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Pascal

097: Match Point

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Una partita speciale e un campione finito a giocare per un tiranno

Playlist puntata:

THE WINNER TAKES IT ALL - ABBA
FORTUNATE SON - CRERDENCE CLEARWATER REVIVAL
UNDONE - PHORIA
HE WOKE ME UP AGAIN - SUFJAN STEVENS


Prima storia: Pallacanestro e bambini di Diego Zuliani

Sono un istruttore di minibasket, Oggi è il giorno della seconda partita del campionato degli aquilotti, non competitivo, della mia provincia. La squadra che alleno, la mia squadretta, torna in campo, bambini di 8 o 9 anni. L'anno sta andando abbastanza bene: in occasione della prima partitina del campionato ho fatto esordire un bambino e due bambine, e la loro prima partita è stata ottima, l'impatto di tutta la squadra è stato ottimo. Ciò che conta di più: hanno fatto sport e si sono divertiti. Oggi si gioca, ci saranno 4 nuovi esordi. Di due ragazzi, Xavier e Simone nessun timore, sono anzi tra i più bravi e hanno una voglia pazzesca. Ma la prima partita può essere delicata, quindi attenzione particolare anche a loro. Poi c'è una bambina, Elisa che all'inizio dell'anno soffriva la pressione psicologica della palla in mano, ma sta prendendo sempre più fiducia. Poi c'è il quarto ragazzo che esordisce, Mattia. Mattia è un bambino autistico, in maniera abbastanza importante: le relazioni con gli altri bambini sono compromesse. Con Mattia ogni allenamento è un'incognita, non sai mai come si comporterà. Mattia in matematica è il migliore della classe. A basket non è proprio così. Difficilmente fa più di qualche passo palleggiando poi prende la palla in mano, a mo' di rugby. Non riesce a svolgere bene i giochetti o gli esercizi più facili e durante le partitelle di fine allenamento raramente segue il gioco, facendo comunque fatica rispetto ai compagni. Solo grazie alla favolosa comprensione dei suoi compagni di squadra è possibile per me tenerlo in gruppo concedendogli qualche libertà. Però sta migliorando, e oggi giocherà, ho parlato con la mamma che mi ha dato il suo consenso. Cominciamo. Le partite di minibasket sono composte da 6 tempi di 6 minuti ciascuno. 4 contro 4. Ogni bambino gioca 2 tempi. Mattia giocherà il 3° e il 6° tempo. Il primo tempo è difficile, gli altri sono più forti. Sta a me gestire i ragazzi in modo che non mollino, non si spaventino e sappiano che bisogna continuare a divertirsi. Nel secondo tempo i nuovi quartetti sono più equilibrati. Terzo tempo, tocca a Mattia. Lo affianco a Xavier e a Simone, due ragazzi veloci, e a Rosi, una ragazza che sta imparando molto bene. Partita equilibrata, Mattia sta giocando molto bene. Abbastanza attento in difesa, ha anche preso un paio di palloni e passati ai compagni, molto bene! Segniamo un canestro con Xavier, 2 a 0. La partita prosegue molto bene, Mattia prende un altro pallone e fa tutto il campo palleggiando, passando infine il pallone al compagno più avanti che va al tiro. Sono incredulo di fronte alla sua reazione alla partita, mai avrei immaginato di vederlo giocare così concentrato e così "sul pezzo"... mai avrei creduto di vederlo fare un intero campo senza infrazione di doppio palleggio o passi (in pratica senza andare avanti "alla rugby", ma palleggiando correttamente).
Nonostante questo, è evidente a tutti il problema del ragazzo, e anche tra i genitori vedo che commentano tra di loro la tenerezza che trasmette questa situazione. Ogni tanto, fermo in mezzo al campo nel vivo della partita, Mattia si mette a guardare il tabellone dei punti, probabilmente per fare qualche conto dei suoi… Oppure suscita sempre simpatia la sua esultanza ad ogni nostro canestro, sempre in mezzo al campo, prolungata ed esagerata in rapporto a quella degli altri. A un minuto dalla fine siamo sul 4-5 per loro. Cerco di incitare i ragazzi per finire bene senza cedere alla stanchezza. 20 secondi, a metà campo c’è un pallone vagante, Xavier lo prende, vede Mattia e gliela passa. Mattia palleggia, un avversario gli si avvicina molto deciso per rubargliela. Lui cambia la mano di palleggio e lo schiva. Super! Poi parte verso il canestro, palleggiando in maniera un po’ goffa ma efficace. Incredibilmente è abbastanza veloce, ed entra in area. Sotto sotto ci spero… 10 secondi… Purtroppo però un avversario gli si è affiancato. Penso tra me e me che molto probabilmente quando Mattia tirerà, esporrà troppo a lungo la palla durante le sue lunghissime operazioni di presa di mira, e l’avversario gliela ruberà… Mattia arriva a un passo dal canestro, si ferma, prende la palla in mano e tira. È stato abbastanza veloce da evitare l’avversario! Momento lunghissimo, rimbalzi sul ferro… ed entra. Canestro! Canestro di Mattia! Alla prima partita! Canestro decisivo allo scadere del tempo! Tutti i bambini in panchina esultano increduli, anche tutti i genitori del palazzetto. Lui esulta allo stesso identico modo in cui faceva quando erano i compagni a segnare. Tutti i bambini sono un po’ increduli, rischiano di distrarsi e regalare agli altri un contropiede. Io mi sforzo di concentrarmi e grido “Ognuno sul suo uomo, campioni! Attenti che scappano!”, per la prima volta con la voce un po’ rotta… Riusciamo a intercettare il pallone, 3, 2, 1, finita! Tutti corrono verso la panchina, il palazzetto esplode. Mattia non arriva subito. È in mezzo al campo a esultare da solo. Quando arriva viene sommerso dai compagni, una scena indimenticabile. In panchina gli chiedo “sei contento del canestro, hai visto la mamma che felice!”. Lui non mi risponde, e mi chiede se servisse vincere tutti gli altri tempi per vincere la partita. La partita l’abbiamo persa alla fine, ma siamo riusciti a giocare insieme, a divertirci e ci siamo portati a casa questa scena memorabile.


Seconda storia: Ho giocato a basket per Gheddafi 

“Mi chiamo Alex Owumi. Sono un giocatore di basket professionista. Il basket mi ha portato in tanti posti in tutto il mondo, in regioni diverse, insegnandomi molte lezioni fondamentali che mi hanno reso l'uomo che sono oggi. Sono figlio di un uomo nigeriano e di una donna americana. Vivo in America da quando avevo 11 anni. Sono felice di dire che vengo da entrambi questi paesi. Nel Dicembre 2010 ho ottenuto un contratto per giocare a basket a Bengasi, in Libia, in una squadra chiamata Al-Nasr Benghazi. La squadra era del famoso dittatore Mu'ammar Gheddafi che da 42 anni dominava il paese. Guidato dalla passione, accettai il contratto.” Stiamo raccontando la storia di Alex Owumi che, da cestista professionista si ritrova a giocare a Bengasi in Libia per la squadra di proprietà di Gheddafi, pochi mesi prima dello scoppio della primavera araba. Alex assiste ai primi massacri dalla terrazza di casa sua, per 16 giorni è paralizzato dalla paura e poi decide di tentare la fuga.
Noi abbiamo scoperto la storia di Alex Owumi in un articolo della BBC intitolato "Ho giocato a basket per Gheddafi". Leggetelo anche voi! Potete approfondire la storia di Owumi guardando la sua TedX Talk. 

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