Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Pascal

103: Cortesie tra colleghi

Ascolta l'audio
Una collega di lavoro mal digerita e un ballerino russo condannato per tentato omicidio

Playlist:

DOWN UNDER - MEN AT WORK
THE COMPETITION - MILES KANE
THE COMPETITION - KYMIA DOWSON
WHEN EVERYTHINGS WAS MINE -PHORIA
PUSH THE SKY AWAY - NICK CAVE

Storia 1: Cortesie tra colleghi di Chiara Ferrè

Sul posto di lavoro c'è solo una parola d'ordine e non è "professionalità". Non è nemmeno "competenza" o "dedizione", la vera parola d'ordine è "competizione". E non voglio che sia intesa come qualcosa di negativo, anzi. Quando ho trovato il mio primo, vero lavoretto, circa un anno fa, ero molto contenta. Mi avevano accettata subito e, nonostante fosse un ambito in cui non avrei mai pensato di cimentarmi, mi ci sono ritrovata. Avevo l'opportunità di lavorare con persone dalle età ed etnie più disparate. Mi rapportavo con decine di loro ogni giorno, aiutandole a risolvere i problemi quotidiani, facendomi dei nuovi amici e guadagnandomi le simpatie di chi riusciva a imparare qualcosa grazie alla mia pazienza e al mio aiuto. A volte queste persone mi raccontavano spontaneamente anche le loro storie: i figli, gli ex mariti, i lutti, le gioie. Il mio primo lavoretto, portato avanti durante l'ultimo anno di università, inaspettatamente, mi piaceva molto. C'era solo un problema: Alice. Alice era la ragazza che avevano assunto con me, era quindi la collega con cui dovevo rapportarmi di più perché, di fatto, eravamo le ultime arrivate e ci trovavamo nella stessa barca. Con lei è stato da sempre un rapporto di amore e odio. Abbiamo caratteri estremamente diversi, ogni cosa è diversa tra noi. Io sono bassina, lei è alta; io sono paziente, lei é irascibile; io ho 23 anni, lei 29; io adoravo tutti i colleghi e le mansioni che mi erano state assegnate mentre lei...beh, lei le odiava!
Penso si sentisse sprecata in quel genere di ambiente, puntava a un impiego più alto, e forse le dava anche piuttosto fastidio che io fossi più piccola ma mi trovassi, di fatto, meglio di lei sul lavoro. La competizione tra noi è stata inevitabile. Mi stimolava, e quando Alice si mostrava insofferente verso di me, l'ambiente di lavoro e verso gli impegni, non la comprendevo.
Una volta finito il lavoro non l'ho più vista. Sono passati paio di mesi. Quando l'ho intravista con la coda dell'occhio, una settimana fa, ho tirato dritto. Lo ammetto, l'ho proprio evitata. Non ho voluto guardare in faccia alla realtà e ammettere qualcosa che mi dà particolarmente fastidio e che considero un mio fallimento dal momento. Lei usciva dal mio precedente posto di lavoro, con la bicicletta, come sempre, come quando c'ero anche io a darle filo da torcere.
Lei, che stava antipatica a un bel po' di persone, lei che aveva sempre disprezzato e parlato male di quel posto, ci lavora ancora. Io no. Bello smacco, vero? Anche perché me la sono cercata, in un certo senso. Di fatto, l'ho lasciata vincere, e non è una cosa di cui vado fiera, anzi. Immaginavo che lavorasse ancora lì ma vederla davanti a me, su quella stupidissima bici e con quella sua solita faccia scocciata, mi ha fatto ribollire il sangue. Sono andata a casa, irritata come se qualcuno mi avesse fatto uno sgarbo. Il giorno dopo sono andata a trovarla. Dovevo risolvere il conto aperto con me stessa, più che con lei. Ho ritrovato la stessa Alice di sempre, insoddisfatta, svogliata. Le sue parole - e credetemi, Alice parla tantissimo, è quasi logorroica - mi raccontavano del lavoro che mi manca, ma i suoi occhi mi dicevano "sono rimasta qui perché non ho trovato niente di meglio da fare, e visto che tu te ne sei andata e c'era bisogno di personale sottopagato, hanno pensato bene di tenere me." Penso ancora che avrei potuto trovare un modo per intraprendere la mia nuova strada senza abbandonare del tutto quella vecchia. Non ci credo quando Alice mi dice "Come ti invidio, hai fatto bene ad andare!" perché in realtà so che lei é contenta solo perché senza di me non ha più competizione. Vorrei essere ancora lí a darle filo da torcere invece le ho lasciato carta bianca e me ne sono dovuta andare senza poterle dire "sei una brava ragazza, ma io sono più brava di te quindi é giusto che tengano me al posto tuo". Questo mio fallimento però ha portato comunque all'aprirsi di nuove porte. Eviterò di passare ancora da quella strada, perché vedere la bicicletta di Alice parcheggiata mi rovinerebbe decisamente l'umore nuovamente, ma almeno dopo aver ingoiato il rospo ed essermi confrontata faccia a faccia con lei, spero di aver comunque scelto bene. Prenditi pure questa vittoria Alice, io ho scelto una strada che forse tu non troverai mai. Tra qualche tempo la incontrerò, per caso, come la settimana scorsa. Mi immagino già cosa le dirò:
"Alice! Allora, sei ancora qui?"
"Sí sí.. e tu?" mi chiederà
"Io no - le risponderò - io vado avanti".

Seconda storia: Il ballerino condannato

"Alla fine Filin si salvò ripercorrendo a memoria la strada fino al parcheggio, dove una guardia di sicurezza lo soccorse e chiamò subito sua moglie Masha. Fu lì capì cosa gli stava succedendo, prima di svenire dal dolore".
Stasera a #PascalRadio2 abbiamo ripescato un celebre episodio di cronaca avvenuto pochi anni fa in Russia, consumatosi all'interno del Bolshoi, uno dei teatri classici più prestigiosi al mondo. La vittima dell'agguato fu Sergei Filin, direttore artistico molto esigente ed inviso a diversi ballerini per le sue scelte ritenute poco oggettive. Pavel Dmitrichenko un giorno passò dalle parole ai fatti: attacandolo con dell'acido e cambiando per sempre la vita di Filin. Ancora oggi non tutti i colleghi condannano il gesto estremo del ballerino, anzi alcuni hanno sollevato dei dubbi sulla versione pubblicata dalla polizia, spaccando in due l'intera opinione pubblica russa. Potete leggere tutti i dettagli su questa vicenda attarverso l'articolo del Post "La storia dell'acido al Bolshoi" di Antonio Russo.
Il volto di Sergei Filin (sulla destra) prima del lancio dell'acido (Fonte: Wikipedia)
Pavel Dmitrichenko, l'attentatore, durante uno dei tanti spettacoli al Bolshoi (Fonte: Wikipedia)

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta 146: Mai in vita mia mi sono sentito così libero

146: Mai in vita mia mi sono sentito così libero

24/05/2019

Con Matteo Caccia Regia di Luca Micheli A cura di Giulia Laura Ferrari

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta 145: E alla fine si sposano

145: E alla fine si sposano

23/05/2019

Una storia d'amore a distanza e quello che è stato l'ultimo duello della storia

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta  144: Il potere di decidere

144: Il potere di decidere

22/05/2019

La delicata e difficile scelta di una ragazza e la storia di un esperimento politico andato a buon fine

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta  143: Perdonare il dolore, accettare la rabbia

143: Perdonare il dolore, accettare la rabbia

16/05/2019

Una figlia che perdona sua madre e una donna sopravvissuta allo tsunami

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Radio Tutta Italiana

Rai Radio Classica

Rai Radio Techetè

Rai Radio Live

Rai Radio Kids

Rai Isoradio

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Canali Overview

Nessun risultato per