: “Quando vado in uno studio televisivo per un'intervista con il mio assistente, pensano sempre che l'intervistato sia lui...”. Da sette anni alla Corte, scelta da Napolitano, costituzionalista di professione, a 55 anni Cartabia dice: “Le donne? Interpreto coi numeri il loro destino: in Italia calano i delitti, ma i femminicidi restano invariati”.

Donne strette tra casa e lavoro. Vittime di un doppio e pesante sacrificio. Hanno la loro festa, ma il prezzo che pagano ogni giorno è pesantissimo. Lei come la vede?
“Come la vivo semmai. Sicuramente svolgere questo doppio ruolo, protagonista di una vita e di un lavoro importante, è impegnativo, comporta sacrificio, ma è anche un grandissimo privilegio. Non rinuncerei alle fatiche di crescere tre figli e allo stesso tempo di assecondare le responsabilità che mi sono state via via affidate. Penso che questo duplice aspetto della mia vita mi aiuti a mantenere un pizzico di equilibrio”.

Lei però è stata "fortunata", tante donne non sono riuscite come lei a raggiungere una posizione di prestigio.
“C'è una lunga strada da compiere verso una piena pari opportunità e tutti gli ostacoli formali o culturali che la impediscono devono essere rimossi. Non si può che essere rammaricati per l'impoverimento che la società patisce per l'assenza delle donne da posizione di responsabilità. Però non esiste un unico modello femminile e penso che ognuno deve trovare la propria la strada per la sua personale realizzazione perché è così che si contribuisce a rendere la società migliore”.

Lei. Moglie. Madre di tre figli. Docente universitaria. Anni vissuti all'estero. Lei è una che ce l'ha fatta. Si è mai sentita discriminata?
“Discriminata non direi. Piuttosto mi sono sentita molto sostenuta soprattutto nella vita accademica dove ho potuto contare su veri e propri alleati. A partire dai miei maestri, e da mio marito. Quindi discriminata no, ma qualche volta ho avuto l'impressione di portare un carico di impegno e di preoccupazioni in più rispetto agli uomini”.

Nessun segnale negativo?
“Ancora di recente mi è capitato di essere invitata per un'intervista in un studio televisivo accompagnata dal mio assistente. Entrando negli studi mi sono venute incontro delle persone della troupe e tutte istintivamente si sono rivolte al mio assistente come se l'intervistato fosse lui. Mi è successo altre volte ed è una sorta di fotografia di uno stereotipo culturale. Ovviamente io ci rido sopra, ma è un cliché che si ripete quando a venire con me è un uomo”.

Ha mai dei sensi di colpa rispetto alla sua famiglia?
“In senso stretto no, anche se nel tempo mi sono resa conto che i miei impegni, soprattutto quelli pubblici, possono diventare un peso da portare soprattutto per i miei figli. E comunque ho dovuto accettare di essere una madre e una moglie imperfetta”.

In che senso?
“Di accettare le mie dimenticanze e i miei errori, e comunque di non corrispondere all'immagine ideale che avrei io di essere madre e moglie. Dover accettare l'imperfezione significa imparare a chiedere scusa e ricominciare subito proprio dal punto in cui si è mancato”.

Il lavoro. Sempre più donne nelle professioni. Ma sempre pochissime nelle posizioni di vertice. Basti pensare alla magistratura. Colpa di un mondo tuttora maschilista?
“Sono molto fiduciosa che ci sia un cammino in corso e che vedere una donna al vertice presto diventi una cosa del tutto normale, e non eccezionale. Perché la nostra generazione e il nostro Paese stanno vivendo un grande cambiamento culturale. Basti pensare che fino al 1963 le donne non potevano entrare in magistratura e oggi ne costituiscono la maggioranza. Questa trasformazione mi fa pensare che con un po' di pazienza anche il problema delle posizioni apicali si risolverà con naturalezza”.

Le costituzionaliste italiane l'hanno denunciato quando è stato eletto il nuovo Csm, otto posti, otto uomini. Una discriminazione trasversale, di destra e di sinistra...
“Non so se sia stata intenzionale. Certo è una strana coincidenza che non siano state individuate candidate donne”.

In una società sempre più conflittuale, in cui i "deboli" come i migranti o le donne sono sempre più esposti alle aggressioni, non si rischia che il mondo femminile arretri?
“Mi ha colpito moltissimo apprendere da un amico criminologo che in Italia il numero degli omicidi è calato drasticamente. Una tendenza tuttavia contrastata dal numero dei femminicidi e dalle violenze sulle donne, che rimangono costanti. È un fatto che desta grande preoccupazione e che dev'essere rimosso, a partire dai pregiudizi culturali che portano al dilagare di comportamenti simili. Io punterei sull'urgenza di far crescere la consapevolezza che l'altro, il diverso, è un valore prima di tutto per me e per la società tutta”.

Intervista con Marta Cartabia di Liana Milella – la Repubblica
 

 

 

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