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PRIMA PAGINA del 29 dicembre 2018

PRIMA PAGINA del 29 dicembre 2018
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con Alberto Chiara

Dal Salvador alla Cambogia, le 12 buone notizie che hanno illuminato il 2018

 
La morte di migliaia di migranti nel Mediterraneo e le minacce di Trump a chi parte in cerca di un futuro migliore in America, possono far credere che quello che si sta chiudendo sia stato un anno tutto negativo: ma non è così. Da tutti gli angoli del mondo, ecco le storie segnalate da Amnesty International che hanno regalato speranza negli ultimi 12 mesi. E promettono di trasmetterne ancora. 

25 gennaio - L’iraniano Saman Naseem è salvo non sarà impiccato
Saman Naseem aveva 17 anni quando fu arrestato con l’accusa di omicidio. Iraniano di origini curde, era stato condannato a morte e avrebbe dovuto essere impiccato nel 2015. Poche ore prima della pena capitale, ottenne la sospensione dell’esecuzione anche grazie agli appelli delle organizzazioni umanitarie. Il 25 gennaio 2018 la corte d’appello di Orumiyeh ha annullato la condanna e convertito la pena in 5 anni di detenzione.

22 febbraio – Il reporter Ruzimuradov libero dopo 19 anni
Yusuf Ruzimuradov, uzbeko, è il giornalista che ha passato più tempo in prigione di qualunque altro reporter al mondo. Lavorava per il giornale di opposizione uzbeko Erk (Libertà), quando fu arrestato, nel 1999, con l’accusa di sedizione e condannato – dopo un porcesso-farsa – per aver cospirato contro il governo allora guidato dal deposta Islam Karimov. Il 22 febbraio è stato rilasciato dopo 19 anni di carcere.

13 marzo – Il Calvario di Maira nel Salvador è finito
Maira Verónica Figueroa MarroquÍn ha 34 anni, gli ultimi 15 li ha passati in carcere. La sua colpa? Aver avuto un aborto spontaneo, dopo essere stata vittima di violenza sessuale. Il Salvador è uno dei tre Paesi del Centroamerica con la legislazione più dura e repressiva contro l’aborto, che è considerato illegale in qualsiasi circostanza, anche quando c’è in gioco la vita della madre. Mira Verónica Figueroa è stata rilasciata il 13 marzo.

5 aprile – Ciad, Mahadine può tornare a scrivere
Tadjadine Mahamat Babouri, un blogger del Ciad conosciuto da tutti come Mahadine, era accusato di aver minacciato l’ordine costituzionale, integrità territoriale e la sicurezza nazionale e di aver collaborato con un movimento insurrezionalista. Rischiava l’ergastolo. Il 5 aprile è tornato in libertà: l’alta Corte ha stabilito che la sua detenzione preventiva aveva superato i limiti previsti dalla legge.

15 maggio – L’opposizione in Malesia ha di nuovo la sua voce
Anwar Ibrahim è la voce e il volto dell’opposizione malesiana. Per 20 anni le autorità del Paese hanno cercato di ridurlo al silenzio attraverso accuse e condanne pretestuose per sodomia e corruzione, denunciate ripetutamente dalle organizzazioni umanitarie. Dal 1998 era considerato da Amnesty International prigioniero di coscienza. E’ stato rilasciato il 15 maggio.

26 giugno – Giustizia per Noura, sposa bambina del Sudan
A 16 anni suo padre la costrinse a sposare un uomo che lei non aveva mai amato, come purtroppo succede a molte ragazze minorenni in Sudan. Lui la violentò. Al secondo tentativo di stupro Noura Hussein si difese con un coltello e uccise quel marito violento. Fu condannata a morte. A giugno ha ottenuto la commutazione della pena in 5 anni di reclusione e un risarcimento di circa 7.200 € alla famiglia della vittima. […]

17 dicembre – Denis Cavatassi finalmente torna a casa
“Mi rendo conto solo ora che il destino possa riservare delle esperienze che vanno oltre ogni immaginazione”, scriveva Denis Cavatassi dal carcere thailandese in cui è rimasto rinchiuso per sette anni. 50 anni, di Tortoreto, in Abruzzo, era stato condannato alla pena di morte nel 2016 per essere il mandante dell’omicidio del suo socio in affari. E’ stato assolto dalla Corte suprema e liberato poco prima di Natale.

A cura di Gabriella Colarusso – la Repubblica
 

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