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Piazza Verdi

"Metamorfosi"

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"Metamorfosi"

“Nessuna cosa, nessun io, nessuna forma, nessuno motivo è al sicuro. Ogni cosa vive in una metamorfosi invisibile che non si ferma mai”

(Robert Musil)

L’universo poetico di Giovanni Testori scava nell’indicibile attraverso la lingua e la sua reinvenzione, dando vita a opere materiche, biologiche, sviluppate in un farsi e disfarsi continuo che richiama le ragioni profonde del teatro stesso. Attraverso i corpi e le voci di tre performer, la parola di questo groviglio di eros e streghe si fa tangibile, concreta, ossessiva e musicale. Un lavoro sul potere e sulla sessualità del potere, dove maschile e femminile sono in continua mutazione. L’intenzione di lavorare sul Macbetto di Giovanni Testori da parte di Roberto Magnani, del Teatro delle Albe, nasce dalla volontà di proseguire una particolare ricerca rivolta agli aspetti musicali della lingua teatrale; percorso cominciato con E’ bal poemetto in versi in dialetto romagnolo del poeta Nevio Spadoni. La lingua che Testori inventa per questo testo ha una musicalità interna molto forte che sembra suggerire il ritmo ossessivo dei cori delle streghe dell’opera verdiana, e possiede entrambi gli andamenti contrastanti dell’Ouverture: la furia guerresca e lo sdiliquio amoroso. «Il Teatro esige una propria lingua – dice Magnani – che io cerco diversa e lontana da quella del quotidiano, e la lingua che Testori offre alla scena affascina proprio in quanto invenzione. Testori consegna in Macbetto una lingua poetica che si fa canto». Oggi lo ascolteremo dal vivo nel nostro Auditorium.

E dalla musica teatrale passiamo alla musica contemporanea grazie al Festival di musica contemporanea organizzato dal NED Ensemble di cui ospiteremo: Andrea Mannucci (direttore artistico NED Ensemble), Enrico Diazzi (flauto), Gabriele Galvani (clarinetto), Isobel Howard Cordone (violino), Lorenzo Boninsegna (viola), Afra Mannucci (violoncello) e Claudio Bonfiglio (pianoforte).  Il titolo Crossroads, strade incrociate rivela la pluralità di linguaggi presenti nei sei concerti del XII festival del NED Ensemble ed esplora i diversi piani espressivi che caratterizzano la musica contemporanea.

A quasi cento anni di distanza, Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello è ancora l’opera che meglio indaga il nostro rapporto tra vita e arte, reale e virtuale. Tra incursioni meta teatrali, prove aperte e nuovi ospiti ogni sera, l’opera di Pirandello è l’occasione per confrontarsi con la grande domanda: che cosa rimane dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale? Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, il nome dell’autore nell’allestimento firmato da Michele Sinisi è diventato parte del titolo, è uno spettacolo matrioska, se così si può dire, in cui il piano meta-teatrale già presente nel testo viene portato all’estremo generando un cortocircuito dove attori, personaggi e pubblico convivono e si mescolano in un happening unico e irripetibile ogni sera. Ad ogni replica, infatti, fra gli attori del cast irromperanno sul palco altre persone/personaggi a sorpresa, protagonisti del panorama teatrale, che interpreteranno una scena dello spettacolo destinata poi ad essere riprodotta come in uno specchio riflesso all’infinito. In un gioco di rifrazioni che userà ogni mezzo tecnologico a disposizione per ricreare il qui e ora dello spettacolo.

Paola Piacenza ci porta al cinema con I villeggianti regia di Valeria Bruni Tedeschi.

Il suono e il silenzio, intesi come primari elementi di un percorso di esplorazione, sono in sé l’essenza di un viaggio espressivo attraverso il quale la comunicatività emotiva personale entra in gioco dando vita al momento creativo. L’ascolto esterno ed interno, l’ambiente in cui l’evento si compie, lo spazio temporale e la produzione sono un tutt’uno e costituiscono l’atto creativo stesso. Composizione e improvvisazione sono due elementi organizzativi dell’elemento suono, diversi e complementari che concorrono a dar forma e vita alle diverse identità musicali. Strutture informali e partiture diventano supporti essenziali per l’elemento suono inserito in un determinato contesto in quel preciso istante. L’espressività diviene attraverso l’improvvisazione, aperta o su strutture, un irripetibile momento creativo che nasce e muore nell’attimo in cui avviene. Con queste parole si presenta Il duo NovoTono composto da Adalberto Ferrari e Andrea Ferrari entrambi Clarinettisti, sassofonisti e compositori che oggi ci presenteranno dal vivo alcuni brani tratti dal loro primo lavoro discografico Overlays.

Fino al prossimo 6 aprile, la Galleria 29 Arts In Progress a Milano presenta la mostra Le forme rivelate di Niccolò Biddau. L’esposizione, curata da Giovanni Pelloso, riunisce trenta opere fotografiche proposte al pubblico con l’intento di generare un’occasione di scoperta e di confronto, tra visioni, figure iconiche e valori simbolici. Le immagini rivelano il capoluogo lombardo e la bellezza delle forme dei prodotti dell’industria italiana, grazie a uno sguardo ricco di poesia e di espressività. Ne parliamo con il fotografo ed il curatore nostri ospiti.

La Storia è Adesso è il titolo del nuovo progetto musicale di Cesare Malfatti incentrato sulla figura di Valeriano Malfatti, podestà di Rovereto per quarant’anni (1880/1920) e deputato trentino al Parlamento dell’Impero asburgico a Vienna. Cesare Malfatti, musicista conosciuto a livello nazionale anche per aver fatto parte di importanti band degli anni ’90 (After-hours e La Crus), è un discendente di Valeriano. La passione per questa storia, lo ha spinto a frugare tra archivi personali e istituzionali. La biografia di Valeriano è diventata così lo spunto per affrontare temi quali il confine, la guerra e la pace, la prigionia, l’impegno politico e sociale, il cambiamento: temi senza tempo che presentano numerose similitudini con la situazione sociale odierna. Per gli arrangiamenti musicali, Cesare Malfatti ha avuto l’opportunità di registrare le Macchine Intonarumori inventate nel 1903 dal futurista Russolo: i suoni campionati da tali registrazioni sono diventati l’anima strutturale dei 15 brani. Con lui chiudiamo la puntata.

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